Trieste, una spesa per Joseph e gli anziani più soli

Il Piccolo, 22/10/21
Angelo Conti

Joseph ha 72 anni. Un nome scozzese, una vita trascorsa a Roma, un trasferimento a Trieste pieno di speranze, una lunga serie di scelte di lavoro sbagliate. Sino ad una pensione sociale di 650 euro, con la quale è difficile sopravvivere senza l’aiuto e la solidarietà degli altri. Joseph è uno dei dieci anziani assistiti da Specchio d’Italia a Trieste, uno dei circa 200 in Italia. Riceve due capienti borse della spesa ogni mese, due visite al mese (per complessive 4 ore) di una colf, una telefonata a settimana di un volontario con cui scambiare quattro chiacchiere, un servizio di aiuto immediato in caso di emergenze domestiche, la disponibilità di una psicologa specializzata in problemi geriatrici, un contributo economico per il riscaldamento ogni Natale. Il servizio è partito nei giorni scorsi anche a Trieste, grazie alla collaborazione della Comunità San Martino al Campo, ed è prevista una graduale espansione, oltre i dieci anziani iniziali.

Joseph vive nelle case popolari di Largo Niccolini. Un appartamento dignitoso che, nonostante necessiti dell’aiuto di un bastone, riesce a tenere in ordine. Su un tavolo una vecchia pianola (“non è mai troppo tardi per imparare a suonare”) su un’altra alcuni lavori di artigianato su vetro (“ho imparato a dare vita al vetro, è una mia passione, so come trattarlo e trarne oggetti decorati”). Espedienti per battere la noia del tempo che non passa, quando si è costretti a casa: “Purtroppo soffro di una polineuropatia agli arti inferiori che mi impedisce di camminare, posso farlo solo con il bastone”. Ha un amico prezioso: “Sì, lui mi accompagna qualche volta a fare brevi passeggiate, in qualche modo mi fa da gamba, quella che non riesco più ad usare”.

Ieri ha accolto con grande gioia la consegna della spesa: “Preziosa, perché la ricevo qui, sul tavolo della mia cucinetta. I movimenti da fare sono ridotti al minimo”. Non si vergogna nell’affermare che questo aiuto gli è indispensabile: “La pensione non basta, c’è poco da fare. Trieste non è una città economica e non è affatto facile arrivare a fine mese”.

Ha rimpianti per un passato difficile: “Avevo un discreto lavoro a Roma, ma mi sono licenziato da giovane per inseguire un progetto, poi risultato fallimentare. Sono stato anche ingannato, in qualche modo truffato. Ho perso tutto il denaro che avevo. E, a quel punto, non sono più riuscito a risalire la china. La società molto spesso ti impedisce un riscatto, il passato pesa sempre troppo”.

Da Joseph parte anche a Trieste il Progetto Forza Nonni di Specchio d’Italia. “La nostra fondazione – spiega Marta Versaci, progettista sociale – è presente in 10 città italiane con progetti di sostegno agli anziani, ai bambini, ai ragazzi che cercano un inserimento nel lavoro, alle mamme sole. Cerchiamo di trasformare in solidarietà concreta le donazioni di tante persone. Ed a Trieste agiamo in stretta sinergia con Il Piccolo, per il quale gestiamo e distribuiamo anche le tradizionali elargizioni”.

Specchio d’Italia in questi giorni ha lanciato anche il bando “Trieste che riparte” per aiutare le piccole e piccolissime attività in difficoltà nel dopo Covid: “Abbiamo messo a disposizione 100.000 euro per 50 imprese triestine. Si tratta di contributi a fondo perduto, donazioni insomma. Per le domande c’è tempo sino al 2 novembre ed erogheremo gli aiuti nelle due settimane successive.  Gli interessati trovano tutto cliccando qui. Se enti del territorio, aziende o privati volessero darci una mano potremmo aumentare la dotazione del bando e quindi anche il numero dei beneficiati. Tutti comunque possono darci una mano a realizzare gli altri nostri progetti su Trieste, Forza Nonni compreso”. Queste iniziative possono essere sostenute anche attraverso le tradizionali erogazioni del Piccolo, cliccando qui.

“Trieste che riparte”, arriva il bando che aiuta le piccole imprese

Redazione

Duemila euro per ogni piccola impresa che prova a rialzarsi dopo il lockdown. Arriva anche a Trieste il bando di Specchio d’Italia: un progetto con cui la fondazione del Gruppo Editoriale GEDI ha già sostenuto centinaia di micro-aziende in tutto il Paese. Da Sassari a Venezia passando per il Piemonte, i sussidi a fondo perduto stanziati da Specchio sono un’iniezione di speranza per le attività che più hanno sofferto a causa del Covid.

Artigiani, commercianti e imprenditori: tutti possono candidarsi, se nel 2020 hanno avuto ricavi inferiori ai 40 mila euro. Il bando apre il 19 ottobre e c’è tempo fino al 2 novembre. Per partecipare basterà compilare un modulo online, allegando i documenti richiesti. Poi in pochi giorni la giuria esaminerà le domande pervenute e sceglierà i vincitori, che saranno avvisati dal 13 novembre in avanti. Ne saranno premiati 50, grazie alle donazioni già pervenute (ma la raccolta fondi continua) e ogni centesimo servirà per aumentare il numero degli assegni disponibili. Gli aiuti saranno erogati entro un mese dal lancio dell’iniziativa, perché chi si trova in vera difficoltà non può aspettare e Specchio d’Italia lo sa bene.

La fondazione è nata durante la pandemia dall’esperienza di Specchio dei tempi, una ONLUS che da sessant’anni opera in contesti di emergenza e povertà. A Trieste Specchio d’Italia ha avviato un progetto a sostegno degli anziani più fragili e a breve darà il via a corsi di formazione sull’informatica di base rivolti ad over 60. A Natale donerà le Tredicesime dell’Amicizia, un contributo di 300 € agli anziani poveri e soli.

Da giugno 2021 è braccio solidale de Il Piccolo, con la gestione delle tradizionali elargizioni, ora possibili anche online.

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“Scuola Bottega” e “Fuori dai guai”, un futuro per i ragazzi di Milano

La Repubblica, 02/10/2021

Quattro scalini, un portone e una scritta: “Quando non vedi la via, puoi trovare la strada”. È qui, a Scuola Bottega in via Piazzetta 2, che la Fondazione Specchio d’Italia, in collaborazione con l’Associazione La Strada, accoglierà tra qualche settimana una classe di giovani studenti tra i 14 e i 18 anni, segnalati dai dirigenti delle loro scuole di appartenenza.

Questi ragazzi faticano a frequentare i percorsi scolastici tradizionali, lontani dal loro contesto di provenienza e non sempre in grado di comprendere i loro bisogni. Per questo è nata Scuola Bottega, realtà che affianca teoria e pratica, costruendo percorsi formativi ad hoc per ciascuno ragazzo e offrendo tirocini in aziende del territorio.

Lo scorso anno sono stati 12 gli studenti che grazie al progetto sono riusciti a prendere il diploma di terza media e hanno imparato a lavorare il legno, il pane e qualche nozione di meccanica. Tra qualche settimana suonerà di nuovo la campanella: il progetto continua e sarà nuovamente finanziato da Specchio d’Italia, grazie anche alle donazioni dei lettori de la Repubblica.

La Fondazione Specchio d’Italia ha sede a Milano, ma opera a livello nazionale e sostiene rapidamente chi ha più bisogno. Rappresenta l’espressione solidale del Gruppo Editoriale GEDI ed è attiva sin dall’inizio dell’Emergenza Coronavirus ha consegnato decine di migliaia di spese gratuite alle famiglie e agli anziani bisognosi e durante l’estate ha offerto migliaia di pranzi ai bambini dei centri estivi del quartiere Corvetto. Al centro delle attività di Specchio ci sono bambini e ragazzi in difficoltà.

Per questo nasce “Forza Bimbi”, un’iniziativa che la Fondazione sviluppa non solo a Milano, ma anche a Bari, Genova, Roma e a Sant’Arcangelo di Lucania, un piccolo comune della Basilicata, e che ha l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica accompagnando centinaia di giovani e bambini dei quartieri più difficili di queste città.

Specchio a Milano è presente non solo a Corvetto, ma grazie all’iniziativa “Fuori dai guai” a partire da ottobre accompagnerà oltre cento studenti delle classi seconde delle scuole medie con laboratori di educazione civica con l’intento di diffondere precocemente una cultura della legalità per sensibilizzare e contrastare i fenomeni di devianza minorile.

Oltre Bastogi, un futuro per i bimbi del quartiere più difficile di Roma

La Repubblica, 01/10/2021

Mi ricordo quando vi ho visto la prima volta. Mi sono emozionata ed ero molto contenta. Caro doposcuola, mi sono trovata benissimo sin da subito”.

Così Marica, bambina di 7 anni, descrive le attività che Specchio d’Italia ha avviato due anni fa a Bastogi, quartiere periferico con grandi difficoltà sociali, quelle mostrate anche al grande pubblico con il film “Come un gatto in tangenziale”.

La Fondazione Specchio d’Italia, con l’Associazione Amici dei bimbi ONLUS, voleva dare un segno tangibile in questa realtà e si è rivolta ai più giovani con l’obiettivo di ridurre il più possibile l’abbandono scolastico, che qui resta un grosso problema. Il quartiere ha iniziato a colorarsi con la distribuzione a bambini e ragazzi di decine e decine di zainetti con dentro matite, libri, quaderni, materiale didattico. Alcuni locali in abbandono sono stati poi resi fruibili ed esteticamente belli. Ristrutturati anche le finestre ed i punti luce. Questo spazio, tornato alla vita, ha permesso la realizzazione di laboratori, attività di aiuto-compiti e supporto allo studio, ma anche momenti di gioco e socialità.

Con l’impegno, giorno dopo giorno, degli operatori, i primi risultati non hanno tardato ad arrivare: la partecipazione via via più numerosa, il coinvolgimento delle famiglie e degli insegnanti scolastici, il miglioramento del rendimento e quindi dei voti. E c’è stato spazio anche per lo sport. “Oltre Bastogi” è diventato un nuovo punto di riferimento per i giovani del quartiere, oltre che un luogo educativo protetto, sicuro e di crescita. Un’occasione di futuro diverso per le nostre nuove generazioni. Il progetto è attivo e in continua crescita ed è possibile sostenerlo con donazioni.

Specchio d’Italia è presente a Roma anche con altri progetti. All’Ospedale di Tor Vergata ha avviato un programma di donazione di parrucche alle donne costrette alla chemioterapia, in collaborazione con l’Associazione Arcobaleno della Speranza Onlus. Particolare attenzione è rivolta poi agli anziani più fragili. Dalla scorsa primavera, ogni mese, vengono distribuite a San Basilio 100 borse della spesa a chi vive fra gli stenti. Sempre a Roma, a Natale, saranno replicate le Tredicesime dell’Amicizia, un contributo di 300 euro agli over 70 che vivono soli e in condizioni di grave indigenza. Si tratta di molto più di un semplice regalo: con quel dono si è sempre cercato di testimoniare attenzione e condivisione. Un modo per dare un Natale diverso agli anziani più dimenticati.

 

“Forza Bimbi!”, una carezza ai bimbi del centro e di Fegino a Genova

La Repubblica, 01/10/2021

Specchio d’Italia ha una lunga esperienza di doposcuola e aiuto compiti in molte città italiane.

È stato così naturale, un anno fa, sviluppare anche a Genova una formula collaudata: quella di offrire gratuitamente un supporto scolastico ai bambini di quelle famiglie, che per ragioni economiche, non possono accedere ad altri servizi a pagamento. Specchio ha così scelto un partner sul territorio, la Fondazione CEIS, ed insieme abbiamo individuato l’area di Fegino per le nostre attività.

Passare dal dire al fare è stato semplice e rapido, anche grazie al contributo delle associazioni del territorio, che sono state più volte incontrate per uno scambio di opinioni e di suggerimenti. L’attività è stata avviata nella casetta dell’ANPI, che è stata arredata secondo le esigenze della didattica. Subito dopo sono diventati operativi anche i locali della Parrocchia Sant’Ambrogio di Fegino, permettendo così una più funzionale divisione fra allievi della scuola primaria e quelli della secondaria di primo grado. L’assistenza ai ragazzi è stata attuata per tutto lo scorso anno scolastico ed anche in estate, attraverso un programma ludico-didattico. Con la riapertura delle scuole sono stati riavviati i doposcuola e gli aiuto compiti (tre pomeriggi la settimana), scegliendo come obiettivo del prossimo periodo una più forte interazione con l’attività delle scuole, i cui dirigenti scolastici hanno mostrato ampia disponibilità.

Contestualmente, sempre a Genova, Specchio d’Italia ha avviato un programma di sostegno alle esigenze dei bambini più piccoli residenti del centro storico ed appartenenti a famiglie in difficoltà con un laboratorio ludico che viene realizzato ogni sabato. Nello spazio del Circolo Vega sono coinvolti i bimbi e i loro genitori favorendone integrazione, scambio e mutualità attraverso attività ludico-motorie, laboratori creativi, espressivi, manipolativi e trasformativi.

Forza Bimbi!” è l’iniziativa promossa da Specchio non solo a Genova, ma anche a Bari, Milano, Roma e Sant’Arcangelo, un piccolo comune della Basilicata. Essere al fianco dei bambini significa offrirgli l’opportunità di crescere, formarsi ed entrare nel mondo lavorativo al pari di chi, più fortunato, può farlo con più facilità.

Tutti possono sostenere i numerosi progetti di Specchio d’Italia!

“Bari che riparte” scade il 5 ottobre, già 150 le domande

La Repubblica, 01/10/2021

Sono già 150 le domande per il bando “Bari che riparte”, a cui possono accedere piccole e piccolissime attività artigiane, agricole, turistiche e commerciali che faticano a ripartire dopo i mesi della pandemia.

Specchio d’Italia mette a disposizione un fondo pari a 100.000 €, a cui – ad oggi – si sono aggiunti 2.000 € dalla ESIM Group. Chiunque può contribuire ad aumentare la cifra a disposizione, che permetterà di erogare rapidamente ad almeno 50 aziende un contributo di 2.000 €.

Alle ore 24 di martedì 5 ottobre scade il bando. Il 15 ottobre verranno scelti i vincitori che vedranno accreditarsi il nostro contributo a fondo perduto sul proprio conto entro la fine del mese.

Specchio d’Italia è già presente a Bari con due diverse attività di sostegno compiti per circa 100 bambini al giorno, con il progetto Forza Nonni, con la distribuzione delle Tredicesime dell’Amicizia, con lo sportello anziani e con lo sviluppo del gioco didattico «DiscoverItalia».

Sri Lanka, casi di Covid nel nostro villaggio delle bambine

Angelo Conti

Il nostro villaggio di Ibbawale dove insieme a Specchio dei tempi (la nostra fondazione sorella) gestiamo cinque case famiglie per ospitare le bambine vittime di abbandoni, violenze ed abusi, è stato raggiunto dalla pandemia: alcune delle bimbe e delle ragazze sono positive e, stamattina, si è proceduto ad ulteriori tamponi di controllo.
Nessuna delle bimbe è grave, ma molte sono colpite da sintomi (febbre e tosse). Ovviamente Specchio segue da vicino la situazione, costantemente informata dall’Associazione buddhista Oba Mama di Matara, nostro partner nell’intervento.
Tutti potete aiutarci nell’assistenza di queste bambine.

Mezzo milione di euro per le imprese italiane: da oggi il bando di Bari

Angelo Conti

Mezzo milione di euro a disposizione delle piccole e piccolissime attività di cinque città. E’ il programma della Fondazione Specchio d’Italia che lancia, su Bari, il primo dei bandi, proposti con l’intenzione di favorire la ripresa nel dopo Covid. In ogni città vengono messi a disposizione 100.000 euro che andranno a 50 realtà locali attraverso altrettanti contributi a fondo perduto di 2.000 euro ciascuno. A Bari le domande dovranno essere presentate entro il 5 ottobre e l’erogazione delle somme avverrà nel corso delle successive due settimane. I prossimi bandi, dopo quello di Bari, saranno a Trieste (19 ottobre), Palermo (19 gennaio), Crotone (16 febbraio) e Genova (16 marzo).

La fondazione legata al gruppo editoriale Gedi, attiva in 10 città italiane con progetti di contrasto alla povertà e alla dispersione scolastica, ha già realizzato nel dopo Covid (attraverso la fondazione La Stampa – Specchio dei tempi) altri sei bandi a Torino, Cuneo, Sassari e Venezia erogando circa 2,5 milioni di euro a 760 piccoli  imprenditori.

Il presidente di Specchio d’Italia, Lodovico Passerin d’Entreves, ha spiegato: “Partiamo da Bari perchè le nostre iniziative portate avanti nei quartieri Japigia e Libertà nell’ultimo anno, a favore di centinaia di bambini e di decine di anziani,  ci hanno fatto comprendere la necessità di interventi anche a sostegno della piccola e piccolissima economia, che ha sofferto grandemente lo stallo conseguente alla pandemia. Per noi si tratta di proporre iniziative solidali già ben collaudate con l’esperienza maturata con Specchio dei tempi. Se enti, banche od aziende del territorio volessero sostenere questi bandi, potranno unirsi a noi così da aumentare il numero dei beneficiati. Queste iniziative vengono proposte in stretta sinergia con il gruppo editoriale Gedi e con tutte le sue testate giornalistiche, che ovviamente ringraziamo”.

Come richiedere la Tredicesima dell’Amicizia

Oltre 72 mila aiuti consegnati, una raccolta pari a circa 30 milioni di euro (attualizzata ad oggi). Sta in queste cifre il miracolo delle “Tredicesime dell’Amicizia” di Specchio dei tempi, fondazione piemontese che ogni Natale, dal 1976, offre sostegno economico a migliaia di anziani soli. Un miracolo che, grazie alla Fondazione Specchio d’Italia, vive ormai in altre sette regioni.

Obiettivo abbracciare gli over70 più poveri, che a causa del Covid e del lockdown hanno vissuto mesi di estrema difficoltà. Dopo il debutto dello scorso inverno, quando le Tredicesime di Specchio d’Italia sono state distribuite a Genova, Roma, Bari, Sassari, Milano e provincia, quest’anno l’iniziativa ritorna, e si allarga anche alle città di Crotone, Palermo e Trieste. Ogni anziano coinvolto nel progetto riceverà un assegno di 300 euro. Specchio sta raccogliendo donazioni per aumentare il numero dei contributi erogati.

Richiedere una Tredicesima è semplicissimo: basta compilare il modulo online presente su questa pagina.

Possono farlo anche enti, associazioni e assistenti sociali, inserendo i dati dei loro assistiti e lasciando anche un loro recapito.

Chi può richiedere un aiuto

Tutti gli anziani che hanno almeno 70 anni e abitano da soli a Bari, Sassari, Roma, Genova, Crotone, Trieste, Milano città e provincia.

Come fare

Sono necessari foto o pdf del documento di identità e foto o pdf del modello Isee.

Hai dei dubbi?

Per informazioni scrivi a tredicesime@specchioditalia.org

Terremoto di Haiti, cosa abbiamo fatto in un mese e cosa faremo

Angelo Conti

Un mese fa il terremoto di Haiti. Il bilancio è davanti a tutti: 2500 morti, almeno quattro volte tanti i feriti, decine di migliaia i senza tetto, 500 persone ancora disperse. Specchio d’Italia si è mosso subito: conosciamo la povertà di quell’isola, anche per averci lavorato a lungo nel 2010, dopo un altro catastrofico sisma. E conosciamo anche le grandi difficoltà di quel sistema sanitario (quasi inesistente) e della rete stradale, già precaria ma collassata dopo le scosse.

Ai nostri sostenitori abbiamo chiesto di darci una mano con tre obiettivi: sostenere l’ospedale Saint Camille di Port Au Prince, aiutare la ricostruzione di Jeremee (il centro più colpito, sulla costa occidentale), essere vicini ai tanti bambini di questa terra, che di fronte alle catastrofi hanno bisogno di ogni tipo di sostegno. Nonostante il mondo (e tutti i media) guardassero in quei giorni soprattutto all’Afghanistan, in tanti hanno accolto il nostro appello.

Così, ad oggi, insieme alla fondazione Specchio dei tempi abbiamo raccolto 73.547 euro da 493 donatori. Di questa somma 40.000 euro sono già stati impiegati sul campo per i primi soccorsi e per le prime cure. Questa fase dell’intervento è stata condotta in stretta collaborazione con i padri camilliani che operano da anni in quel paese, alcuni dei quali sono piemontesi.
Ora puntiamo a sostenere, con i restanti 33.547 euro e con quanto riusciremo ancora a raccogliere, la ricostruzione delle abitazioni (una casa, capace di ospitare una famiglia numerosa, laggiù costa fra 7 e 9 mila euro) e ad aiutare le scuole, così da avvicinare il più rapidamente possibile genitori e bambini ad una vita normale.
Ad Haiti c’è ancora tanto da fare. Se potete, continuate a darci una mano

Si torna a scuola, riprendiamo per mano 5000 bambini

Angelo Conti

Si torna a scuola. Per milioni di ragazzi e di famiglie riprende un cammino fondamentale, che la pandemia ha finito col rendere meno gioioso e più difficile. Specchio dei tempi (e il suo brand nazionale Specchio d’Italia) sono pronti. Anche quest’anno ci saremo. Con il nostro ormai tradizionale doposcuola e aiuto compiti a Torino Ex Moi, Torino Barriera Milano, Roma Bastogi, Genova Fegino, Bari quartiere Italia, Bari quartiere Japigia, Sant’Arcangelo di Lucania. E poi, a Milano, con Scuola Bottega per il recupero dei ragazzi delle medie che si sono persi per strada.
A Torino, con Specchio dei tempi, riproporremo il tutoraggio in 32 scuole medie (grazie a Intesasanpaolo e Fondazione Ferrero che ci sono vicine), la nostra pet therapy d’eccellenza in 20 scuole d’infanzia e primaria, i corsi di orchestra in classe, i corsi di giornalismo, il nuovissimo “Italiano per studiare” che prevede 400 ore per imparare ad usare meglio la nostra lingua. E, questa una importante novità, il progetto audiolibri in 7 scuole dell’infanzia piemontesi., con il sostegno della Regione Piemonte.
E anche quest’anno continueremo a seguire, con amore, il plesso scolastico “Specchio dei tempi” di Arquata del Tronto. Qui ci siamo sempre stati, sin dal giorno del sisma e poi da quello dell’inaugurazione, 12 mesi dopo il terremoto del Centro Italia di 5 anni fa. Qui abbiamo lottato e lottiamo perché, con una scuola, si può davvero dare vita ad una comunità che sembrava disintegrata.
Specchio è intanto sempre vicino alle sue 26 scuole, centri educativi, villaggi protetti costruiti nel mondo. E, in queste ore, soprattutto vicini alle nostre bimbe dello Sri Lanka, alle prese con casi di Covid che stiamo cercando di contrastare da lontano, ma con grande impegno.
Un calcolo, approssimativo ma per difetto, ci dice che domani mattina saranno almeno 5000 bambini ad entrare in scuole costruite o sostenute dalle nostre fondazioni. A Torino, in Italia e nel modo.
E ancora uno speciale grazie, da tutto lo staff di Specchio dei tempi e di Specchio d’Italia, va al personale scolastico, ai docenti ed alle dirigenti scolastiche. Soprattutto a queste ultime che, da sempre, ci seguono, in modo del tutto volontaristico, in questa sfida. Che è solo un pezzo della vita delle nostre due fondazioni, ma che è quello a cui teniamo di più.

In Brasile accanto alle mamme dimenticate da tutti

Marta Versaci

Il Brasile, anzi Crateus, è stata per me “casa”. Ho vissuto in questo piccolo paese per due anni, condividendo con i miei colleghi casa, esperienze, cibo, risate e non poche lacrime.

Erbenia, la responsabile della Caritas locale mi ha accolta una sera di dicembre del 2015, dopo ore di aereo, pullman e auto, con un grande sorriso e le braccia spalancate. Non capivo nulla di cosa mi dicesse (non parlavo portoghese), ma dal calore dei suoi occhi ho capito che quel posto e quelle persone sarebbero state la mia famiglia.

Donne che cercano di arrabattarsi per mettere insieme il pranzo con la cena, che lavorano 10 ore al giorno nei campi e nelle canoe, che aiutano i figli a studiare e si occupano della comunità, ma che guadagnano poco o niente dal loro lavoro. Queste già note ingiustizie sono state ancora più accentuate da questa crisi sanitaria ed economica che ha evidenziato ulteriormente le disuguaglianze, colpendo ancora una volta le persone più fragili.

Per questo, insieme ai miei amici ed ex colleghi, abbiamo deciso di fare qualcosa. Grazie alla Fondazione Specchio d’Italia, dove lavoro, e alla sensibilità di chi la sostiene, abbiamo avviato una gara di solidarietà, che ha già portato a raccogliere quasi 4.000 euro e ci ha permesso di donare oltre 140 spese a donne sole con bambini.

Ma non basta! Aiutateci.