Sul bus verso l’Ucraina: le storie di chi torna a casa

Alessio Campana, La Repubblica

«Parto per stare vicino alla mia famiglia, torno da mio papà che è al fronte». Sale i gradini del pullman Anastasya, vent’anni e borsa in spalla. A quattro mesi dall’inizio della guerra sta facendo ritorno in Ucraina, il suo Paese d’origine. Con lei altre cinquantacinque persone, tra cui ventotto bambini e un cagnolino. Sono partiti ieri mattina da Roma, stazione Tiburtina, a bordo di un bus gratuito che li condurrà a Leopoli grazie all’organizzazione della fondazione Specchio d’Italia. Una parte dei profughi arrivati nel nostro Paese a inizio marzo, infatti, adesso ha il forte desiderio di tornare in Ucraina, nelle città dove prima dell’inizio del conflitto vivevano con i loro cari.

Quando gli viene chiesto il motivo per cui hanno deciso di mettersi in viaggio, le risposte sono sempre le stesse: «famiglia», «lavoro» e «nostalgia». Già, perché sono essenzialmente tre le ragioni per cui gli ucraini decidono di tornare in patria: la prima è affettiva, molti di loro non vedono le famiglie da mesi; la seconda riguarda l’occupazione, chi ha contratti privati e pubblici teme che la lontananza possa fargli perdere il lavoro e la terza è il desiderio di tornare nei posti del Paese non colpiti dalle bombe.

«Molti che sono scappati sull’onda emotiva – spiega Angelo Conti, il vicepresidente della fondazione – tornano in Ucraina. Sono stato nel Paese pochi giorni fa, adesso c’è molta meno paura rispetto all’inizio. Il segno che dà il senso della guerra è il coprifuoco, ma in diverse città si ha una vita normale».

Mancano però servizi di linea strutturati verso il confine fra Polonia ed Ucraina e, sul mercato nero, un posto su un pullmino viene venduto anche a oltre 150 euro. Le persone partite ieri lo hanno potuto fare gratuitamente. «L’iniziativa della fondazione – ha voluto sottolineare Oleksandr Kapustin, il segretario generale dell’Ambasciata Ucraina Roma – viene incontro ad una richiesta sempre più diffusa fra i profughi che si sono rifugiati in Italia. 1160% di loro vuole tornare in patria e non ha i mezzi per farlo. Grazie».

La Fondazione Specchio d’Italia è stata la prima, in Ucraina, a costruire un villaggio (a Cernivci) che accoglie ogni giorno 1800 profughi interni (quasi tutti del Donbass) e fornisce loro pasti caldi. 11 1 luglio partirà un nuovo bus, dopo che altre cento persone sono partite da Torino. «Progetti resi possibili spiegano dalla fondazione – dai lettori delle testate del Gruppo Gedi e da migliaia di donatori».

Come donare per i profughi dell’Ucraina e per i rimpatri

Tutti possono sostenere il rientro in patria delle famiglie ucraine. Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Il nuovo D di Repubblica sostiene la raccolta per l’Ucraina

Rita Balestriero
La Repubblica

Ci è riuscita Anja Rubik. La modella e attivista polacca è entrata in Ucraina ed è arrivata a Leopoli insieme alla ong Pcpm (Polish Center for International Aid). Lo riferisce il suo agente, di più non sa, le comunicazioni sono ovviamente complicate. Nella lunga chiacchierata che trovate in edicola sul nuovo D, il settimanale di Repubblica completamente rinnovato, Rubik ne parla con il giornalista Filip Niedenthal che firma l’intervista. Si conoscono dalla prima copertina di Vogue Polonia, quando lui – da direttore – le chiese di posare davanti allo stalinista Palazzo della cultura e della scienza, monumento simbolo di Varsavia, lugubre promemoria di un’epoca oscura che già nel 2017 minacciava di tornare.

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«Sto raccogliendo fondi da amici in tutto il mondo, organizzando una raccolta di materassi insieme a mia madre, trovando alberghi. Sto cercando di fare tutto quello che posso, come chiunque in Polonia in questo momento», ha spiegato da Parigi, dove era andata per sfilare e da dove si era affrettata a partire per tornare in Polonia e organizzare la missione d’aiuto in Ucraina. Era l’ottavo giorno della guerra scatenata dall’invasione russa, oltre 500 mila persone erano già fuggite in Polonia. Oggi siamo al ventitreesimo e nei giornali di tutto il mondo si parla di crimini di guerra. «Bisogna far uscire le persone dall’Ucraina», diceva Rubik a Niedenthal. Ora quella sua frase vale più che mai.

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Intanto, nel suo profilo Instagram, sotto l’immagine della cover di D di domani invita a sostenere la fondazione Specchio d’Italia per proteggere e assistere i profughi ucraini, un progetto sostenuto da tutte le testate del gruppo Gedi.

 

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Oppure tramite il conto corrente postale n. 1051722237. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Mezzo milione di euro donato per l’Ucraina

La Repubblica, 08/03/22

Oltre 505.000 euro raccolti da 2.215 donatori. Questa la fotografia di queste ore per la sottoscrizione lanciata da Specchio d’Italia e da Specchio dei tempi, le due fondazioni benefiche legate al gruppo Gedi. Tra le prime ad aver aperto la raccolta a favore dei profughi ucraini, già nella mattinata di domenica 27 febbraio, con un versamento di fondi propri per 100.000 euro, hanno poi gestito una lunga serie di interventi.

Un centro di accoglienza raggiunto dai nostri volontari, al confine polacco

La prima emergenza è apparsa quella sui confini polacco e ungherese. In poche ore Specchio d’Italia ha contattato, in quei paesi, associazioni di volontariato, autorità locali e giornalisti delle testate locali per capire bene. Ed è apparso che mentre sul confine ungherese non esistevano criticità (la macchina dell’accoglienza ungherese è efficiente e copre tutte le necessità di chi arriva) ben diversa era la situazione sulle direttrici verso Polonia, Romania e Moldova. E verso queste zone si sono mosse le prime navette finanziate e sostenute dalle nostre fondazioni.

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Dopo pochi giorni i primi profughi sono arrivati in Italia, raggiungendo prima Brescia, poi Modena, Milano, Roma e Torino. Da quel momento il collegamento di navette è diventato quotidiano: pullmini da 9 posti ma anche un pullman da 54 posti, partito sabato e rientrato ieri notte in Piemonte.

Dimitri, 6 anni, a bordo del bus rientrato ieri

Ovviamente questi mezzi hanno cominciato ad effettuare anche trasporti di genere di prima necessità: soprattutto cibo a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale, materassi, brandine, cuscini, farmaci e materiale sanitario vario (con particolare richiesta per siringhe, bende, cerotti, disinfettanti).

Gradatamente la sfera di intervento si è allargata anche all’Ucraina: i pullmini delle due fondazioni hanno infatti raggiunto a più riprese anche Leopoli, portando viveri e tornando con il carico di speranza rappresentato dai profughi.

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Intanto Specchio d’Italia ha iniziato a offrire assistenza anche ai profughi arrivati in altre città italiane. A Palermo è stato consegnato un importante contributo economico alla famiglia di una bambina di 8 anni gravemente disabile appena arrivata da Kiev (foto sotto). E proprio questo intervento ha fatto scattare un’altra iniziativa volta a consentire l’approvvigionamento di farmaci rari e cari (ad esempio gli anti epilettici) per i bambini disabili ancora in Ucraina.

Sempre Specchio d’Italia sta aprendo in queste ore, al confine con la Romania, una tendopoli per la primissima accoglienza di chi arriva e da domani sosterrà anche le spese di una catena di partenze con pullman da 60 posti verso Milano, Roma e Torino.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui con carta di credito o Paypal, oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Gioele, obiettivo raggiunto: ordinato il furgone

Beppe Minello

“Così presto? Ma è incredibile!”. La voce squillante di mamma Simona, 36 anni, si arricchisce di gioia alla notizia che i donatori hanno risposto in un batter d’occhio all’appello di Specchio d’Italia lanciato a inizio febbraio, e versato quasi 40 mila euro. Una cifra superiore a quella ipotizzata per acquistare un furgone attrezzato per trasportare la carrozzella su cui è obbligato a muoversi il figlio Gioele, 7 anni, colpito da tetraparesi spastica dalla nascita. Il denaro in più sarà impiegato in una assicurazione “kasko” e in un programma di manutenzione pluriennale.

Gioele è un bambino solare che non si muove, ma può sorride. Lo fa ad ogni occasione e, per un attimo, ci si dimentica il calvario suo, di mamma Simona e di papà Vicenzo d’Aloia, dei nonni, dei tanti amici. Una comunità che in questi anni ha circondato d’amore il piccolo Gioele. “Da marzo ripartiamo con la scuola! – esulta mamma Simona –  Sveglia presto per accompagnare Gabriele, l’altro nostro figlio di 13 anni, alle medie e, alle 8,30, Gioele alle elementari che sono nell’edificio accanto”.

Tre volte alla settimana, Gioele esce alle 11,30 e la mamma lo porta alle sedute di fisioterapia oppure dal logopedista che sta insegnando al bambino l’uso del puntatore oculare per poter finalmente comunicare. Un viavai continuo dove l’uso dell’auto è fondamentale: “Caricare e scaricare Gioele dall’auto è veramente una fatica. Quando ci saranno furgone e pedana sarà meraviglioso!”.

LEGGI LA STORIA DI GIOELE

Gioele, la tetraparesi e il sogno di un furgone

Beppe Minello

Sarà il sole che fa risplendere una altrimenti anonima ex-casa colonica ormai fagocitata dalla città. Oppure l’abbaiare allegro di Leo, un simpatico cucciolo peloso, che corre incontro a Gioele, il suo padroncino di 7 anni, insaccato tra le braccia di nonno Settimino perché incapace di muoversi e parlare ma che quando vuole dire “sì” riesce ad aprirsi in un sorriso meraviglioso. Resta il fatto che la casa dei nonni materni Settimino e Anna, si respira serenità nonostante, o forse proprio grazie a Gioele colpito da tetraparesi spastica dalla nascita a causa della mancanza di ossigeno dovuto al distacco anticipato della placenta.

Da quel giorno la vita di mamma Simona, parrucchiera oggi 36enne, e di papà Vincenzo D’Aloia, carpentiere di 46 anni, dei nonni e di tutti i loro amici, è cambiata: “Gioele è diventato il perno attorno al quale ruota tutta la nostra vita” dicono Vincenzo e Simona, gli occhi che brillano al di sopra della mascherina anti-Covid. Sette anni che, nonostante tutto, hanno regalato a Gioele serenità e gioia grazie anche alla solidarietà e all’aiuto di tante persone, molte sconosciute. Ora i genitori di Gioele si sono rivolti alla Fondazione Specchio d’Italia  per raccogliere il denaro necessario per il furgone attrezzato per il trasporto della carrozzella.

Dopo la nascita i medici erano molto pessimisti, ma mamma Simona si rifiutava  di accettare l’infausta diagnosi: “Lo toccavo e vedevo che la manina e il piedino di Gioele, sia pur quasi impercettibilmente, reagivano: non sono un medico ma sentivo che il mio bambino c’era ancora”. Simona aveva ragione: “Dopo qualche tempo, Gioele ha addirittura iniziato a deglutire. I medici non credevano a quello che vedevano”. Da quel giorno, Simona e Vincenzo hanno sì seguito le indicazioni dei medici ma soprattutto le indicazioni del loro cuore. Poco dopo la nascita, il bimbo ha dovuto affrontare tre mesi di crisi epilettiche dalle quali è uscito stremato e con cure farmacologiche così pesanti, “otto medicinali al giorno, che gli evitavano le crisi ma che lo rendevano permanentemente sedato”.

Racconta Simona D’Aloia: “Grazie a una vicina che aveva vissuto un problema analogo ho portato Gioele in una comunità toscana dove, lungi dall’applicare integralmente il loro metodo per riattivare il cervello, a mio giudizio troppo fisico, troppo duro, e seguendo i loro consigli dietetici, sono, siamo riusciti a migliorare le condizioni di Gioele e a liberarlo dalle medicine”. A San Marino, invece, papà e mamma hanno trovato un centro privato dove, al posto dell’intervento di tenotomia sui tendini molto invasivo e previsto dal Servizio sanitario, un’equipe russa interviene con la microchirurgia: “Ora i muscoli di Gioele trattati in questo modo sono ok, ma crescendo la situazione peggiorerà”.

Per ora, a casa o in un centro dell’Asl, Gioele, che con insegnante d’appoggio, logopedista e fisioterapista, frequenta la  prima Elementare, viene quotidianamente sottoposto a trattamenti fisioterapici, mentre in un altro centro di logopedia di Burolo sta imparando ad usare il puntatore oculare: “E’ bellissimo – dice, sognante, papà Vincenzo – perché permette a Gioele di comunicare. E con il furgone, di potersi spostare, anche per le cure”.

Bando Palermo, candidature entro lunedì

Claudia Brunetto
La Repubblica, 20/01/22

C’è tempo sino alla mezzanotte di lunedì per presentare la domanda e accedere così al finanziamento a fondo perduto di 2mila euro, messo a disposizione di 50 piccole attività palermitane dalla Fondazione Specchio d’Italia, vicina al gruppo editoriale Gedi. Anche a Palermo, dopo Bari e Trieste, arrivano 100mila euro di donazioni per aiutare le imprese in difficoltà dopo quasi due anni di emergenza sanitaria.

Tutti possono candidarsi: artigiani, commercianti e imprenditori. Per presentare la domanda è necessario compilare il modulo online, allegando i documenti richiesti sul sito dove è possibile anche consultare tutti i criteri di partecipazione. Dopo la scadenza del bando, nel giro di pochi giorni, la giuria esaminerà le domande e sceglierà i vincitori. I nomi saranno noti a partire dal 4 febbraio, mentre gli aiuti economici saranno erogati entro un mese dal lancio dell’iniziativa (il bando è stato pubblicato il 10 gennaio).

«Replichiamo volentieri il bando per le piccole attività anche a decine di anziani e nonni soli in Palermo, città che ha sofferto forse più di altre la contingenza del lockdown.  Palermo diventerà un importante focus di Specchio d’Italia che ha già distribuito, per Natale, decine di “tredicesime dell’amicizia” e ha attivato anche il progetto “Forza mamme” per aiutare da vicino donne sole con figli minorenni, un sostegno che sarà sia in beni di consumo che anche attraverso un percorso formativo volto a favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. Si tratta di proporre iniziative solidali già ben collaudate con l’esperienza maturata da Specchio dei tempi in 66 anni di attività» dice Lodovico Passerin d’Entreves, presidente della fondazione che ha sede a Milano e porta avanti attività in 12 regioni italiane.

Partecipa al Bando

Alla fine dell’anno scorso Specchio d’Italia è entrata in contatto con diverse associazioni che operano sul territorio da tempo e i primi risultati si sono visti in occasione del Natale quando con l’organizzazione umanitaria Life and Life che lavora soprattutto nella zona attorno alla stazione centrale e il Centro Padre Nostro di Brancaccio si sono raggiunti decine di anziani e nonni soli in difficoltà. Persone che con la donazione di Specchio d’Italia sono riuscite a far fronte, durante il periodo appena trascorso delle feste, a spese ordinarie come le bollette telefoniche o dell’energia elettrica. Tornando alle piccole imprese protagoniste del bando ancora in corso, accanto ai 100mila euro già disponibili, la Fondazione lancia un appello a chiunque voglia farsi avanti per aumentare il budget da mettere a disposizione di commercianti, artigiani e imprenditori di ogni settore.

«L’appello – dice Passerin d’Entreves – è alle aziende e agli enti locali che ci volessero affiancare in questo sforzo che per noi rappresenta un importante gesto di fiducia e amicizia verso la città di Palermo. La base dei 100mila euro messi a disposizione della nostra fondazione verrà comunque distribuita a febbraio alle 50 attività scelte fra quelle che avranno fatto domanda entro lunedì sera».

Partecipa al Bando

Le Tredicesime dell’Amicizia sono arrivate a Palermo

Claudia Brunetto,
La Repubblica, 16/12/21

Vita con i suoi ottanta anni a stento si regge in piedi. Eppure è voluta andare di persona a ritirare la lettera che le dà diritto di ritirare 300 euro in banca. Una cifra enorme per chi vive di pensione sociale e non ha nessuno a cui chiedere aiuto. Per gli anziani come lei si è fatta avanti la fondazione Specchio d’Italia, espressione solidale del Gruppo Gedi, che nel tempo, forte dell’esperienza lunga 65 anni della fondazione madre Specchio dei tempi a Torino, ha ampliato il raggio d’azione in undici città italiane. Da ieri, per la prima volta, gli aiuti sono arrivati anche a Palermo. Ed è soltanto l’inizio.

Da ora ai primi mesi del prossimo anno la fondazione conta di investire in solidarietà sul capoluogo siciliano oltre 200 mila euro. Intanto, ieri, una trentina di anziani over 70 come Vita, seguiti dall’organizzazione umanitaria Life and life, hanno ricevuto la “Tredicesima dell’amicizia”: una busta dono di 300 euro per il periodo natalizio. «Pagherò la bolletta della luce e qualche altra spesa arretrata, con la pensione non ce la faccio e i piccoli debiti si accumulano. Almeno a Natale avrò qualche pensiero in meno. Certo non potrò fare regali, ma mi sento più leggera», dice la signora.

Dona per gli anziani di Palermo

Per Caterina ha ritirato la busta-dono il figlio Benedetto. L’anziana di 89 anni non era in grado di raggiungere la sede dell’associazione Life and life. «Con 600 euro di pensione e 400 di affitto non rimane niente in tasca, ci sono tante spese da coprire con questa somma e magari riusciamo anche a far spuntare fuori un nuovo paio di scarpe», racconta il figlio. Maria piangeva: «Non avevo i soldi per comprare una lavatrice nuova, la mia si è rotta da tempo. Adesso potrò usare questi soldi», dice l’anziana di 82 anni.

Tanti sono stati raggiunti direttamente nelle loro case. Come Carmela, 74 anni, che in un primo momento è rimasta timorosa sulla soglia della sua abitazione e poi con un grande sorriso ha augurato a tutti buon Natale. «Sono vedova, non ho nessuno, questi soldi arrivano davvero come segnale di conforto in questo momento molto difficile», dice. «Grazie a questa opportunità – aggiungono Valentina Cicirello e Arif Hossain dell’organizzazione Life and life – abbiamo regalato dei sorrisi e riscaldato un po’ il Natale di queste persone sole e in difficoltà».

Dona per gli anziani di Palermo

Per dieci di questi anziani, over 80, partirà anche il progetto “Forza Nonni” che prevede un accompagnamento continuativo per un anno: spesa alimentare, aiuti domestici, servizi sanitari e all’occorrenza anche il supporto psicologico. «Per noi Palermo è una bella sfida e di certo uno stimolo importante. A Palermo più che altrove, infatti, le difficoltà di tante persone sono palpabili come la povertà che si avverte più che in altre città”, dice Angelo Conti, vice presidente operativo delle fondazioni Specchio d’Italia e Specchio dei tempi che con la project manager Marta Versaci sta seguendo i progetti palermitani.

Ma l’impegno di Specchio d’Italia per Palermo non finisce con la “Tredicesima dell’Amicizia” e con il progetto “Forza nonni”. È già in cantiere anche il progetto “Forza mamme” che prevede di seguire da vicino alcune donne sole con figli sia con un aiuto economico concreto sia con percorsi di formazione professionali di avvicinamento al lavoro. E poi “Forza bimbi” per seguire nel percorso di studi con il supporto degli educatori i piccoli che abitano in contesti difficili, ma anche per fornire libri, tablet e materiale di cancelleria. E ancora laboratori sportivi e teatrali. I quartieri dove la fondazione pensa di intervenire sono tanti. Intanto la zona della stazione dove già ieri sono state distribuite le “Tredicesime dell’amicizia”, ma anche il quartiere Brancaccio con il centro “Padre nostro”. E poi il Cep dove ci sono stati degli incontri con l’associazione San Giovanni Apostolo e Danisinni per sostenere il percorso avviato da fra Mauro Billetta della parrocchia di Sant’Agnese.

Il Natale di Richi: tra dolore e speranza la raccolta continua

Borghi Daniela
La Repubblica, 11/12/21

Sono distrutto, ma vado avanti con l’obiettivo di tornare finalmente a camminare come i ragazzi della mia età. Spero che al più presto potrò avere la gamba bionica che sostituirà quella amputata perchè colpita dal tumore”. Richi ha affrontato l’intervento di amputazione con coraggio: l’obiettivo di liberarsi dal cancro che lo affligge da oltre tre anni è stato il pensiero costante che gli ha fatto sopportare paura e dolore.

A sostenerlo, tanti pensieri affettuosi, e altrettante donazioni, da parte di chi ha imparato a conoscere e a volere bene a questo ragazzo di Sanremo che lotta come un leone, ma sempre con il sorriso, da quando ha scoperto un ostesarcoma alla gamba destra. Dopo la tanto temuta operazione, all’ospedale Cisanello di Pisa, dall’equipe del dottor Lorenzo Andreani, e dopo i primi timidi e difficili passi con la fisioterapista, Richi Battista è potuto finalmente tornare a casa. E’ stato accolto dall’amore della sua famiglia, a Sanremo. E da un regalo fino a pochi giorni prima inaspettato, arrivato nel giorno del suo ventunesimo compleanno: 100 mila euro da Specchio dei tempi e da Specchio d’Italia. Il primo obiettivo della raccolta fondi, che sta continuando e che è intanto salita a 130.000 euro.

II prossimo, e definitivo, step, è raggiungere quota 150 mila euro. La somma di cui Richi ha bisogno per tornare a camminare, e a vivere, dopo la sua odissea. Tanto è necessario per l’acquisto di una gamba “bionica” e per il percorso di riabilitazione. “E’ dura – racconta Richi, seduto nella carrozzina con la quale si sposta grazie all’aiuto di mamma Miriam e della sorellina Silvia – Soffro tanto soprattutto la notte, nonostante i potenti antidolorifici che fanno purtroppo poco. Sento anche forti crampi al cosiddetto arto fantasma: un dolore indescrivibile, che provoca forte nervosismo. Sono molti i momenti bassi, ma la forza di andare avanti non manca mai. Un grazie speciale a Specchio dei tempi e a Specchio d’Italia che si stanno prodigando per aiutarmi nella raccolta fondi per l’acquisto della protesi e a tutti quelli che mi mandano pensieri e preghiere, sostenendomi anche da lontano. Auguro a tutti le feste migliori”.

“Scuola Bottega” e “Fuori dai guai”, un futuro per i ragazzi di Milano

La Repubblica, 02/10/2021

Quattro scalini, un portone e una scritta: “Quando non vedi la via, puoi trovare la strada”. È qui, a Scuola Bottega in via Piazzetta 2, che la Fondazione Specchio d’Italia, in collaborazione con l’Associazione La Strada, accoglierà tra qualche settimana una classe di giovani studenti tra i 14 e i 18 anni, segnalati dai dirigenti delle loro scuole di appartenenza.

Questi ragazzi faticano a frequentare i percorsi scolastici tradizionali, lontani dal loro contesto di provenienza e non sempre in grado di comprendere i loro bisogni. Per questo è nata Scuola Bottega, realtà che affianca teoria e pratica, costruendo percorsi formativi ad hoc per ciascuno ragazzo e offrendo tirocini in aziende del territorio.

Lo scorso anno sono stati 12 gli studenti che grazie al progetto sono riusciti a prendere il diploma di terza media e hanno imparato a lavorare il legno, il pane e qualche nozione di meccanica. Tra qualche settimana suonerà di nuovo la campanella: il progetto continua e sarà nuovamente finanziato da Specchio d’Italia, grazie anche alle donazioni dei lettori de la Repubblica.

La Fondazione Specchio d’Italia ha sede a Milano, ma opera a livello nazionale e sostiene rapidamente chi ha più bisogno. Rappresenta l’espressione solidale del Gruppo Editoriale GEDI ed è attiva sin dall’inizio dell’Emergenza Coronavirus ha consegnato decine di migliaia di spese gratuite alle famiglie e agli anziani bisognosi e durante l’estate ha offerto migliaia di pranzi ai bambini dei centri estivi del quartiere Corvetto. Al centro delle attività di Specchio ci sono bambini e ragazzi in difficoltà.

Per questo nasce “Forza Bimbi”, un’iniziativa che la Fondazione sviluppa non solo a Milano, ma anche a Bari, Genova, Roma e a Sant’Arcangelo di Lucania, un piccolo comune della Basilicata, e che ha l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica accompagnando centinaia di giovani e bambini dei quartieri più difficili di queste città.

Specchio a Milano è presente non solo a Corvetto, ma grazie all’iniziativa “Fuori dai guai” a partire da ottobre accompagnerà oltre cento studenti delle classi seconde delle scuole medie con laboratori di educazione civica con l’intento di diffondere precocemente una cultura della legalità per sensibilizzare e contrastare i fenomeni di devianza minorile.

Mezzo milione di euro per le imprese italiane: da oggi il bando di Bari

Angelo Conti

Mezzo milione di euro a disposizione delle piccole e piccolissime attività di cinque città. E’ il programma della Fondazione Specchio d’Italia che lancia, su Bari, il primo dei bandi, proposti con l’intenzione di favorire la ripresa nel dopo Covid. In ogni città vengono messi a disposizione 100.000 euro che andranno a 50 realtà locali attraverso altrettanti contributi a fondo perduto di 2.000 euro ciascuno. A Bari le domande dovranno essere presentate entro il 5 ottobre e l’erogazione delle somme avverrà nel corso delle successive due settimane. I prossimi bandi, dopo quello di Bari, saranno a Trieste (19 ottobre), Palermo (19 gennaio), Crotone (16 febbraio) e Genova (16 marzo).

La fondazione legata al gruppo editoriale Gedi, attiva in 10 città italiane con progetti di contrasto alla povertà e alla dispersione scolastica, ha già realizzato nel dopo Covid (attraverso la fondazione La Stampa – Specchio dei tempi) altri sei bandi a Torino, Cuneo, Sassari e Venezia erogando circa 2,5 milioni di euro a 760 piccoli  imprenditori.

Il presidente di Specchio d’Italia, Lodovico Passerin d’Entreves, ha spiegato: “Partiamo da Bari perchè le nostre iniziative portate avanti nei quartieri Japigia e Libertà nell’ultimo anno, a favore di centinaia di bambini e di decine di anziani,  ci hanno fatto comprendere la necessità di interventi anche a sostegno della piccola e piccolissima economia, che ha sofferto grandemente lo stallo conseguente alla pandemia. Per noi si tratta di proporre iniziative solidali già ben collaudate con l’esperienza maturata con Specchio dei tempi. Se enti, banche od aziende del territorio volessero sostenere questi bandi, potranno unirsi a noi così da aumentare il numero dei beneficiati. Queste iniziative vengono proposte in stretta sinergia con il gruppo editoriale Gedi e con tutte le sue testate giornalistiche, che ovviamente ringraziamo”.

A Bari un nuovo spazio per anziani e bambini

Gennaro Totorizzo,
La Repubblica, 16/06/2021

Uno spazio “inaugurato” dai più piccoli. E che sarà destinato a diventare anche un punto di riferimento per gli anziani. È la nuova sede dell’associazione Eden, finanziata da Specchio d’Italia, fondazione nata durante l’emergenza Covid dall’esperienza della fondazione La Stampa – Specchio dei tempi e promossa dal gruppo Gedi. Si trova nella piazza della Pace del centro commerciale Mongolfiera, nel quartiere Japigia di Bari, nella casetta sul lato di via Toscanini.

“Qui avvieremo una serie di iniziative già da quest’estate – racconta il vicepresidente operativo della fondazione, Angelo Conti – è partita un’attività di “estate ragazzi”, di supporto ai bambini delle scuole primarie con problemi di apprendimento o difficoltà di relazione, per crescere, trovarsi: così potranno passare un’estate diversa e tornare a scuola con maggior serenità”. Nello spazio saranno organizzati prima laboratori, poi un campo estivo (a luglio), mentre a settembre partirà uno sportello dedicato agli anziani. 

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Bologna, il divario digitale si combatte sui banchi di scuola

Giovanni Egidio
La Repubblica, 25/05/2021

Dieci computer portatili elegantemente ultrapiatti,  appoggiati sui banchi dell’aula digitale dell’Istituto comprensivo 10, al cui interno sorgono le scuole medie Besta, propri  al centro del parco Don  Bosco, in viale Aldo Moro. Una  scuola di quarant’anni fa, anche segnata dal tempo, ma spaziosa, attrezzata, con una grande palestra e tantissimo verde intorno. L’abbondante anno solare segnato dalla pandemia, ha stancato molti di questi studenti, ma alcuni li ha decisamente tagliati fuori dalla Dad, la sempre discussa didattica a distanza. Ecco, quei dieci computer servi-ranno a quello, ad aiutare chi si è sentito meno uguale degli altri durante una lezione di scuola.

E sono arrivati qui, su questi banchi, grazie all’iniziativa Digitali e Uguali, promossa da Gedi (il gruppo editoriale   di   Repubblica), da Yoox  (azienda di vendita online di moda e design) con la Fondazione Golinelli e la Fondazione Specchio d’Italia Onlus. «Adesso spero che ci serviranno soprattutto per l’integrazione didattica – ha detto Michele Iuliano, il  dirigente  scolastico, cioè per tutto quel lavoro di sostegno alle lezioni in presenza che ci auguriamo di poter svolgere regolarmente l’anno prossimo. Certo ci saranno utilissimi in ogni caso».

Lo sperano  molto  anche  questi  ragazzi  che   ovviamente  ci  hanno messo un secondo a entrare nel sistema, da nativi digitali quali sono. «Ma il digital divide  resta un problema  da affrontare il prima possibile, e quindi è bene ricordare che la raccolta fondi prosegue e anche con ottimi risultati», ha sottolineato  Antonio  Danieli,  vicepresidente  della Fondazione Golinelli, che ha curato i sistemi operativi di questi chromebook. Sul sito ci sono tutte le spiegazioni e e le istruzioni del caso, e c’è anche un contatore che gira veloce per   aggiornare la raccolta fondi  (ieri si avvicinava a toccare quota 400.000 euro).

Avendo toccato con mano ieri, in questa scuola della prima periferia di  Bologna, possiamo garantire che il progetto sta funzionando decisamente bene. Ed è così in tutta Italia, come potete vedere anche sul sito di Repubblica, oltreché nella pagina web di Digitali e Uguali. «Io me la sono sempre cavata, o usavo il pc di casa o, se era occupato, prendevo quello di mia mamma. Ma ho visto che non per tutti è stato così, c’è anche chi ha avuto problemi», ci ha detto uno degli studenti che ieri per primi hanno sperimentato i nuovi pc. Il divario digitale è una questione centrale e strategica del nostro Paese. E la si potrà risolvere proprio iniziando da qui, da questi banchi, dalle nostre scuole.