“Scuola Bottega” e “Fuori dai guai”, un futuro per i ragazzi di Milano

La Repubblica, 02/10/2021

Quattro scalini, un portone e una scritta: “Quando non vedi la via, puoi trovare la strada”. È qui, a Scuola Bottega in via Piazzetta 2, che la Fondazione Specchio d’Italia, in collaborazione con l’Associazione La Strada, accoglierà tra qualche settimana una classe di giovani studenti tra i 14 e i 18 anni, segnalati dai dirigenti delle loro scuole di appartenenza.

Questi ragazzi faticano a frequentare i percorsi scolastici tradizionali, lontani dal loro contesto di provenienza e non sempre in grado di comprendere i loro bisogni. Per questo è nata Scuola Bottega, realtà che affianca teoria e pratica, costruendo percorsi formativi ad hoc per ciascuno ragazzo e offrendo tirocini in aziende del territorio.

Lo scorso anno sono stati 12 gli studenti che grazie al progetto sono riusciti a prendere il diploma di terza media e hanno imparato a lavorare il legno, il pane e qualche nozione di meccanica. Tra qualche settimana suonerà di nuovo la campanella: il progetto continua e sarà nuovamente finanziato da Specchio d’Italia, grazie anche alle donazioni dei lettori de la Repubblica.

La Fondazione Specchio d’Italia ha sede a Milano, ma opera a livello nazionale e sostiene rapidamente chi ha più bisogno. Rappresenta l’espressione solidale del Gruppo Editoriale GEDI ed è attiva sin dall’inizio dell’Emergenza Coronavirus ha consegnato decine di migliaia di spese gratuite alle famiglie e agli anziani bisognosi e durante l’estate ha offerto migliaia di pranzi ai bambini dei centri estivi del quartiere Corvetto. Al centro delle attività di Specchio ci sono bambini e ragazzi in difficoltà.

Per questo nasce “Forza Bimbi”, un’iniziativa che la Fondazione sviluppa non solo a Milano, ma anche a Bari, Genova, Roma e a Sant’Arcangelo di Lucania, un piccolo comune della Basilicata, e che ha l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica accompagnando centinaia di giovani e bambini dei quartieri più difficili di queste città.

Specchio a Milano è presente non solo a Corvetto, ma grazie all’iniziativa “Fuori dai guai” a partire da ottobre accompagnerà oltre cento studenti delle classi seconde delle scuole medie con laboratori di educazione civica con l’intento di diffondere precocemente una cultura della legalità per sensibilizzare e contrastare i fenomeni di devianza minorile.

Mezzo milione di euro per le imprese italiane: da oggi il bando di Bari

Angelo Conti

Mezzo milione di euro a disposizione delle piccole e piccolissime attività di cinque città. E’ il programma della Fondazione Specchio d’Italia che lancia, su Bari, il primo dei bandi, proposti con l’intenzione di favorire la ripresa nel dopo Covid. In ogni città vengono messi a disposizione 100.000 euro che andranno a 50 realtà locali attraverso altrettanti contributi a fondo perduto di 2.000 euro ciascuno. A Bari le domande dovranno essere presentate entro il 5 ottobre e l’erogazione delle somme avverrà nel corso delle successive due settimane. I prossimi bandi, dopo quello di Bari, saranno a Trieste (19 ottobre), Palermo (19 gennaio), Crotone (16 febbraio) e Genova (16 marzo).

La fondazione legata al gruppo editoriale Gedi, attiva in 10 città italiane con progetti di contrasto alla povertà e alla dispersione scolastica, ha già realizzato nel dopo Covid (attraverso la fondazione La Stampa – Specchio dei tempi) altri sei bandi a Torino, Cuneo, Sassari e Venezia erogando circa 2,5 milioni di euro a 760 piccoli  imprenditori.

Il presidente di Specchio d’Italia, Lodovico Passerin d’Entreves, ha spiegato: “Partiamo da Bari perchè le nostre iniziative portate avanti nei quartieri Japigia e Libertà nell’ultimo anno, a favore di centinaia di bambini e di decine di anziani,  ci hanno fatto comprendere la necessità di interventi anche a sostegno della piccola e piccolissima economia, che ha sofferto grandemente lo stallo conseguente alla pandemia. Per noi si tratta di proporre iniziative solidali già ben collaudate con l’esperienza maturata con Specchio dei tempi. Se enti, banche od aziende del territorio volessero sostenere questi bandi, potranno unirsi a noi così da aumentare il numero dei beneficiati. Queste iniziative vengono proposte in stretta sinergia con il gruppo editoriale Gedi e con tutte le sue testate giornalistiche, che ovviamente ringraziamo”.

A Bari un nuovo spazio per anziani e bambini

Gennaro Totorizzo,
La Repubblica, 16/06/2021

Uno spazio “inaugurato” dai più piccoli. E che sarà destinato a diventare anche un punto di riferimento per gli anziani. È la nuova sede dell’associazione Eden, finanziata da Specchio d’Italia, fondazione nata durante l’emergenza Covid dall’esperienza della fondazione La Stampa – Specchio dei tempi e promossa dal gruppo Gedi. Si trova nella piazza della Pace del centro commerciale Mongolfiera, nel quartiere Japigia di Bari, nella casetta sul lato di via Toscanini.

“Qui avvieremo una serie di iniziative già da quest’estate – racconta il vicepresidente operativo della fondazione, Angelo Conti – è partita un’attività di “estate ragazzi”, di supporto ai bambini delle scuole primarie con problemi di apprendimento o difficoltà di relazione, per crescere, trovarsi: così potranno passare un’estate diversa e tornare a scuola con maggior serenità”. Nello spazio saranno organizzati prima laboratori, poi un campo estivo (a luglio), mentre a settembre partirà uno sportello dedicato agli anziani. 

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Bologna, il divario digitale si combatte sui banchi di scuola

Giovanni Egidio
La Repubblica, 25/05/2021

Dieci computer portatili elegantemente ultrapiatti,  appoggiati sui banchi dell’aula digitale dell’Istituto comprensivo 10, al cui interno sorgono le scuole medie Besta, propri  al centro del parco Don  Bosco, in viale Aldo Moro. Una  scuola di quarant’anni fa, anche segnata dal tempo, ma spaziosa, attrezzata, con una grande palestra e tantissimo verde intorno. L’abbondante anno solare segnato dalla pandemia, ha stancato molti di questi studenti, ma alcuni li ha decisamente tagliati fuori dalla Dad, la sempre discussa didattica a distanza. Ecco, quei dieci computer servi-ranno a quello, ad aiutare chi si è sentito meno uguale degli altri durante una lezione di scuola.

E sono arrivati qui, su questi banchi, grazie all’iniziativa Digitali e Uguali, promossa da Gedi (il gruppo editoriale   di   Repubblica), da Yoox  (azienda di vendita online di moda e design) con la Fondazione Golinelli e la Fondazione Specchio d’Italia Onlus. «Adesso spero che ci serviranno soprattutto per l’integrazione didattica – ha detto Michele Iuliano, il  dirigente  scolastico, cioè per tutto quel lavoro di sostegno alle lezioni in presenza che ci auguriamo di poter svolgere regolarmente l’anno prossimo. Certo ci saranno utilissimi in ogni caso».

Lo sperano  molto  anche  questi  ragazzi  che   ovviamente  ci  hanno messo un secondo a entrare nel sistema, da nativi digitali quali sono. «Ma il digital divide  resta un problema  da affrontare il prima possibile, e quindi è bene ricordare che la raccolta fondi prosegue e anche con ottimi risultati», ha sottolineato  Antonio  Danieli,  vicepresidente  della Fondazione Golinelli, che ha curato i sistemi operativi di questi chromebook. Sul sito ci sono tutte le spiegazioni e e le istruzioni del caso, e c’è anche un contatore che gira veloce per   aggiornare la raccolta fondi  (ieri si avvicinava a toccare quota 400.000 euro).

Avendo toccato con mano ieri, in questa scuola della prima periferia di  Bologna, possiamo garantire che il progetto sta funzionando decisamente bene. Ed è così in tutta Italia, come potete vedere anche sul sito di Repubblica, oltreché nella pagina web di Digitali e Uguali. «Io me la sono sempre cavata, o usavo il pc di casa o, se era occupato, prendevo quello di mia mamma. Ma ho visto che non per tutti è stato così, c’è anche chi ha avuto problemi», ci ha detto uno degli studenti che ieri per primi hanno sperimentato i nuovi pc. Il divario digitale è una questione centrale e strategica del nostro Paese. E la si potrà risolvere proprio iniziando da qui, da questi banchi, dalle nostre scuole.

A Firenze i pc solidali per colmare la distanza digitale

Giulio Schoen
La Repubblica, 24/05/2021

Sono stati consegnati all’istituto Comprensivo Montagnola-Gramsci del quartiere dell’Isolotto i dieci computer destinati agli studenti, alle scuole e alle famiglie che ne hanno bisogno per colmare “la distanza digitale” aumentata in pandemia.

I pc donati si aggiungono agli altri già consegnati in tutta Italia grazie al progetto “Digitali e uguali”, l’iniziativa voluta da Yoox e Gedi Gruppo editoriale, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia onlus.

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Digitali e Uguali, la libertà è un computer

Sara Bernacchia
La Repubblica, 14 maggio

La parete del corridoio è dipinta di blu e ospita decine di pesci tutti diversi. È il mare e ogni pesce rappresenta lo studente che lo ha dipinto, perché — si legge in diverse lingue — “siamo pesci diversi in un unico mare”. Il murale della scuola elementare Nazario Sauro, in via Vespri Siciliani, al Giambellino, coglie lo spirito che anima le aule.

«Siamo una scuola di periferia che ha abbracciato il territorio, operando con la parrocchia e varie associazioni.  L’impegno dei docenti e del quartiere permettere di vivere tutte le esperienze possibili a bambini che a casa non potrebbero farlo» spiega la vicepreside Lucienne Porta, che lavora all’istituto omnicomprensivo da 21 anni. Esperienze che sono opportunità: dalla presenza della piscina a quella del laboratorio di robotica, «realizzato grazie alla vittoria di un bando nazionale, che permetterà ai bambini di svolgere le attività richieste dall’Unione europea e ai docenti di formarsi» spiega la preside, Rossana Di Gennaro, arrivata in autunno, nel pieno di un anno ricco di difficoltà. La scorsa primavera non pochi degli 840 studenti del comprensivo hanno seguito le lezioni sul telefono, ma poi ci si è mobilitati: ad oggi i dispositivi, acquistati o ricevuti, dati in comodato d’uso sono quasi 180 e le criticità maggiori sono state risolte, ma c’è ancora una “lista d’attesa” a cui rispondere con nuovi pc. Come i 10 consegnati ieri da Federico Marchetti, presidente di Yoox, nell’ambito della campagna “Digitali e Uguali”, promossa con Gedi, Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia.

«È bellissimo» si lascia sfuggire Yassa K., 11 anni, allievo della quinta C, tenendo tra le mani il laptop verde acqua appena scartato. «Senza il pc l’anno scorso era difficile seguire tutte le lezioni. Studiando con i miei due fratelli capitava che il cellulare si perdesse tra i libri che riempivano il tavolo» racconta il bambino a cui a settembre la scuola ha consegnato un pc, fondamentale per proseguire il «lungo percorso di studio» che gli servirà per occuparsi di «marketing» da grande.

Il senso di Digitali e Uguali è proprio questo, eliminare le barriere che impediscono di crescere: «I dispositivi sono importanti per il momento che stiamo vivendo, ma anche per il futuro — sottolinea Marchetti — . La tecnologia, se usata bene, può consentire ai ragazzi di esplorare mondi e informazioni, quindi di acquisire sempre più conoscenze». Tutti i pc dati in comodato d’uso saranno ritirati a giugno e riconsegnati a settembre, «perché sono una possibilità di studio in più per noi, oggi tutti devono saper usare il computer» spiega Esther O., 10 anni, classe quarta A, che non apprezzava la Dad per i problemi tecnici. Per lei, allieva di una delle sezioni sperimentali, questo è l’ultimo anno alle elementari: da settembre andrà alla scuola media Rinascita (del comprensivo) per quattro anni. Intanto si è abituata a vivere una scuola diversa da prima, ma non meno coinvolgente.

Nelle aule i banchi a trapezio, ideali per creare gruppi, sono stati messi a distanza, ma nella prima C l’allegria è contagiosa: la maestra, con tanto di corona e bacchetta magica, batte le mani sulla cattedra e fa scattare i bambini sotto i banchi per la “pausa  attiva” che aiuta la concentrazione, perché la Nazario Sauro è polo del progetto Scuola in movimento. «Abbiamo tolto giochi e addobbi per facilitare l’igienizzazione — spiega la maestra Viviana Rindone, avanzando nel corridoio — Prima ogni ambiente era decorato, ora appendiamo i disegni sulla porta delle classi e li togliamo dopo pochi giorni». L’importante, infatti, è trovare un po’ di normalità, a dispetto del Covid.

Marchetti, Yoox: “I nostri pc ai bimbi più svantaggiati, grazie a tutti”

Federico Marchetti
Presidente di YOOX NET-A-PORTER GROUP

Emozionato. Ecco come mi sento oggi dopo aver consegnato personalmente i computer della mia iniziativa #DigitaliEUguali alle bambine e ai bambini di questa scuola, che vivono molto spesso in contesti difficili e svantaggiati e che pur essendo a Milano, la cosiddetta “locomotiva” d’Italia, avevano a disposizione solo pochi PC da dividere con tutti i compagni.

Sono rimasto davvero colpito quando l’anno scorso ho letto le statistiche secondo cui oltre un quarto delle famiglie in Italia non ha un laptop per i propri figli/e da dedicare allo studio, con o senza DAD. Sapevo che dovevo fare qualcosa per aiutarli/e perché questa situazione mette tutti/e in una situazione di grave svantaggio, durante ma anche dopo la pandemia. Oggi sono felice che tanti altri si siano uniti a me in questa iniziativa, dal team Yoox, a Maurizio Molinari, a Massimo Giannini e al Gruppo GEDI, a Specchio d’Italia e Fondazione Golinelli e alle migliaia di privati che hanno contribuito con le proprie donazioni a rendere concreto questo progetto speciale oltre alle aziende amiche come Armani, Moncler, Prada e tante altre.

Che grande emozione oggi, mi sono sentito felice di aver potuto aiutare, riconoscente a tutti coloro che ci hanno supportato e fiducioso per il futuro di queste bambine e bambini. Grazie a tutti!

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Digitali e Uguali, Linus consegna i computer a Milano

Sara Bernacchia
La Repubblica, 4/05/21

“L’ideale è registrare la trasmissione senza interruzioni, perché la prima versione ha sempre un effetto magico”. Simone G., che gli ascoltatori di Radio Usb – Unica speciale by Borsi – conoscono come Seville, pseudonimo ispirato a un cartone che amava da piccolo, si toglie le cuffie e lascia la postazione da tecnico dietro il pc soddisfatto della registrazione appena conclusa: Linus, direttore di radio DeeJay, ha risposto alle domande dei giovani speaker della scuola media Ojetti dell’istituto comprensivo Borsi, in zona Bonola, e anche questa volta è stata “buona la prima”.

La timidezza, se c’era, è stata messa da parte – cuffie e pseudonimo d’ordinanza – i ragazzi sono veri professionisti e procedono con domande dirette su temi d’attualità, dalla “questione Fedez” alla violenza sulle donne, alla parità di genere. La soddisfazione negli occhi degli otto 12enni è evidente: “Fare radio con Linus e imparare da lui è stato emozionante” commenta Seville. Certo, “un po’ di preoccupazione c’era – confessa Zippi, Federico Z., allievo di 2F – Quando ti cimenti in qualcosa davanti a una persona che la fa da moltissimo tempo hai paura di sbagliare, perché sai che può capire i tuoi errori”. Così, la visita di Linus, arrivato nell’istituto per consegnare 10 laptop (1.154 in tutta Italia) donati alla scuola della campagna “Digitali e Uguali”, promossa dal gruppo editoriale Gedi e da Yoox, con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia Onlus, è stata l’occasione per mettersi alla prova. Accanto allo spazio destinato alla radio, che ha ripreso le attività con il rientro in presenza degli studenti, ci sono i dieci dispositivi acquistati grazie alle donazioni di aziende e privati.

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“La percezione degli italiani è lontana dalla realtà. C’è ancora una grande fetta di popolazione, e quindi di ragazzi, sprovvista della tecnologia che gli permette di stare al passo in un momento come questo che sembrava dovesse durare poche settimane, poi pochi mesi e speriamo che non diventi di anni” spiega Linus, sollevato dalla “sensibilità mostrata da aziende e persone, perché a volte circostanze negative mettono in moto azioni positive”.

I dispositivi, con gli altri novanta circa raccolti a partire da marzo 2020, “saranno collocati in sette carrelli, uno per ogni scuola dell’istituto, e verranno usati (un apparecchio per studente) dalle diverse classi per fare attività in presenza” spiega la preside Milena Ancora, che apprezza il progetto “perché ci permette di continuare a colmare il divario digitale che si è creato a causa della pandemia. I ragazzi sono abituati a gestire le nuove tecnologie, sono nativi digitali, per loro l’uso dello strumento è naturale ma nel primo lockdown ci siamo trovati a non avere dispositivi da dargli”.

In aiuto dei profughi birmani e delle famiglie libanesi

Angelo Conti
La Repubblica, 04/05/21

Specchio d’Italia è attivo in otto città italiane, ma dà vita anche ad alcuni progetti esteri, tutti costantemente seguiti dallo staff della Fondazione. In queste ultime settimane abbiamo sviluppato un intervento in Libano ed un altro sul confine thailandese, al confine con il Myanmar. Il primo rivolto alle poverissime popolazioni che vivono nel sud di quel paese, il secondo in aiuto dei profughi in fuga dalle violenze perpetrate dal regime militare in Myanmar.

In Libano Specchio d’Italia opera con la Brigata Taurinense in un progetto di agricoltura sociale a favore delle popolazioni più povere del sud del paese. Il battaglione Saluzzo di stanza a Cuneo, il Nizza Cavalleria di stanza a Bellinzago Novarese e il reparto logistico della brigata, di stanza Rivoli (tutti inquadrati nella Taurinense) sono da qualche settimana attivi nella zona di Al Mansouri, quale componente di manovra del contingente italiano in Libano nell’ambito della missione Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Dona per il Libano

Specchio d’Italia, insieme ai militari, realizzerà delle “isole agricole” con orti, serre, frutteti e allevamenti di animali da cortile, per contrastare la grande povertà di chi vive in questi territori. L’obiettivo è di dare una autonomia alimentare ad ogni famiglia indigente, cercando di offrire loro anche la possibilità di modesti ricavi con la vendita delle produzioni agricole e delle uova.

In Myanmar Specchio d’Italia opera nella città thailandese di confine Ranong, affacciata sull’istmo che divide la Thailandia dal Myanmar. Qui hanno trovato rifugio migliaia di profughi birmani, fuggiti davanti alle atrocità commesse dal regime militare di Yangoon. Specchio d’Italia è impegnato a dare a queste persone assistenza sanitaria ed alimentare. Il primo step è la creazione, in corso, di un ambulatorio medico e di un sistema per offrire sostegno alle famiglie.

Dona per il Myanmar

Bari, arrivano i pc ed è festa

Silvia Dipinto
La Repubblica, 29/04/21

La delegazione degli studenti si riunisce nel giardino della scuola, che anche per l’estate si prepara a ospitare le attività di chi sceglie o è costretto a restare in città. Un coro sulle note di Imagine dei Beatles, una giovanissima ballerina, un’artista impegnata con tela e pennelli: i ragazzi della media Verga scelgono la creatività per omaggiare l’arrivo dei nuovi computer, a nome dei loro compagni che in questi giorni hanno deciso di restare a casa in didattica a distanza.

La prima consegna pugliese dei pc donati dall’iniziativa “Digitali e Uguali” arriva puntuale nel cuore del quartiere Japigia, nel plesso che ospita la scuola media dell’istituto comprensivo Japigia 1 Verga. Dieci computer destinati alle famiglie in difficoltà, necessari ad affrontare la fine dell’anno scolastico in serenità. «In questo momento abbiamo 197 studenti in presenza e 157 a distanza, che seguono la didattica digitale integrata», racconta la preside Patrizia Rossini, che nell’ultimo anno di pandemia ha distribuito tantissimi strumenti tecnologici alle famiglie che ne avevano bisogno e continua ad avere all’attivo un lungo elenco di necessità.

Un nuovo contributo alla didattica innovativa è arrivato ora da “Digitali e uguali”, l’iniziativa volta a raccogliere fondi per regalare agli studenti italiani i computer di cui hanno bisogno, voluta da Yoox e Gedi Gruppo editoriale (di cui fa parte il quotidiano la Repubblica), in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia onlus. “Digitali e Uguali” dallo scorso 19 marzo ha fatto appello alle aziende e ai singoli cittadini per contribuire ad abbattere le barriere che impediscono agli studenti italiani di crescere ed affermarsi – spiegano i promotori della campagna – per colmare il divario digitale che vede l’Italia posizionata al 25esimo posto su 26 Paesi membri dell’Unione europea per competitività e sviluppo tecnologico.

Solo nei primi dieci giorni si sono candidate a ricevere i pc oltre 1400 scuole in tutta Italia, tra cui l’istituto comprensivo barese Japigia 1 Verga, che con 1200 alunni e tre plessi accoglie studenti anche da altri quartieri di Bari e ha trasferito online didattica e laboratori, dalla robotica al teatro. Ad oggi sono stati raccolti 350mila euro, subito a disposizione degli studenti con maggiori necessità. Secondo ricerche Istat, infatti, un terzo delle famiglie non ha un computer o un tablet in casa: i dati nel Sud sono più allarmanti (40 per cento delle famiglie senza pc) e mettono in luce il digital divide che si vive all’interno delle case anche pugliesi.

Oltre 850mila studenti italiani non hanno un device per seguire le lezioni a distanza, centinaia i casi di alunni segnalati a “Digitali e Uguali” da Puglia, Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna. «Nell’ultimo anno abbiamo rimodulato continuamente le nostre attività, dovendo alternare o rendere complementari didattica in presenza e a distanza – ha spiegato la preside Rossini – Ci siamo reinventati, ma tante volte mancano gli strumenti all’altezza di gestire queste sfide».

Tutte le classi sono state dotate di computer di ultima generazione, collegati alle lavagne Lim e che nei prossimi giorni dovranno supportare i test Invalsi. Ecco perché i dieci nuovi pc donati da “Digitali e Uguali” vogliono essere un modo per «prendere per mano il mondo della scuola  – per usare le parole del caporedattore di Repubblica Bari, Domenico Castellaneta, che ha incontrato gli studenti – come hanno fatto in questi mesi insegnanti, studenti e le stesse famiglie, creando un patrimonio didattico che non è certamente la normalità, ma sarà un contributo importante nei prossimi anni».

Digitali e Uguali, oltre 2000 donazioni

Angelo Melone
La Repubblica, 29/04/21

«Nessuna vergogna a riceverli i computer, da questa pandemia ne usciremo solo dandoci una mano». Filippo ha 15 anni, frequenta un liceo classico a Bergamo e ha avuto uno dei computer acquistati grazie al progetto, a suo modo visionario, di “Digitali e Uguali”. E quando dice: «Un computer tutto mio mi ha reso indipendente. Finalmente sono riuscito a seguire le lezioni, anche se non vedo l’ora che l’isolamento finisca», fa una perfetta traduzione pratica dell’idea che ha messo in moto questa raccolta fondi: dare a tutti e tutte gli strumenti per essere eguali nella conoscenza.

Ma, a un mese dal suo avvio, il progetto si rivela tutt’altro che visionario: si sta traducendo in una risposta sorprendente. I numeri parlano da soli. Sono arrivate a oggi 2162 donazioni (tutte regolarmente registrate sul sito digitalieuguali.it), gli euro raccolti sono 348.320. Questo vuol dire che già ora, nelle prossime settimane, verranno consegnati 1154 computer tra le scuole elementari e medie che ne hanno fatto richiesta, e via via i laptop verranno poi distribuiti in base ai diversi gradi scolastici. Sono una grandissima parte degli oltre duemila computer chiesti finora da 216 scuole. E distribuiti con un lavoro di confronto con presidi e docenti: una commissione ha vagliato le loro domande, le motivazioni alla base delle difficoltà che hanno segnalato, e così costruito una sorta di graduatoria nelle scelte e nelle assegnazioni. Ma, per quanto clamoroso, è solo l’inizio.

La campagna “Digitali e Uguali” – promossa dal gruppo editoriale Gedi (di cui fa parte Repubblica) e da Yoox, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia Onlus – è un appello alle aziende e ai cittadini per «contribuire ad abbattere finalmente le barriere che impediscono agli studenti italiani di crescere ed affermarsi e per portare il Paese in una posizione di forza in Europa nel grado di digitalizzazione», scrivono i promotori ricordando che il “digital divide” in Italia fa precipitare il nostro Paese al venticinquesimo posto su ventisei membri della Ue per competitività e sviluppo tecnologico.

C’è stato un momento iniziale di questa campagna che ha mostrato quanto una proposta di eguaglianza, come questa, possa colpire ragazze e ragazzi: Repubblica@Scuola ha chiesto agli studenti di inventare gli slogan (anche per i social) con i quali è stato lanciato “Digitali e Uguali”. In poche settimane ne sono arrivati oltre 700, uno dice: «Impediresti mai a uno studente di non entrare a scuola perché non può comprare i libri?». E il preside di uno degli istituti che hanno già ricevuto i computer racconta: «Ho fatto il giro di quelli che ne avevano più bisogno durante il primo lockdown, perché da noi la situazione era drammatica, la mia scuola è frequentata soprattutto da studenti dalla Val Seriana, hanno vissuto la morte di nonni e parenti: non potevo perderne nemmeno uno, era inaccettabile perderli solo perché non avevano uno strumento per collegarsi a distanza». Eccolo, riassunto da uno studente e da un preside, il “digital divide”.

La richiesta viene ora rilanciata con ancora maggior convinzione: tutti coloro che sentono di condividere la responsabilità verso il futuro delle prossime generazioni potranno offrire il loro sostegno. Non è certo “la soluzione”, ma una spinta forte perché si arrivi alla soluzione di uno dei grandi problemi italiani troppo spesso ignorati. Si chiama, appunto, “digital divide” e si può leggere come arretratezza di un Paese, mancanza di opportunità soprattutto per i più giovani che la vivono come imbarazzo e senso di esclusione. «La cosa più bella – ha notato il direttore di Repubblica Maurizio Molinari – sono le piccole donazioni, tante persone che stanno contribuendo con poco ma hanno capito il nostro messaggio».

Insieme a loro le forti donazioni di grandi gruppi come Armani, Habacus, Fondazione Giuliano e Maria Carmen Magnoni, hotel Cristallo, Richemont, Moncler, o privati come Marino Golinelli (che è anche uno dei promotori della campagna). Per tutti i donatori la risposta più bella è contenuta nella motivazione arrivata da una delle scuole richiedenti, che sono anche degli impressionanti messaggi d’allarme da tutta Italia. La docente conclude: «Semplicemente, grazie».

Bari, un computer per ogni alunno con Digitali e Uguali

Silvia Dipinto
La Repubblica, 28/04/21
Un computer per ogni bambino, per colmare il divario digitale che vede l’Italia posizionata al 25esimo posto su 26 Paesi membri dell’Unione Europea per competitività e sviluppo tecnologico. I primi dieci con destinazione Bari arriveranno questa mattina all’istituto comprensivo Japigia 1 Verga, che con tre plessi e 1200 alunni nell’ultimo anno ha dovuto reinventarsi e sperimentare nuove metodologie didattiche, in presenza e a distanza, grazie anche ai supporti tecnologici. I pc saranno donati alla scuola da ‘Digitali e uguali’, l’iniziativa volta a raccogliere fondi per regalare agli studenti italiani i computer di cui hanno bisogno, voluta da Yoox e Gedi Gruppo editoriale, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia onlus. Non solo lezioni a distanza o didattica digitale integrata.

L’istituto comprensivo di Japigia nell’anno di pandemia da Covid 19 ha trasferito on line tutte le attività fiore all’occhiello della scuola, dai corsi di teatro e fotografia, ai laboratori di robotica che hanno reso possibile l’accesso alle prossime gare nazionali. «Ci siamo resi conto, purtroppo, che non in tutte le famiglie e in tutte le case era presente un computer — racconta la preside, Patrizia Rossini — O comunque c’erano più studenti che avevano bisogno di un laptop o notebook, magari con i genitori in smart working». Le esigenze delle famiglie si sono moltiplicate, dunque, insieme a quelle delle scuole.

«E’ stato necessario reinventarsi per essere efficienti e fare fronte alle nuove necessità, con le lezioni al pc alternate o contemporanee a quelle in presenza — spiega ancora la preside Rossini — Ecco perché abbiamo subito colto la possibilità offerta da ‘Digitali e uguali’ per distribuire alle famiglie che più ne hanno bisogno, uno strumento indispensabile».

‘Digitali e Uguali’ ha fatto appello alle aziende e ai singoli cittadini per contribuire ad abbattere le barriere che impediscono agli studenti italiani di crescere ed affermarsi e per portare il Paese in una posizione di forza in Europa nel grado di digitalizzazione, spiegano i promotori dell’iniziativa. Cliccando qui, chiunque può offrire il suo sostegno. Le donazioni raccolte servono all’acquisto di pc da distribuire agli studenti tramite le scuole statali e paritarie del territorio nazionale che fanno richiesta sul sito. Secondo le ultime ricerche Istat, un terzo delle famiglie non ha un computer o un tablet: i dati nel Mezzogiorno sono più allarmanti (40 per cento delle famiglie prive di un pc) e mettono chiaramente in luce il digital divide che si vive all’interno delle case anche pugliesi.

Oltre 850mila studenti italiani non hanno un device per seguire le lezioni a distanza, centinaia i casi di alunni segnalati a ‘Digitali e uguali’ da Puglia, Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna: per colmare questo gap la campagna ha già raccolto grazie alle donazioni 345mila euro.