Marchetti, Yoox: “I nostri pc ai bimbi più svantaggiati, grazie a tutti”

Federico Marchetti
Presidente di YOOX NET-A-PORTER GROUP

Emozionato. Ecco come mi sento oggi dopo aver consegnato personalmente i computer della mia iniziativa #DigitaliEUguali alle bambine e ai bambini di questa scuola, che vivono molto spesso in contesti difficili e svantaggiati e che pur essendo a Milano, la cosiddetta “locomotiva” d’Italia, avevano a disposizione solo pochi PC da dividere con tutti i compagni.

Sono rimasto davvero colpito quando l’anno scorso ho letto le statistiche secondo cui oltre un quarto delle famiglie in Italia non ha un laptop per i propri figli/e da dedicare allo studio, con o senza DAD. Sapevo che dovevo fare qualcosa per aiutarli/e perché questa situazione mette tutti/e in una situazione di grave svantaggio, durante ma anche dopo la pandemia. Oggi sono felice che tanti altri si siano uniti a me in questa iniziativa, dal team Yoox, a Maurizio Molinari, a Massimo Giannini e al Gruppo GEDI, a Specchio d’Italia e Fondazione Golinelli e alle migliaia di privati che hanno contribuito con le proprie donazioni a rendere concreto questo progetto speciale oltre alle aziende amiche come Armani, Moncler, Prada e tante altre.

Che grande emozione oggi, mi sono sentito felice di aver potuto aiutare, riconoscente a tutti coloro che ci hanno supportato e fiducioso per il futuro di queste bambine e bambini. Grazie a tutti!

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Gli Eugenio in Via Di Gioia consegnano i pc solidali a Pinerolo

Antonio Giaimo
La Stampa, 05/05/21

Dopo le grandi città, oggi si comincia in provincia a consegnare alle scuole i computer del progetto «Digitali uguali», un progetto solidale promosso da Yoox, dal gruppo editoriale Gedi, da Specchio d’Italia e dalla fondazione Golinelli.

Grazie ad una raccolta di fondi si è dato il via ad una iniziativa che punta a donare alle scuole dei computer che verranno poi consegnati in comodato d’uso agli alunni che hanno la necessità di ricevere un aiuto concreto per seguire le lezioni.

Da una stima dell’Istat risulta che un terzo delle famiglie non hanno in casa un pc o un tablet e nel Mezzogiorno i numeri sono più allarmanti: il digital divide.

Questa mattina a Pinerolo, nella scuola Brignone, sede dell’istituto comprensivo 1, sono stati consegnati 10 tablet. A questo istituto fanno riferimento 1.150 studenti, compresi quelli della scuola primaria e della materna.

La cerimonia, che si è svolta nel giardino della scuola in via Einaudi, ha visto anche la presenza del gruppo musicale Eugenio in Via Di Gioia.

La scuola in questo momento sta allestendo diversi laboratori mobili che hanno bisogno dei tablet, e da oggi una barriera tecnologica legata alla carenza di computer si è indebolita. E come precisa Federico Marchetti fondatore e presidente di  di Yoox Net a porter Group: «Stiamo contribuendo a colmare il gap digitale e non lasciare nessuno indietro». Aggiunge Maurizio Scanavino, ad Gedi Gruppo editoriale: «Aiutare ogni studente a mettere a frutto il suo talento non solo contribuisce a rendere l’Italia più moderna e innovativa, ma consente ai bambini di oggi di essere domani cittadini migliori, più attivi e partecipi della vita civile e sociale del Paese».

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Il sogno di Mirella: due scarpe nuove

Angelo Conti
La Repubblica, 03/05/21

“Il Papa e Specchio d’Italia: i soli che hanno pensato a me, in questi anni di povertà e solitudine”. Mirella ha 80 anni, vive a Roma, a Bastogi “il quartiere dove non vorrei proprio abitare”. È una degli over 80 che Specchio d’Italia ha adottato nella capitale, per offrire a loro una vecchiaia un poco più serena. E Mirella si commuove quando ringrazia per quella borsa della spesa che arriva ogni 15 giorni e per la Tredicesima dell’Amicizia che quest’anno ha conosciuto per la prima volta: “Ci voleva proprio. Ero spaventata da una maxi bolletta della luce, che non sarei riuscita a pagare”. Poi aggiunge: “Aspetto già il prossimo Natale: con la vostra Tredicesima stavolta mi comprerò un paio di scarpe nuove, sono anni che non lo posso fare”.

E ricorda anche l’aiuto del Papa che, ogni anno, fa avere una piccola somma ai più poveri di quella parrocchia di periferia. “Nessun altro, oltre a Specchio d’Italia ed al Papa, pensa a me e vivere con una pensione di 600 euro al mese è proprio difficile”. Quella di Mirella è stata una vita minata fin dal primo minuto: “Mentre nascevo l’ostetrica ha sbagliato qualcosa: mi sono ritrovata con l’omero spezzato in tre punti, praticamente paralizzato, e con danni irreversibili al nervo ottico, danneggiato anche lui durante il parto”. Un’esistenza in salita, comunque affrontata con coraggio, fra un lavoro e l’altro, tutti in nero, senza l’ombra di un contributo. “Ho fatto la fioraia ambulante, la commessa e la donna delle pulizie. Era difficile pulire le scale con il braccio destro paralizzato, ma sono arrivata a farne persino 19 al giorno. Avevo sei figli da crescere…”.

Dona per Mirella

Di quei sei figli ne sono rimasti cinque. “Ne ho persa una che aveva 40 anni. Mi ha lasciato quattro nipoti. L’ultimo ha voluto farlo nascere rifiutando la chemioterapia ed ha pagato con la morte l’enorme affetto verso un figlio che non ha poi visto crescere”. La famiglia di Mirella è numerosissima con 9 pronipoti e 27 nipoti. “Tanti, ma in realtà sono sola. Ho un figlio che abita a Roma e che mi viene a trovare quando sto male, ma gli altri sono sparsi per l’Italia. Ho ancora un fratello che mi vuole bene, ma lavora e vive in Olanda, troppo lontano”.

A Bastogi, forse il quartiere più difficile di Roma, è arrivata per quello che doveva essere un passaggio di un anno, nel 1994. “Ero in emergenza abitativa. Ho subito fatto domanda per una casa popolare in un quartiere più vivibile, ma sono 26 anni che l’aspetto. A Roma può succedere…”. E racconta di notti di paura, con qualcuno che cercava di forzare la sua porta: “Ho fatto montare un’inferriata ed ora vivo un poco più tranquilla, in giornate sempre uguali”. Senza televisione “perché sono stufa di notizie tristi”, e con il telefonino sempre in mano “perché mi piacciono ancora i giochi, quelli semplici, con le palline, i birilli ed i colori. Un modo per non pensare al mondo là fuori, che non è più il mio”.

Maurizio Molinari consegna i computer di Digitali e Uguali

Giuseppe Serao
La Repubblica, 30/04/21

La campagna “Digitali e uguali”, destinata a donare agli studenti gli strumenti tecnologici necessari per la didattica a distanza e, più in generale, per accedere a un’istruzione scolastica con standard europei, sta trovando i primi risultati concreti.

Nella mattinata di ieri, il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, ha fatto visita al Quadraro all’Istituto Comprensivo “Viale dei Consoli 16”, per la consegna di dieci computer acquistati mediante la raccolta fondi organizzata da Yoox e Gedi Gruppo Editoriale, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia Onlus.

“Il nostro istituto di ben 65 classi – ha sottolineato la dirigente scolastica Alessia Lo Bosco – ha accolto con grande soddisfazione l’arrivo dei computer. Strumenti più che mai necessari in questi mesi di didattica a distanza. E il nostro ringraziamento va a tutti i donatori che hanno partecipato alla campagna“.

Secondo le ultime ricerche Istat, infatti, un terzo delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet in casa e i dati, che nel Mezzogiorno sono più allarmanti, mettono chiaramente in luce il divario digitale che si vive all’interno delle case italiane. Oltre 850 mila studenti non hanno un device per seguire le lezioni a distanza.

“Per sconfiggere le disuguaglianze tra gli studenti, nelle loro possibilità di usufruire degli insegnamenti scolastici, servono strumenti – ha commentato Molinari, nel corso della visita all’istituto del Quadraro – e la campagna “Digitali e uguali” ha voluto far fronte a questa esigenza. Condivisa da una amplissima platea di persone: siamo stati positivamente sorpresi dal grande afflusso di donazioni“.

E nell’istituto del Quadraro il gap tecnologico viene affrontato con solerzia. In una classe multietnica di prima elementare, le bambine e i bambini imparano il posto che deve avere nella lingua italiana la lettera “Q” giocando tra loro con l’ausilio di una lavagna elettronica. Mentre in una classe delle medie inferiori, un gioco a quiz digitale aiuta i ragazzi a capire come è fatto il corpo umano. Ma non c’è solo il digitale nel futuro degli studenti. Nella sala di musica, a conclusione della visita, ragazze e ragazzi, dotati di belle voci e di strumenti musicali tradizionali di ogni tipo, hanno intonato la canzone El pueblo unido jamás será vencido.

Foto Facebook / Maurizio Molinari

Massimo Giannini consegna i primi computer a Torino

Filippo Femia
La Stampa, 29/04/21

«Più studierete e più sarete liberi. La vostra libertà dipende da quante cose avrete imparato». Ieri il direttore de La Stampa Massimo Giannini ha fatto visita all’istituto comprensivo Bobbio-Novaro, in Barriera di Milano: una delle scuole con il maggior numero di alunni (1.400) in tutta la città, la metà di origine straniera. Durante l’incontro sono stati donati dieci computer portatili, nell’ambito di “Digitali e Uguali”, progetto del gruppo editoriale Gedi e Yoox, in collaborazione con Fondazione Specchio d’Italia e Fondazione Golinelli.

L’iniziativa ha l’obiettivo di contrastare il grave gap formativo, aggravato in tempi di pandemia, che si è creato tra chi può avere strumenti digitali e accesso alla didattica a distanza e chi invece ne rimane escluso. Ieri la consegna di strumenti tecnologici è avvenuta in contemporanea in sei città: oltre a Torino, Bologna, Udine, Roma, Torre Annunziata e Roma. «Abbiamo già raccolto 350 mila euro e altri 1.200 dispositivi sono pronti alla consegna in tutta Italia», spiega Angelo Conti, vicepresidente operativo della Fondazione Specchio dei tempi.

Strumenti preziosi per chi è costretto alla Dad, ma anche in ottica futura per colmare il divario tecnologico tra le famiglie più abbienti e quelle con meno risorse: i computer sono di proprietà della scuola ma saranno affidati, in comodato d’uso, ai ragazzi più in difficoltà.

La preside Antonietta Nusco ha raccontato le sfide quotidiane che deve affrontare un istituto in una zona delicata della città: «In queste sei ore di lezione dobbiamo cercare di strappare questi ragazzi ai rischi che ci sono là fuori – ha detto – La nostra filosofia è “Non uno di meno”: diamo un’opportunità a tutti gli alunni, cercando di curare le eccellenze».

Gli Eugenio in Via Di Gioia donano pc: “Tutti devono averne uno”

(Immagine da Facebook)

Andrea Joly
La Stampa, 29/03/21

«Avere il computer è il primo passo per poter sentire gli abbracci virtuali di cui abbiamo sempre più bisogno in un periodo come questo». Sono le prime parole di Eugenio Cesaro, frontman della band torinese Eugenio in Via Di Gioia, a sostegno del progetto “Digitali e Uguali”. Insieme ad altre personalità come Fabio Volo, Luciana Littizzetto, Cesare Cremonini, Chiara Francini ed Elisa Di Francisca, solo per citarne alcune, gli Eugenio in Via Di Gioia saranno in prima fila per portare nelle case di bambine e bambini in Italia un computer: «Oggi è un bene di prima necessità, come il cibo, per chi deve potersi istruire. Per questo è importante che tutti ne abbiano uno».

Eugenio, come avete scoperto che tanti giovani non hanno potuto fare la Dad in questi mesi?
«Noi non sapevamo cosa volesse dire fare scuola a distanza. In un primo momento pensavamo che le criticità fossero altre, durante il primo lockdown ci eravamo concentrati sulla distribuzione del cibo per le famiglie che non avevano possibilità di accedere a servizi di prima necessità con Torino Solidale. Poi, tre mesi fa, siamo entrati virtualmente nelle classi di studenti torinesi con una serie di laboratori in Dad: gli studenti ci hanno detto che qualcuno non poteva partecipare. Abbiamo aperto gli occhi, è un’ingiustizia che non deve esserci».

Ai tempi della scuola dell’obbligo avreste avuto un computer per seguire le lezioni?
«All’epoca, e stiamo parlando dei primi anni del Duemila, pur tenendo conto che tutto a livello tecnologico era più indietro, se fosse piovuto in testa uno scenario del genere a me e ai miei compagni di classe non so se saremmo stati pronti. Io ho avuto la fortuna di crescere con un padre appassionato di informatica: ricordo perfettamente il giorno in cui era uscita la web cam e l’aveva acquistata subito. Eravamo molto piccoli, ma eravamo rimasti sconvolti di avere una telecamera che poteva riprendere in tempo reale. Nonostante questa sua passione, io avevo a disposizione un pc che non era al passo coi tempi essendo ancora piccolo. Oggi si dà per scontato che in ogni casa ce ne sia uno, ma non è così».

Tra Dad e smart working, c’è anche chi è attrezzato ma avrebbe bisogno di averne di più.
«Il problema è proprio questo. Poi subentrano altri problemi, come la digitalizzazione di chi è col bambino in casa: se a seguirlo mentre fa lezione sono i nonni che non hanno imparato ad usarlo, c’è un problema. Il computer è diventato un bene di prima necessità, come il cibo. Anche per non isolarsi e sentire il calore degli altri: come gruppo abbiamo in mente un progetto che affiancherà Digitali e Uguali, quasi una naturale conseguenza, proprio per continuare a stare insieme».

Anche gli Eugenio in Via Di Gioia hanno un problema di computer e connessioni?
«Noi siamo fortunati e per lavoro siamo rimasti sempre connessi, ma ad esempio in casa mia non ho mai attivato il Wi-Fi. Non voglio paragonarmi a situazioni difficili, ma il punto è proprio questo: non è soltanto una questione di condizioni economiche. E chi è in difficoltà deve essere aiutato».

Digitali e Uguali, così doneremo pc agli studenti bisognosi

Gabriele De Stefani
Quotidiani GEDI, 21/03/21

«Siamo molto lieti di mettere a disposizione le nostre capacità di progettazione sociale e le esperienze maturate in tanti anni di presenza nelle scuole. Per Specchio d’Italia, già presente con queste esperienze in diverse città italiane, collaborare con Yoox, il gruppo Gedi e Fondazione Golinelli è una straordinaria occasione».

Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente della Fondazione Specchio d’Italia, spiega il senso del progetto Digitali e Uguali: «Aiutare il Paese a superare le difficoltà di collegamento per i ragazzi e la scuola è una delle nostre priorità, è una necessità non più rinviabile. I lettori saranno certamente sensibili».

Specchio d’Italia, del resto, nasce con l’idea di allargare a tutto il Paese il modello piemontese, lungo sessant’anni, di Specchio dei tempi, che guarda ai bisogni del mondo dell’istruzione come uno dei temi più sensibili: la Onlus nasce per rispondere alle richieste d’aiuto provenienti da diverse regioni italiane a seguito dell’emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia di Covid-19.

Specchio d’Italia ha già avviato iniziative concrete in sette regioni, abbracciando le famiglie più emarginate, gli studenti più fragili, gli anziani in difficoltà e le piccole imprese travolte dalla pandemia. Lavorando per frenare l’abbandono scolastico, arginare il disagio sociale nelle periferie e dare sollievo a chi soffre.

Cremonini, Littizzetto, Linus e Molinari: tutti con Digitali e Uguali

Gabriele De Stefani
Quotidiani GEDI, 21/03/21

«Proibiresti mai ad un ragazzo di entrare in classe perché non può permettersi di comprare i libri?», si chiede Nicklevi, nickname di uno dei ragazzi che hanno partecipato alla sfida per creare gli slogan migliori per l’iniziativa. Per rispondere a una delle grandi emergenze sociali ed educative esasperate dalla pandemia, debutta “Digitali e Uguali”: obiettivo è raccogliere fondi per regalare un computer agli studenti che ne hanno bisogno, per contribuire a superare il ritardo nella digitalizzazione del nostro Paese.

Il progetto è promosso dal gruppo editoriale Gedi e da Yoox, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia Onlus. Nei giorni scorsi è arrivata anche una lettera di apprezzamento da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «È un’iniziativa di alto senso civico – ha scritto il Capo dello Stato a Maurizio Molinari, direttore editoriale di Gedi – e, ne sono certo, di grande efficacia, particolarmente in un momento come questo, segnato dalla pandemia, in cui la mancanza della tecnologia e della possibilità di comunicare a distanza rischia di accentuare o provocare  emarginazioni».

La piattaforma www.digitalieuguali.it è già attiva: attraverso il sito è possibile contribuire con donazioni per l’acquisto di pc che poi saranno distribuiti agli studenti delle scuole statali e paritarie. Ed è anche possibile, per gli istituti scolastici, segnalare da domani al 30 aprile prossimo i casi di necessità e diventare così beneficiari dei computer. Una commissione valuterà quali domande accettare e procederà con l’assegnazione dei pc il 14 maggio.

Dona ora

Come rileva l’Istat, un terzo delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet in casa: 850 mila studenti, per questo motivo, non possono seguire le lezioni a distanza in questi mesi di pandemia e finiscono per accumulare un gap formativo molto complicato da colmare. «Questo non è più sostenibile per il nostro Paese – dice Federico Marchetti, Fondatore e Presidente di Yoox Net-a-porter group –. Dotare ogni bambina e bambino di uno strumento tecnologico può diventare la chiave di successo per il loro futuro e per il futuro dell’Italia. Insieme a Gedi, alla Fondazione Golinelli e alla Fondazione Specchio d’Italia Onlus condividiamo lo stesso obiettivo di contribuire a colmare il gap digitale e di non lasciare nessuno indietro».

«Digitali e Uguali – aggiunge Maurizio Scanavino, amministratore delegato di Gedi – nasce dalla generosità di Federico e degli altri partner, ma si rivolge a tutti: attraverso le nostre testate e grazie alla Fondazione Specchio d’Italia coinvolgeremo gli italiani in una gara di solidarietà speciale, dove tutti potremo vincere. Perché aiutare ogni studente a mettere a frutto il suo talento non solo contribuisce a rendere l’Italia più moderna e innovativa, ma consente ai bambini di oggi di essere domani cittadini migliori, più attivi e partecipi della vita civile e sociale del Paese».

“Digitali e Uguali” sta raccogliendo l’adesione di personalità provenienti da diversi settori, tutte coinvolte in un video che promuove il progetto: oltre a Maurizio Molinari, direttore editoriale di Gedi e direttore di Repubblica, e Massimo Giannini, direttore de La Stampa e direttore editoriale di Gnn, ci sono Linus, Albertino, Fabio Volo, Marco Damilano, Luciana Littizzetto, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Selvaggia Lucarelli, Daria Bignardi, Eugenio Cesaro, Massimo Recalcati, Maurizio De Giovanni, Corrado Augias, Gabriele Corsi, Elisa Di Francisca, Federico Marchetti, Carla Signoris e Cesare Cremonini.

Insieme a Reale Group per ridurre le diseguaglianze

Claudia Luise, da specchiodeitempi.org

Per avere successo, l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite richiede partenariati tra governi, settore privato e società civile. È il diciassettesimo obiettivo, realizzare progetti comuni per far sì che tutti gli altri sedici traguardi vengano raggiunti.

Ed è proprio da questo impegno che è partito l’incontro «Partnerships for Progress: le alleanze come motore di resilienza e inclusività» promosso da Reale Group in collaborazione con la Fondazione Specchio dei tempi, Dynamo Academy e Torino Social Impact nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Un modo per approfondire l’importanza delle partnership come motori di riduzione delle diseguaglianze, attraverso lo sviluppo di ecosistemi che generino impatti sociali positivi.

«Se oggi possiamo pensare di avere un vaccino in tempi rapidi è perché i centri di ricerca si sono aperti e hanno collaborato», esemplifica il concetto Luca Filippone, dg di Reale Mutua. Una collaborazione trasversale che diventa essenziale soprattutto nei momenti di crisi. «Dai primi di marzo la Fondazione Specchio dei tempi ha messo a disposizione di Enti, Aziende e donatori le esperienze maturate negli anni durante gravi calamità ed emergenze. Si è sviluppata con grande rapidità una forte rete di alleanze che ha permesso una risposta immediata alle disperate richieste degli ospedali, degli anziani isolati in casa, degli scolari privi di tablet e dei piccoli artigiani e commercianti in gravi difficoltà per la ripartenza. Oggi e nei prossimi mesi queste azioni continueranno con una progettazione di continuità coerente con l’evoluzione e le conseguenze della pandemia», spiega il presidente della Fondazione, Lodovico Passerin d’Entreves.

L’incontro è anche l’occasione per lanciare un nuovo progetto: Specchio d’Italia. «Era un’idea che avevamo e che il Coronavirus ha anticipato – spiega Passerin d’Entreves – perché alcuni nostri sponsor e alleati ci hanno chiesto di fare in Italia cose che già facciamo a Torino e in Piemonte. L’atto costitutivo della nuova Fondazione è pronto e ora si aspetta l’autorizzazione prefettizia per poter operare su tutta la Penisola». Il progetto è già partito in otto città, la Fondazione Specchio d’Italia sarà poi capillare. «Reale Group – sottolinea Filippone – ritiene prezioso per la comunità mettere a fattore comune il sentimento di comunità che guida il suo modo di fare impresa. La filosofia “insieme di più” ha, infatti, permesso a Reale Group di mantenere continuità operativa solidità e affidabilità e trasformare le sfide in opportunità».

Tra i relatori, anche Marco Lavazza, vicepresidente dell’omonima azienda del caffè: «Abbiamo sempre privilegiato la costruzione di percorsi comuni con istituzioni associazioni e aziende. È un approccio più impegnativo ma dare vita a nuovi progetti insieme a tanti compagni di viaggio rende la strada più efficace verso il cambiamento».

Torniamo ad aiutare Venezia, 50 anni dopo i cavalli di San Marco

di Angelo Conti

C’è un legame forte, profondo e indissolubile, fra Venezia e Specchio dei tempi e passa per i cavalli di San Marco, il simbolo della città. La quadriga che tutti possono ammirare dalla piazza, copia dell’originale, fu realizzata grazie ad una sottoscrizione popolare lanciata nel 1970 dalla fondazione torinese attraverso il quotidiano La Stampa: in pochi mesi furono raccolti 131 milioni di lire, una cifra notevolissima per quei tempi che poi consentì, negli anni successivi, di procedere alla creazione delle copie dei cavalli ed al ricovero degli originali all’interno della basilica, dove si trovano tuttora, protetti dalle intemperie e dal disfacimento. E Specchio dei tempi era già stato vicino a Venezia con la sottoscrizione “Torino per il Veneto” che permise di raccogliere oltre 350 milioni dopo la drammatica alluvione del novembre 1966.

Cinquant’anni dopo il dono dei cavalli di San Marco, Specchio dei tempi torna ora a Venezia per compiere un’altra impresa: aiutare, concretamente e subito, il maggior numero possibile di piccole attività con un contributo economico a fondo perduto. Per fare questo lancia il bando Venice Again e apre un’altra sottoscrizione, nel contesto del progetto Specchio d’Italia. L’obiettivo è sostenere con sussidi da 3000 euro ciascuno quegli imprenditori che stanno soffrendo a causa del lockdown e della crisi del turismo. Ma soprattutto dimostrare l’affetto di tutti verso questa straordinaria città.

PARTECIPA AL BANDO

Le candidature al bando sono state aperte il Primo settembre. Per partecipare è sufficiente completare un modulo online, cliccando qui. Ci saranno venti giorni di tempo, poi la commissione sceglierà i vincitori e dal Primo ottobre partiranno i bonifici. Agiremo con la stessa velocità ed efficienza con cui negli scorsi mesi abbiamo affrontato gli analoghi bandi di Torino, Cuneo e Sassari. Più donazioni arriveranno, più aiuti erogheremo: abbiamo stanziato 60 mila euro grazie alle offerte raccolte in questi mesi per l’Emergenza Coronavirus. I primi venti contributi sono coperti. Ma speriamo, insieme a voi, di poterne finanziare molti di più.


I lavori sui cavalli di San Marco finanziati da Specchio nel 1970

Il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti dona 500 spese

Di Angelo Conti e Lucia Caretti
Da specchiodeitempi.org
Cinquecento borse della spesa saranno in distribuzione, dalla prossima settimana, a Asti e provincia, destinate a chi è più in difficoltà. E’ un dono del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti e di Specchio dei tempi che hanno avviato un progetto di sostegno concreto. Da martedì cominceremo a raggiungere, con consegne effettuate direttamente sullo zerbino di  casa (così da evitare ogni rischio di contagio), le prime decine di beneficiati. Famiglie, ma anche anziani, toccati duramente dalla pandemia. L’iniziativa del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti (Banca di Asti e Biver Banca), gestita nel progetto “Specchio d’Italia” della Fondazione La Stampa Specchio dei tempi, interessa, oltre ad Asti, tutti i capoluoghi delle province piemontesi, cinque comuni lombardi fra cui Milano, due comuni veneti ed uno ligure, Genova.
Intanto Specchio dei tempi continua le sue attività sul territorio. Grazie alla solidarietà dei lettori de “La Stampa” sono stati donati sei altiflussi e un software all’ospedale di Asti, per una spesa totale di 55400 euro: un aiuto indispensabile per i reparti Covid del Cardinal Massaia. Migliaia di mascherine, guanti, camici, visiere, tute sono state consegnate alle croci verdi di Nizza Monferrato, Montemagno e Mombercelli; alla Croce Rossa di Villanova d’Asti e alla Pubblica Assistenza di Tonco, Frinco e Alfiano Natta. E in tutto il Piemonte sono quasi 1,2 milioni i dispositivi di protezione individuali già distribuiti da Specchio, insieme a 150 macchinari, tra cui due tac.

 

Due mesi in prima linea contro il virus: ora lavoreremo in tutta Italia

Angelo Conti, da specchidoeitempi.org
Sessanta giorni fa Specchio dei tempi accettava la sfida di una sottoscrizione contro il Coronavirus. Una sottoscrizione completamente diversa da tutte quelle che hanno segnato la sua storia, lunga ormai 65 anni. Questa volta non ci saremmo dovuti impegnare per riparare i danni di una calamità, per ricostruire qualcosa dopo un terremoto o una alluvione, per sostenere qualcuno in un momento difficile. Questa volta c’era da andare in battaglia. Nell’immediato per aiutare chi stava in prima linea, ma pensando anche al dopo, alla ripresa della scuola, della vita delle famiglie, delle attività economiche.
Quella con il mondo della sanità è stata una intesa immediata: abbiamo capito che lo status di fondazione ci consentiva una rapidità operativa inimmaginabile se rapportata alle tempistiche del “pubblico”, costretto e ingabbiato dai giochi degli appalti e dalle difficoltà di approvvigionamento. Così ci siamo gettati nella ricerca dei cosiddetti “dpi”, dispositivi di protezione individuale, in tutto il mondo: dalla Cina a Taiwan, dal Giappone all’est europeo. Cercando di ottimizzare le spese, ci siamo anche resi conto che dovevamo accettare le regole di un mercato impazzito per riuscire a fornire camici e mascherine ai nostri medici, ai nostri infermieri, ai nostri soccorritori che in Piemonte stavano rischiando la vita. E di quelle protezioni ne abbiamo trovate 1,2 milioni, spesso strappandole alla concorrenza di acquirenti di altri paesi, distribuendole in tempo reale a Torino e in Piemonte. Nei nostri magazzini le mascherine, i camici, le tute, i visori sono rimasti sempre pochissime ore. Diciannove ospedali e quasi 200 fra pubbliche assistenze, associazioni di volontariato, rsa hanno ricevuto i nostri scatoloni, colmi di strumenti salvavita e anche di speranza. Mentre arrivavano le tac, le decine di ecografi polmonari, i tanti monitor parametrici, i letti di rianimazione e tantissime altre attrezzature ospedaliere.  
Parallelamente, l’attenzione alla gente. Le 5.500 borse delle spese donate agli anziani, lasciate sullo zerbino di casa da una organizzazione attenta e puntuale, le 1200 consegnate alle famiglie sono state la prima risposta. Ma non ci fermiamo: da ora e sino a dicembre, lo staff di Specchio Point (che da due mesi è attivo da remoto) cambierà il suo modo di lavorare per essere vicino ad un numero sempre più grande di famiglie; 400 al mese, 3000 sino alla fine dell’anno. A ciascuna un aiuto economico ed anche una consistente borsa della spesa, portata a casa.
Le scuole sanno che non le abbiamo mai dimenticate: dai 168 kit di sanificazioni donati a marzo, ai 750 tablet distribuiti pensando ai bambini delle famiglie più povere, alla piattaforma per la didattica a distanza (con Fondazione Agnelli), alla prossima capillare distribuzione di dispenser, disinfettanti e cartellonistica anti covid.
E, proprio questa settimana abbiamo proposto, con un contributo di Reale Group,  anche il bando per aiutare le piccole imprese del Torinese: un aiuto di 5000 euro a 220 di esse. Il mare di domande (già oltre 600) ne dimostra il bisogno. Un aiuto che verrà elargito entro la fine di maggio. Senza perdere tempo.
I programma dei prossimi mesi è fittissimo. L’impegno a favore delle famiglie sarà centrale, insieme all’assegnazione dei contributi previsto dal bando imprese, che potrebbe essere replicato in altre province piemontesi. Con un occhio sempre fisso al mondo della sanità e dell’emergenza.

Il modello Specchio dei tempi, infine, ha fatto scuola. Da domani prende vita il progetto “Specchio d’Italia”. Su richiesta di enti ed aziende che ci hanno messo a disposizione le relative risorse (Reale Mutua, Cassa di Risparmio di Asti) allargheremo le iniziative  di sostegno alle famiglie a diverse aree della Lombardia, della Liguria, del Veneto e del Friuli. Perché se il cuore di Specchio dei tempi è e resterà sempre in Piemonte, crediamo sia giusto trasformare una esperienza straordinaria in una risorsa per tanti, per tutti.