Digitali e Uguali, raccolti oltre 100 mila euro

Ilaria Venturi
La Repubblica, 29/03/2021

Un parroco della zona ha prestato i suoi due tablet, ma sono datati: non si riesce a scaricare Meet per seguire le lezioni a distanza. La scuola ha aggiunto un computer, ma se i figli sono quattro e in casa entrano solo 500 euro al mese dopo un anno di pandemia, è dura. Il racconto è di una mamma di Prato: chiede aiuto. Non è la sola. C’è chi scrive: «Sono una di quelle famiglie che non ha il computer in casa, la mia bimba di 6 anni fa la Dad, i maestri ci mandano un sacco di schede da fotocopiare e così si va dal tabaccaio: per fortuna è gentile, qualche fotocopia ce la regala…».

Il progetto di inclusione “Digitali e Uguali” per fornire computer alle bambine e ai bambini italiani — promosso dal gruppo Gedi e da Yoox, con la Fondazione Golinelli e la Fondazione Specchio d’Italia Onlus — scopre quel mondo disuguale che la chiusura delle scuole ha reso visibile e che già l’Istat aveva fotografato: negli anni 2018-2019, il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni (850 mila) non ha un computer o un tablet a casa e la quota raggiunge quasi un quinto nel Mezzogiorno. Il 57% lo deve condividere in famiglia.

Dietro alla statistica ci sono vite reali. Scrive una mamma dalla provincia di Milano: «Ho tre figli di 16, 11 e 9 anni. La grande usa un vecchio portatile, il secondo fortunatamente ha l’iPad della scuola, ma la piccola usa al momento (e quando funziona) un tablet vecchissimo che si spegne in continuazione. Io prendo 400 euro al mese e sono da sola con loro. So che c’è chi sta peggio di noi, ma mi chiedevo come fare». In tanti si sono fatti avanti. Donatori e chi si ritrova, come si legge nella lettera di un’altra famiglia, «dall’altra parte della medaglia»: due figli in Dad, i genitori in smart working, «finora abbiamo comprato due pc, di più non si può, e li stiamo gestendo con orari assurdi». C’è chi fa i compiti dei figli di notte, chi li vede studiare in tre in cucina, «facendo i turni nel collegamento dal telefonino e un vecchio pc che si spegne sempre» racconta Abbes, mamma tunisina con i bambini nati a Bologna.

La raccolta fondi ha già superato i centomila euro. Serviranno ad acquistare computer da consegnare ai bambini e alle bambine attraverso le scuole: sono 1.156 le richieste arrivate, ma all’appello mancano ancora alcune regioni. Le domande sono arrivate soprattutto da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio. Il bisogno c’è, la raccolta continua. Non solo per la Dad. Ma per «mettere tutti ai blocchi di partenza», ricordano i donatori sulla piattaforma www.digitalieuguali.it. La sfida è sulla conoscenza, a partire dalle pari opportunità negli strumenti di accesso al digitale. Tra i commenti, una citazione di Dante, di cui si è appena celebrata la Giornata nazionale: canto XXVI dell’Inferno, parla Ulisse: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza».

Rosolino Cicero insegna matematica e scienze all’istituto comprensivo Giuliana Saladino di Palermo, che sta nell’ex Cep, Centro di edilizia popolare, periferia difficile, 650 alunni dalla materna alle medie. Spiega che «in una complicata e complessa realtà territoriale come la nostra dove, al di là dell’emergenza sanitaria, rimane il forte bisogno educativo, dare opportunità significa cambiare il destino di tanti di loro che vivono in famiglie disgregate, con genitori in carcere, in case famiglia. La nostra comunità scolastica è determinata a non lasciare indietro nessuno». Ma è una lotta coi mulini a vento, «durante il primo lockdown pur di non perdere il contatto con tutti loro abbiamo usato i gruppi di WhatsApp, ma è chiaro che ne abbiamo persi», racconta il professore. Poi sono arrivati i computer dal ministero dell’Istruzione, la sede principale è stata cablata, ma a gennaio con una nuova chiusura delle scuole in Sicilia il problema si è riproposto. «Eravamo riusciti ad annullare la dispersione scolastica in presenza, ora facciamo i conti con la dispersione digitale». 

Digitali e Uguali, così doneremo pc agli studenti bisognosi

Gabriele De Stefani
Quotidiani GEDI, 21/03/21

«Siamo molto lieti di mettere a disposizione le nostre capacità di progettazione sociale e le esperienze maturate in tanti anni di presenza nelle scuole. Per Specchio d’Italia, già presente con queste esperienze in diverse città italiane, collaborare con Yoox, il gruppo Gedi e Fondazione Golinelli è una straordinaria occasione».

Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente della Fondazione Specchio d’Italia, spiega il senso del progetto Digitali e Uguali: «Aiutare il Paese a superare le difficoltà di collegamento per i ragazzi e la scuola è una delle nostre priorità, è una necessità non più rinviabile. I lettori saranno certamente sensibili».

Specchio d’Italia, del resto, nasce con l’idea di allargare a tutto il Paese il modello piemontese, lungo sessant’anni, di Specchio dei tempi, che guarda ai bisogni del mondo dell’istruzione come uno dei temi più sensibili: la Onlus nasce per rispondere alle richieste d’aiuto provenienti da diverse regioni italiane a seguito dell’emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia di Covid-19.

Specchio d’Italia ha già avviato iniziative concrete in sette regioni, abbracciando le famiglie più emarginate, gli studenti più fragili, gli anziani in difficoltà e le piccole imprese travolte dalla pandemia. Lavorando per frenare l’abbandono scolastico, arginare il disagio sociale nelle periferie e dare sollievo a chi soffre.

Cremonini, Littizzetto, Linus e Molinari: tutti con Digitali e Uguali

Gabriele De Stefani
Quotidiani GEDI, 21/03/21

«Proibiresti mai ad un ragazzo di entrare in classe perché non può permettersi di comprare i libri?», si chiede Nicklevi, nickname di uno dei ragazzi che hanno partecipato alla sfida per creare gli slogan migliori per l’iniziativa. Per rispondere a una delle grandi emergenze sociali ed educative esasperate dalla pandemia, debutta “Digitali e Uguali”: obiettivo è raccogliere fondi per regalare un computer agli studenti che ne hanno bisogno, per contribuire a superare il ritardo nella digitalizzazione del nostro Paese.

Il progetto è promosso dal gruppo editoriale Gedi e da Yoox, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia Onlus. Nei giorni scorsi è arrivata anche una lettera di apprezzamento da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «È un’iniziativa di alto senso civico – ha scritto il Capo dello Stato a Maurizio Molinari, direttore editoriale di Gedi – e, ne sono certo, di grande efficacia, particolarmente in un momento come questo, segnato dalla pandemia, in cui la mancanza della tecnologia e della possibilità di comunicare a distanza rischia di accentuare o provocare  emarginazioni».

La piattaforma www.digitalieuguali.it è già attiva: attraverso il sito è possibile contribuire con donazioni per l’acquisto di pc che poi saranno distribuiti agli studenti delle scuole statali e paritarie. Ed è anche possibile, per gli istituti scolastici, segnalare da domani al 30 aprile prossimo i casi di necessità e diventare così beneficiari dei computer. Una commissione valuterà quali domande accettare e procederà con l’assegnazione dei pc il 14 maggio.

Dona ora

Come rileva l’Istat, un terzo delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet in casa: 850 mila studenti, per questo motivo, non possono seguire le lezioni a distanza in questi mesi di pandemia e finiscono per accumulare un gap formativo molto complicato da colmare. «Questo non è più sostenibile per il nostro Paese – dice Federico Marchetti, Fondatore e Presidente di Yoox Net-a-porter group –. Dotare ogni bambina e bambino di uno strumento tecnologico può diventare la chiave di successo per il loro futuro e per il futuro dell’Italia. Insieme a Gedi, alla Fondazione Golinelli e alla Fondazione Specchio d’Italia Onlus condividiamo lo stesso obiettivo di contribuire a colmare il gap digitale e di non lasciare nessuno indietro».

«Digitali e Uguali – aggiunge Maurizio Scanavino, amministratore delegato di Gedi – nasce dalla generosità di Federico e degli altri partner, ma si rivolge a tutti: attraverso le nostre testate e grazie alla Fondazione Specchio d’Italia coinvolgeremo gli italiani in una gara di solidarietà speciale, dove tutti potremo vincere. Perché aiutare ogni studente a mettere a frutto il suo talento non solo contribuisce a rendere l’Italia più moderna e innovativa, ma consente ai bambini di oggi di essere domani cittadini migliori, più attivi e partecipi della vita civile e sociale del Paese».

“Digitali e Uguali” sta raccogliendo l’adesione di personalità provenienti da diversi settori, tutte coinvolte in un video che promuove il progetto: oltre a Maurizio Molinari, direttore editoriale di Gedi e direttore di Repubblica, e Massimo Giannini, direttore de La Stampa e direttore editoriale di Gnn, ci sono Linus, Albertino, Fabio Volo, Marco Damilano, Luciana Littizzetto, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Selvaggia Lucarelli, Daria Bignardi, Eugenio Cesaro, Massimo Recalcati, Maurizio De Giovanni, Corrado Augias, Gabriele Corsi, Elisa Di Francisca, Federico Marchetti, Carla Signoris e Cesare Cremonini.

Al via Digitali e Uguali: computer ai bimbi per costruire il futuro

Comunicato Stampa

YOOX e GEDI Gruppo Editoriale, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, lanciano Digitali e Uguali“, l’iniziativa volta a raccogliere fondi per donare agli studenti italiani i computer di cui hanno bisogno.

Il digital divide in Italia contribuisce a posizionare il nostro Paese al 25° posto su 26 Paesi membri dell’UE per competitività e sviluppo tecnologico. Si stima che bambini e bambine senza un device siano circa 850 mila.

“Digitali e Uguali” è un appello alle aziende e ai cittadini per contribuire ad abbattere finalmente le barriere che impediscono agli studenti italiani di crescere ed affermarsi e per portare il Paese in una posizione di forza in Europa nel grado di digitalizzazione.

Attraverso la piattaforma www.digitalieuguali.it, tutti coloro che condividono questa responsabilità verso il futuro delle prossime generazioni, potranno offrire il loro sostegno. Le donazioni raccolte serviranno all’acquisto di PC da distribuire agli studenti italiani tramite le scuole statali e paritarie del territorio nazionale che ne avranno fatto richiesta sul sito.

Federico Marchetti, Fondatore e Presidente di YOOX NET-A-PORTER GROUP: “In Italia uno studente su tre non ha un computer e quindi ha meno opportunità di crescita personale e professionale, questo non è più sostenibile per il nostro Paese. Dotare ogni bambina e bambino di uno strumento tecnologico può diventare la chiave di successo per il loro futuro e per il futuro dell’Italia. Insieme a GEDI Gruppo Editoriale, alla Fondazione Golinelli e alla Fondazione Specchio d’Italia ONLUS condividiamo lo stesso obiettivo di contribuire a colmare il gap digitale e di non lasciare nessuno indietro.”

Maurizio Scanavino, AD di GEDI Gruppo Editoriale: “Digitali e Uguali nasce dalla generosità di Federico e degli altri partner, ma si rivolge a tutti: attraverso le nostre testate e grazie alla Fondazione Specchio d’Italia coinvolgeremo gli italiani in una gara di solidarietà speciale, dove tutti potremo vincere. Perché aiutare ogni studente a mettere a frutto il suo talento non solo contribuisce a rendere l’Italia più moderna e innovativa, ma consente ai bambini di oggi di essere domani cittadini migliori, più attivi e partecipi della vita civile e sociale del Paese”.

Da oggi #ForzaNonni arriva a Bari

Angelo Conti

Specchio d’Italia inaugura oggi il suo progetto “Forza nonni!” anche a Bari. La fondazione che rappresenta il brand nazionale di “Specchio dei tempi”, la sigla della generosità piemontese vicina alla Fondazione Agnelli ed al Gruppo Editoriale Gedi, ha iniziato ad operare nel barese nell’autunno scorso ed ha gradatamente implementato le sue attività.

Primo passo è stato il sostegno economico a due attività contro la dispersione scolastica (che replicano analoghe iniziative di Specchio d’Italia a Torino, Milano, Geova e Roma) nello Spazio 13 nel quartiere Libertà e nei locali dell’Associazione Eden di viale Japigia. Con un team barese, Specchio d’Italia ha avviato anche lo sviluppo di un gioco educativo di ruolo per favorire l’inclusione dei bambini, specie stranieri, che frequentano le scuole elementari, avviandoli ad una più profonda conoscenza del territorio ed educandoli ai principi di una corretta cittadinanza.

A dicembre c’era stato il primo intervento a favore degli anziani più fragili con la distribuzione, in occasione del Natale,  di trenta aiuti economici (300 euro ciascuno) ad altrettanti anziani in particolare difficoltà, che vivono nella zone di Punta Perotti. Da oggi scatta invece “Forza Nonni” che ha come obiettivo quello di sostenere un gruppo di over 80 nelle difficoltà di ogni giorno. Una iniziativa resa concreta dalla consegna di due spese gratuite a settimana, dalla disponibilità per 4 ore al mese di una collaboratrice domestica, dall’assistenza settimanale telefonica da parte di un volontario dedicato, dalla possibilità di attivazione  rapida di una psicologa specialista nell’assistenza alla Terza Età, dalla disponibilità a condividere (e se possibile a risolvere) ogni tipo di problema.

I nostri bambini della Valpolcevera

Angelo Conti 

Specchio d’Italia è il brand nazionale di Specchio dei tempi. E’ attivo a Roma, Milano, Bari, Sassari, Venezia ed anche a Genova, nel quartiere Fegino, lungo il Polcevera, non lontano della grandi arcate del nuovo ponte Morandi. E’ un quartiere difficile, sul quale Specchio ha deciso di impegnarsi lanciando, all’inizio del corrente anno scolastico, una attività di doposcuola e aiuto compiti. In questa foto tutti nostri bimbi genovesi, con lo staff del Ceis che lavora per noi nel capoluogo ligure. Contenti di esportare un format contro la dispersione scolastica che Specchio ha messo a punto a Torino all’ex Moi ed ai Giardini Saragat e che abbiamo poi esportato a Genova, ma anche a Roma, Bari a Milano.

Che cosa abbiamo fatto in nove mesi a Milano

Angelo Conti

Specchio d’Italia è a Milano dalla scorsa estate quando, in piena pandemia, ha curato la distribuzione di oltre 3.000 borse della spesa gratuite ad altrettante famiglie in difficoltà. Ma non si è fermato qui attivando subito dopo altre iniziative, fra cui la consegna a domicilio di oltre 15.000 cene solidali nel periodo natalizio. Sempre a Milano Specchio d’Italia ha attivato il progetto delle “Tredicesime dell’Amicizia” con l’obiettivo di consegnare a Natale un aiuto da 300 auro a 50 anziani poveri e soli, mentre è in fase di sviluppo “Forza nonni!” che durerà per tutto il 2021.

Ma l’intervento più importante è stato sinora quello a sostegno del progetto “Scuola Bottega”, realizzato dall’Associazione La Strada nel quartiere Corvetto. Il progetto è dedicato a quei ragazzi che si trovano in difficoltà nel seguire il normale programma nel corso delle scuole medie. D’accordo con le scuole d’origine, 14 ragazzi ed 1 ragazza, hanno cambiato il loro percorso di avvicinamento alla licenza media, frequentando l’ultimo anno scolastico con un programma dedicato. Questo prevede, accanto ai normali corsi di didattica, anche laboratori (panificazione e falegnameria) oltre ad un tirocinio in aziende di vario tipo, in cui i ragazzi potranno cominciare ad entrare in contatto col mondo del lavoro. A giugno, per tutti, l’esame di licenza media, così da concludere questa esperienza in modo positivo ed utile per il loro futuro.

Che cosa stiamo facendo a Roma

Angelo Conti

Nell’ex residence Bastogi, che ufficialmente non ha nemmeno la destinazione d’uso abitativa, vivono 2000 persone: famiglie principalmente italiane in condizione di fragilità e difficoltà economica. Si stima che in queste palazzine della periferia romana crescano almeno 300 bambini e adolescenti, molti dei quali non sono mai andati a lezione. In mezzo a queste case stiamo affrontando la sfida più complicata di Specchio d’Italia: la lotta alla dispersione scolastica, alla micro e baby criminalità. Povertà, disagio sociale, abusivismo, violazione degli obblighi scolastici sono gli avversari da battere per dare a decine di bimbi un futuro più sereno, nella legalità.

Per essere vicini a questi ragazzi abbiamo distribuito 60 zainetti con prodotti di cancelleria e libri da leggere.Poi abbiamo ottenuto, realizzato e arredato un’aula per ospitare quattro pomeriggi di aiuto compiti a settimana. Il progetto è partito nella primavera 2020, con la preziosa logistica dell’associazione romana Amici dei Bimbi Onlus di Stefano Santini. E comincia a dare importanti risultati di inclusione.

Sempre nell’area Bastogi abbiamo sostenuto gli anziani in difficoltà con le Tredicesime dell’Amicizia, storica iniziativa con cui offriamo aiuto economico ai nonni più soli e più poveri. Un impegno che ora proseguirà con il programma “Forza Nonni”.

Contemporaneamente all’intervento a Bastogi abbiamo finanziato altri due progetti nella capitale. Un’attività di pet therapy a favore dei bambini disabili delle scuole primarie (con Antas Onlus) e la donazione di parrucche alle donne costrette alla chemioterapia nell’Ospedale di Tor Vergata (con la Onlus Arcobaleno della Speranza).

Che cosa stiamo facendo a Bari

Angelo Conti

Specchio d’Italia è arrivato a Bari meno di un mese fa, forte dell’esperienza maturata in 65 anni da Specchio dei tempi, la fondazione gemella che ha sede a Torino. E ci è arrivata consegnando 20 “Tredicesime dell’amicizia”, cioè altrettanti assegni da 300 euro, ad anziani della Parrocchia San Sabino, avviando subito dopo il progetto “Forza nonni!” rivolto agli over 80 più poveri del quartiere.

Ma i progetti di Specchio d’Italia a Bari vanno oltre queste due prime iniziative. La fondazione ha già chiuso accordi con l’Associazione Eden e con l’Associazione Touplay, entrambe operanti nel quartiere Libertà. 

Nel primo caso, quello dell’Associazione Touplay, si tratta di sostenere le spese per l’accesso al doposcuola ed all’aiuto compiti a favore di una decina di bambini che frequentano le scuole primarie, oltre ad una fornitura di 10 tablet per aiutare l’alfabetizzazione digitale dei più piccoli.

Nel secondo caso, quello dell’Associazione Eden, si tratterà di garantire la copertura dei costi dei locali che ospitano le attività di doposcuola e quelle dei laboratori che ogni giorno accolgono una quarantina di bambini delle primarie.

Sempre a Bari, la Fondazione Specchio d’Italia svilupperà altre iniziative volte a ideare e produrre strumenti didattici di apprendimento, sia digitali che tradizionali. Ed ha già programmato, a fine anno, di ripetere la consegna di aiuti economici agli anziani più poveri e più soli.

Che cosa stiamo facendo a Genova

Lucia Caretti

Il Covid ostacola la scuola, i ragazzi e le famiglie. Diventa sempre più difficile realizzare una didattica utile, a misura di bambino. Mancano spazi, tecnologie e il contatto umano. Così lo scorso settembre siamo intervenuti a Genova, per realizzare un progetto che è di aiuto compiti e doposcuola, ma che vuole anche garantire una presenza accanto ai giovani studenti, ora più che mai soli.

L’iniziativa è stata sviluppata con la collaborazione del CEIS, che ha scelto di operare con Specchio d’Italia nella zona di Fegino, all’interno del Municipio V Valpolcevera. Fegino è un quartiere messo in ginocchio dalla crisi economica, dal crollo del Ponte Morandi e dalla pandemia di Covid-19. Fino a qualche anno fa ospitava importanti attività produttive e adesso sta perdendo terreno rispetto al resto della città. È un’area a rischio, con una edilizia a tratti cadente ed a tratti selvaggia. Un’area che ha bisogno di aiuto.

Qui, nell’oratorio della Chiesa di Sant’Ambrogio, stiamo sviluppando le prime attività: l’aiuto-compiti per bambini e ragazzi della scuola del primo e secondo ciclo, e i laboratori tematici. E in occasione del Natale, abbiamo abbracciato anche gli anziani più poveri e soli, distribuendo la Tredicesima dell’Amicizia: il nostro assegno da 300 euro per gli over70 più fragili. Una iniziativa che ha oltre 45 di storia e ora proseguirà tutto l’anno con la solidarietà concreta del programma “Forza Nonni”.

Forza Nonni, non siete soli

Angelo Conti

“Forza nonni!” è un progetto della Fondazione Specchio d’Italia nato dopo lo scoppio della pandemia. Quando ci si è improvvisamente resi conto che i più anziani erano diventati molto più fragili, e non solo – purtroppo – perché morivano. La loro vita si era improvvisamente complicata e tutto era diventato più difficile: dal fare la spesa a ritirare un farmaco, sino a mantenere un minimo di relazioni umane con i figli ed i nipoti. Solitudini profonde, percorse dalla paura ma anche dalla disperazione. La Fondazione Bersezio ci è stata subito vicina, con un importante contributo, condividendo il progetto con entusiasmo.

E così Specchio d’Italia si è messo in moto individuando gli  “over 80” più deboli e più soli, avviando un programma di assistenza a Milano, Roma, Genova, Bari e Torino che si è concretizzato con la consegna delle Tredicesime dell’Amicizia a dicembre (un assegno da 300 euro per rendere meno triste il Natale), la donazione di due spese al mese lasciate sullo zerbino, l’assistenza per 4 ore al mese di una collaboratrice domestica, una costante presenza telefonica garantita dal gruppo volontari di Specchio d’Italia e, all’occorrenza, anche un supporto psicologico. Inoltre, nell’ambito del programma di Alternanza Scuola-Lavoro, gli studenti degli indirizzi comunicazione di alcuni licei classici raccoglieranno in un volume le “memorie” degli anziani assistiti, così da non disperdere questo prezioso patrimonio di conoscenza ed esperienza. Tutti modi per continuare a dire “Forza nonni! Non siete soli!”. 

Il Presidente di Specchio d’Italia, Lodovico Passerin d’Entreves, ha sottolineato la validità dell’iniziativa: “L’obiettivo non è tanto quello di offrire un supporto economico, che pure viene fornito ed è importante, quanto soprattutto quello di condividere le difficoltà di persone che, troppo spesso, dopo una vita intensa e di lavoro si ritrovano sole. La consegna di una spesa ogni due settimane, la disponibilità di una colf, le telefonate dei volontari, la disponibilità di una psicologa sono tutti elementi capaci di cambiare la vita a persone che non devono sentirsi emarginate”.

Myanmar, il colpo di Stato non ci ferma

Angelo Conti

In Myanmar c’è stato, l’altra notte, un colpo di Stato militare. Da 5 anni operiamo in questo Paese con Specchio dei tempi, la onlus torinese di cui portiamo avanti i progetti in tutto il mondo.

Nella ex Birmania siamo presenti con un valido progetto di ambulatori, cliniche mobili su fuoristrada e su barca in una delle più povere regioni della terra. Così lunedì abbiamo incontrato il presidente di Medacross Daniele Regge, l’ematologo Luca Cordero di Montezemolo, Giorgio Rosental ed Erika Vital: il team che lavora con noi laggiù. Insieme abbiamo fatto il punto della situazione e programmato future attività.

Fra i primi obiettivi la spedizione in Myanmar di apparecchiature mediche (ecografi portatili e ventilatori da camera operatoria) a sostegno di quei poveri ospedali.