Gigi Buffon sostiene Digitali e Uguali: “Tutti i bimbi siano campioni”

Gigi Buffon si unisce alla campagnaDigitali e uguali”, promossa da Yoox e Gedi gruppo editoriale, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia onlus. Il campione del mondo e portiere della Juventus fa appello a ciascuno per quanto può, a partecipare alla raccolta fondi che si propone di donare un computer ad ogni bambino in difficoltà perchè possa continuare a studiare in Dad. Perché diventi presto un campione.

 

Uniti contro la disuguaglianza digitale

Giorgia Orlandi
Euronews, 01/04/2021

“Digitali e Uguali” è l’iniziativa solidale promossa da Yoox e Gedi gruppo editoriale, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, il cui obiettivo è abbattere la disuguaglianza digitale: una raccolta fondi – come racconta a Euronews il direttore di Repubblica Maurizio Molinari – che vuole essere un supporto per donare agli studenti i computer di cui hanno bisogno, tramite le scuole.

A pochi giorni dal lancio dell’iniziativa, sono molti gli istituti scolastici coinvolti, con donazioni anche minime, che mostrano la voglia da parte dei cittadini di sostenere i giovani e il loro futuro.

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Gli Eugenio in Via Di Gioia donano pc: “Tutti devono averne uno”

(Immagine presa da Facebook)

Andrea Joly
La Stampa, 29/03/21

«Avere il computer è il primo passo per poter sentire gli abbracci virtuali di cui abbiamo sempre più bisogno in un periodo come questo». Sono le prime parole di Eugenio Cesaro, frontman della band torinese Eugenio in Via Di Gioia, a sostegno del progetto “Digitali e Uguali”. Insieme ad altre personalità come Fabio Volo, Luciana Littizzetto, Cesare Cremonini, Chiara Francini ed Elisa Di Francisca, solo per citarne alcune, gli Eugenio in Via Di Gioia saranno in prima fila per portare nelle case di bambine e bambini in Italia un computer: «Oggi è un bene di prima necessità, come il cibo, per chi deve potersi istruire. Per questo è importante che tutti ne abbiano uno».

Eugenio, come avete scoperto che tanti giovani non hanno potuto fare la Dad in questi mesi?
«Noi non sapevamo cosa volesse dire fare scuola a distanza. In un primo momento pensavamo che le criticità fossero altre, durante il primo lockdown ci eravamo concentrati sulla distribuzione del cibo per le famiglie che non avevano possibilità di accedere a servizi di prima necessità con Torino Solidale. Poi, tre mesi fa, siamo entrati virtualmente nelle classi di studenti torinesi con una serie di laboratori in Dad: gli studenti ci hanno detto che qualcuno non poteva partecipare. Abbiamo aperto gli occhi, è un’ingiustizia che non deve esserci».

Ai tempi della scuola dell’obbligo avreste avuto un computer per seguire le lezioni?
«All’epoca, e stiamo parlando dei primi anni del Duemila, pur tenendo conto che tutto a livello tecnologico era più indietro, se fosse piovuto in testa uno scenario del genere a me e ai miei compagni di classe non so se saremmo stati pronti. Io ho avuto la fortuna di crescere con un padre appassionato di informatica: ricordo perfettamente il giorno in cui era uscita la web cam e l’aveva acquistata subito. Eravamo molto piccoli, ma eravamo rimasti sconvolti di avere una telecamera che poteva riprendere in tempo reale. Nonostante questa sua passione, io avevo a disposizione un pc che non era al passo coi tempi essendo ancora piccolo. Oggi si dà per scontato che in ogni casa ce ne sia uno, ma non è così».

Tra Dad e smart working, c’è anche chi è attrezzato ma avrebbe bisogno di averne di più.
«Il problema è proprio questo. Poi subentrano altri problemi, come la digitalizzazione di chi è col bambino in casa: se a seguirlo mentre fa lezione sono i nonni che non hanno imparato ad usarlo, c’è un problema. Il computer è diventato un bene di prima necessità, come il cibo. Anche per non isolarsi e sentire il calore degli altri: come gruppo abbiamo in mente un progetto che affiancherà Digitali e Uguali, quasi una naturale conseguenza, proprio per continuare a stare insieme».

Anche gli Eugenio in Via Di Gioia hanno un problema di computer e connessioni?
«Noi siamo fortunati e per lavoro siamo rimasti sempre connessi, ma ad esempio in casa mia non ho mai attivato il Wi-Fi. Non voglio paragonarmi a situazioni difficili, ma il punto è proprio questo: non è soltanto una questione di condizioni economiche. E chi è in difficoltà deve essere aiutato».

Digitali e Uguali, raccolti oltre 100 mila euro

Ilaria Venturi
La Repubblica, 29/03/2021

Un parroco della zona ha prestato i suoi due tablet, ma sono datati: non si riesce a scaricare Meet per seguire le lezioni a distanza. La scuola ha aggiunto un computer, ma se i figli sono quattro e in casa entrano solo 500 euro al mese dopo un anno di pandemia, è dura. Il racconto è di una mamma di Prato: chiede aiuto. Non è la sola. C’è chi scrive: «Sono una di quelle famiglie che non ha il computer in casa, la mia bimba di 6 anni fa la Dad, i maestri ci mandano un sacco di schede da fotocopiare e così si va dal tabaccaio: per fortuna è gentile, qualche fotocopia ce la regala…».

Il progetto di inclusione “Digitali e Uguali” per fornire computer alle bambine e ai bambini italiani — promosso dal gruppo Gedi e da Yoox, con la Fondazione Golinelli e la Fondazione Specchio d’Italia Onlus — scopre quel mondo disuguale che la chiusura delle scuole ha reso visibile e che già l’Istat aveva fotografato: negli anni 2018-2019, il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni (850 mila) non ha un computer o un tablet a casa e la quota raggiunge quasi un quinto nel Mezzogiorno. Il 57% lo deve condividere in famiglia.

Dietro alla statistica ci sono vite reali. Scrive una mamma dalla provincia di Milano: «Ho tre figli di 16, 11 e 9 anni. La grande usa un vecchio portatile, il secondo fortunatamente ha l’iPad della scuola, ma la piccola usa al momento (e quando funziona) un tablet vecchissimo che si spegne in continuazione. Io prendo 400 euro al mese e sono da sola con loro. So che c’è chi sta peggio di noi, ma mi chiedevo come fare». In tanti si sono fatti avanti. Donatori e chi si ritrova, come si legge nella lettera di un’altra famiglia, «dall’altra parte della medaglia»: due figli in Dad, i genitori in smart working, «finora abbiamo comprato due pc, di più non si può, e li stiamo gestendo con orari assurdi». C’è chi fa i compiti dei figli di notte, chi li vede studiare in tre in cucina, «facendo i turni nel collegamento dal telefonino e un vecchio pc che si spegne sempre» racconta Abbes, mamma tunisina con i bambini nati a Bologna.

La raccolta fondi ha già superato i centomila euro. Serviranno ad acquistare computer da consegnare ai bambini e alle bambine attraverso le scuole: sono 1.156 le richieste arrivate, ma all’appello mancano ancora alcune regioni. Le domande sono arrivate soprattutto da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio. Il bisogno c’è, la raccolta continua. Non solo per la Dad. Ma per «mettere tutti ai blocchi di partenza», ricordano i donatori sulla piattaforma www.digitalieuguali.it. La sfida è sulla conoscenza, a partire dalle pari opportunità negli strumenti di accesso al digitale. Tra i commenti, una citazione di Dante, di cui si è appena celebrata la Giornata nazionale: canto XXVI dell’Inferno, parla Ulisse: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza».

Rosolino Cicero insegna matematica e scienze all’istituto comprensivo Giuliana Saladino di Palermo, che sta nell’ex Cep, Centro di edilizia popolare, periferia difficile, 650 alunni dalla materna alle medie. Spiega che «in una complicata e complessa realtà territoriale come la nostra dove, al di là dell’emergenza sanitaria, rimane il forte bisogno educativo, dare opportunità significa cambiare il destino di tanti di loro che vivono in famiglie disgregate, con genitori in carcere, in case famiglia. La nostra comunità scolastica è determinata a non lasciare indietro nessuno». Ma è una lotta coi mulini a vento, «durante il primo lockdown pur di non perdere il contatto con tutti loro abbiamo usato i gruppi di WhatsApp, ma è chiaro che ne abbiamo persi», racconta il professore. Poi sono arrivati i computer dal ministero dell’Istruzione, la sede principale è stata cablata, ma a gennaio con una nuova chiusura delle scuole in Sicilia il problema si è riproposto. «Eravamo riusciti ad annullare la dispersione scolastica in presenza, ora facciamo i conti con la dispersione digitale». 

Il 30% delle famiglie italiane non ha un computer

Ilaria Venturi
La Repubblica, 22/03/21

Che cosa significa avere un computer sulla scrivania per seguire le lezioni a distanza e, più in generale, per affacciarsi al mondo? Domanda non banale se l’Istat racconta che nel nostro Paese oltre il 30 per cento delle famiglie non ha un device in casa, mentre la scuola da più di un anno procede a singhiozzo – in presenza (poco) e a distanza – a causa della pandemia.
Il preside Salvatore Lentini ricorda ancora i volti sorpresi di quando si è presentato ai suoi alunni coi computer donati alla scuola. Ha fatto il giro di quelli che ne avevano più bisogno durante il primo lockdown, «perché da noi la situazione era drammatica, il mio istituto è frequentato soprattutto da studenti dalla Val Seriana, vivevano la morte di nonni e parenti: non potevo perderne nemmeno uno, era inaccettabile solo perché non avevano uno strumento per collegarsi a distanza». Dirige l’istituto comprensivo Spada di Sovere, in provincia di Bergamo: 720 studenti dalla materna alle medie.
«Ora siamo di nuovo in emergenza e il problema si ripropone, anche se noi siamo una scuola all’avanguardia». Un esempio? I ragazzini delle medie hanno costruito due anni fa una serra coi sensori per l’irrigazione. Green economy e nuove tecnologie, le stesse che uno di questi alunni, una volta al liceo, ha usato per realizzare con la stampante 3D i componenti per sdoppiare i respiratori. «Non ha mai voluto che lo rendessimo pubblico, ma ha fornito tutti gli ospedali di Bergamo». Il preside guarda oltre l’emergenza, «l’integrazione del digitale nella didattica rimarrà la strada, e se le imprese ci danno una mano sono le benvenute, ciascuno nel rispetto della propria autonomia».
Yoox, che già aveva regalato computer alle scuole, anche a quella di Sovere, ha lanciato ora con il gruppo editoriale Gedi, l’iniziativa “Digitali e Uguali” per arrivare a tutti i bambini e le bambine in Italia: non hanno un device in 850mila, rileva ancora l’Istat. «Già fai fatica in tempi normali a permettertene uno per ogni figlio, ora con i problemi economici causati dalla pandemia è per molti diventato impossibile» osserva Franco, che vive in provincia di Barletta, tre figli. «Nessuna vergogna a riceverli, da questa pandemia ne usciremo solo dandoci una mano».
Filippo, 15 anni, liceale al classico a Bergamo, preferisce non dirlo, «per rispetto verso chi non lo possiede». Sua mamma racconta: «Avendo perso il lavoro a cinquant’anni prima del Covid e con un marito in smart working mi sono resa conto di quanto fosse necessario per mio figlio in Dad un computer tutto suo. Solo che con uno stipendio in meno l’acquisto anche a rate era impraticabile. Del tutto casualmente ho letto del progetto di Yoox che si offriva di dare gratis un computer a studenti in condizioni di necessità. Ho scritto, mi hanno risposto». Continua Filippo: «Un computer tutto mio mi ha reso indipendente. Col telefonino non riuscivo a seguire le lezioni, adesso va molto meglio. Anche se non vedo l’ora che l’isola- mento finisca».
Il problema delle connessioni e dei device, ragiona Lentini, «anche in territori a maggior sviluppo economico va colmato, siamo ancora indietro». Una sfida dell’Europa, come ha di recente ricordato il presidente del Parlamento David Sassoli: «L’accesso alla rete come nuovo diritto umano». Il presidente della Repubblica augura “pieno successo” alla campagna “Digitali e Uguali” promossa da Yoox e Gedi, con la Fondazione Golinelli e la Fondazione Specchio d’Italia Onlus.

Digitali e Uguali, così doneremo pc agli studenti bisognosi

Gabriele De Stefani
Quotidiani GEDI, 21/03/21

«Siamo molto lieti di mettere a disposizione le nostre capacità di progettazione sociale e le esperienze maturate in tanti anni di presenza nelle scuole. Per Specchio d’Italia, già presente con queste esperienze in diverse città italiane, collaborare con Yoox, il gruppo Gedi e Fondazione Golinelli è una straordinaria occasione».

Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente della Fondazione Specchio d’Italia, spiega il senso del progetto Digitali e Uguali: «Aiutare il Paese a superare le difficoltà di collegamento per i ragazzi e la scuola è una delle nostre priorità, è una necessità non più rinviabile. I lettori saranno certamente sensibili».

Specchio d’Italia, del resto, nasce con l’idea di allargare a tutto il Paese il modello piemontese, lungo sessant’anni, di Specchio dei tempi, che guarda ai bisogni del mondo dell’istruzione come uno dei temi più sensibili: la Onlus nasce per rispondere alle richieste d’aiuto provenienti da diverse regioni italiane a seguito dell’emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia di Covid-19.

Specchio d’Italia ha già avviato iniziative concrete in sette regioni, abbracciando le famiglie più emarginate, gli studenti più fragili, gli anziani in difficoltà e le piccole imprese travolte dalla pandemia. Lavorando per frenare l’abbandono scolastico, arginare il disagio sociale nelle periferie e dare sollievo a chi soffre.

Cremonini, Littizzetto, Linus e Molinari: tutti con Digitali e Uguali

Gabriele De Stefani
Quotidiani GEDI, 21/03/21

«Proibiresti mai ad un ragazzo di entrare in classe perché non può permettersi di comprare i libri?», si chiede Nicklevi, nickname di uno dei ragazzi che hanno partecipato alla sfida per creare gli slogan migliori per l’iniziativa. Per rispondere a una delle grandi emergenze sociali ed educative esasperate dalla pandemia, debutta “Digitali e Uguali”: obiettivo è raccogliere fondi per regalare un computer agli studenti che ne hanno bisogno, per contribuire a superare il ritardo nella digitalizzazione del nostro Paese.

Il progetto è promosso dal gruppo editoriale Gedi e da Yoox, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia Onlus. Nei giorni scorsi è arrivata anche una lettera di apprezzamento da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «È un’iniziativa di alto senso civico – ha scritto il Capo dello Stato a Maurizio Molinari, direttore editoriale di Gedi – e, ne sono certo, di grande efficacia, particolarmente in un momento come questo, segnato dalla pandemia, in cui la mancanza della tecnologia e della possibilità di comunicare a distanza rischia di accentuare o provocare  emarginazioni».

La piattaforma www.digitalieuguali.it è già attiva: attraverso il sito è possibile contribuire con donazioni per l’acquisto di pc che poi saranno distribuiti agli studenti delle scuole statali e paritarie. Ed è anche possibile, per gli istituti scolastici, segnalare da domani al 30 aprile prossimo i casi di necessità e diventare così beneficiari dei computer. Una commissione valuterà quali domande accettare e procederà con l’assegnazione dei pc il 14 maggio.

Dona ora

Come rileva l’Istat, un terzo delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet in casa: 850 mila studenti, per questo motivo, non possono seguire le lezioni a distanza in questi mesi di pandemia e finiscono per accumulare un gap formativo molto complicato da colmare. «Questo non è più sostenibile per il nostro Paese – dice Federico Marchetti, Fondatore e Presidente di Yoox Net-a-porter group –. Dotare ogni bambina e bambino di uno strumento tecnologico può diventare la chiave di successo per il loro futuro e per il futuro dell’Italia. Insieme a Gedi, alla Fondazione Golinelli e alla Fondazione Specchio d’Italia Onlus condividiamo lo stesso obiettivo di contribuire a colmare il gap digitale e di non lasciare nessuno indietro».

«Digitali e Uguali – aggiunge Maurizio Scanavino, amministratore delegato di Gedi – nasce dalla generosità di Federico e degli altri partner, ma si rivolge a tutti: attraverso le nostre testate e grazie alla Fondazione Specchio d’Italia coinvolgeremo gli italiani in una gara di solidarietà speciale, dove tutti potremo vincere. Perché aiutare ogni studente a mettere a frutto il suo talento non solo contribuisce a rendere l’Italia più moderna e innovativa, ma consente ai bambini di oggi di essere domani cittadini migliori, più attivi e partecipi della vita civile e sociale del Paese».

“Digitali e Uguali” sta raccogliendo l’adesione di personalità provenienti da diversi settori, tutte coinvolte in un video che promuove il progetto: oltre a Maurizio Molinari, direttore editoriale di Gedi e direttore di Repubblica, e Massimo Giannini, direttore de La Stampa e direttore editoriale di Gnn, ci sono Linus, Albertino, Fabio Volo, Marco Damilano, Luciana Littizzetto, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Selvaggia Lucarelli, Daria Bignardi, Eugenio Cesaro, Massimo Recalcati, Maurizio De Giovanni, Corrado Augias, Gabriele Corsi, Elisa Di Francisca, Federico Marchetti, Carla Signoris e Cesare Cremonini.

Al via Digitali e Uguali: computer ai bimbi per costruire il futuro

Comunicato Stampa

YOOX e GEDI Gruppo Editoriale, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, lanciano Digitali e Uguali“, l’iniziativa volta a raccogliere fondi per donare agli studenti italiani i computer di cui hanno bisogno.

Il digital divide in Italia contribuisce a posizionare il nostro Paese al 25° posto su 26 Paesi membri dell’UE per competitività e sviluppo tecnologico. Si stima che bambini e bambine senza un device siano circa 850 mila.

“Digitali e Uguali” è un appello alle aziende e ai cittadini per contribuire ad abbattere finalmente le barriere che impediscono agli studenti italiani di crescere ed affermarsi e per portare il Paese in una posizione di forza in Europa nel grado di digitalizzazione.

Attraverso la piattaforma www.digitalieuguali.it, tutti coloro che condividono questa responsabilità verso il futuro delle prossime generazioni, potranno offrire il loro sostegno. Le donazioni raccolte serviranno all’acquisto di PC da distribuire agli studenti italiani tramite le scuole statali e paritarie del territorio nazionale che ne avranno fatto richiesta sul sito.

Federico Marchetti, Fondatore e Presidente di YOOX NET-A-PORTER GROUP: “In Italia uno studente su tre non ha un computer e quindi ha meno opportunità di crescita personale e professionale, questo non è più sostenibile per il nostro Paese. Dotare ogni bambina e bambino di uno strumento tecnologico può diventare la chiave di successo per il loro futuro e per il futuro dell’Italia. Insieme a GEDI Gruppo Editoriale, alla Fondazione Golinelli e alla Fondazione Specchio d’Italia ONLUS condividiamo lo stesso obiettivo di contribuire a colmare il gap digitale e di non lasciare nessuno indietro.”

Maurizio Scanavino, AD di GEDI Gruppo Editoriale: “Digitali e Uguali nasce dalla generosità di Federico e degli altri partner, ma si rivolge a tutti: attraverso le nostre testate e grazie alla Fondazione Specchio d’Italia coinvolgeremo gli italiani in una gara di solidarietà speciale, dove tutti potremo vincere. Perché aiutare ogni studente a mettere a frutto il suo talento non solo contribuisce a rendere l’Italia più moderna e innovativa, ma consente ai bambini di oggi di essere domani cittadini migliori, più attivi e partecipi della vita civile e sociale del Paese”.