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Detrazioni e deduzioni fiscali: donare conviene

La Fondazione Specchio d’Italia è iscritta all’Anagrafe delle Onlus. Tutti i donatori che ci sostengono con donazioni tracciate (cioè non anonime, e non in contanti) godono di agevolazioni fiscali, sotto forma di deduzioni o detrazioni. La deduzione riduce l’imponibile: con la deduzione si agisce prima del calcolo dell’imposta. La detrazione riduce invece l’imposta: si agisce sull’imposta lorda calcolata e si arriva all’imposta netta dovuta. Il risultato, in entrambi, i casi, è uno sconto sulle tasse.

Donare, in pratica, conviene: si fa del bene e si alleggerisce il carico fiscale. Questi benefici sono normati dal D.lgs. n 460 /1997 e da una Riforma di Legge (Dlgs 117/2017) in vigore dal 1 gennaio 2018, che ha reso ancora più vantaggioso aiutare le onlus come Specchio d’Italia. L’Emergenza Coronavirus ha ulteriormente aumentato le agevolazioni sulle erogazioni liberali, in particolare per le aziende. La Fondazione è impegnata in prima linea sin dall’inizio della pandemia e trasforma ogni euro ricevuto in aiuti immediati e concreti.

Le donazioni possono essere scaricate sul modello 730 o UNICO sotto forma di deduzioni o di detrazioni. Le deduzioni riducono il reddito percepito durante l’anno, mentre le detrazioni riducono l’imposta che deve essere pagata. In entrambi i casi il risultato è uno sconto sulle tasse.

Se si opta per la deduzione dal reddito è possibile dedurre fiscalmente tutto l’importo della donazione nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. In questo modo il reddito dichiarato si ridurrà dell’importo della donazione. Esempio: su un reddito complessivo di 25.000 euro l’importo massimo deducibile sarà pari a 2.500 euro (25.000 * 10%).

Se invece si opta per la detrazione dell’imposta allora è possibile portare in detrazione il 30% della spesa sostenuta, per un importo complessivo non superiore ad euro 30.000 annui. Esempio: Se una persona fisica dona 400 euro potrà portare in detrazione il 30% di 400 euro, cioè 120 euro.

Se si opta per la deduzione dal reddito è possibile dedurre fiscalmente tutto l’importo della donazione nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. In questo modo il reddito dichiarato si ridurrà dell’importo della donazione. Esempio: su un reddito complessivo di 25.000 euro l’importo massimo deducibile sarà pari a 2.500 euro (25.000 * 10%).

Se invece si opta per la detrazione dell’imposta allora è possibile portare in detrazione il 30% della spesa sostenuta, per un importo complessivo non superiore ad euro 30.000 annui. Esempio: Se una persona fisica dona 400 euro potrà portare in detrazione il 30% di 400 euro, cioè 120 euro.

Per poter portare in detrazione la spesa sostenuta, è necessario che la donazione avvenga tramite bonifico bancario, bancomat o carta di credito, assegni bancari e circolari o bollettino postale. Ciò che bisognerà presentare al commercialista o al CAF è la ricevuta del pagamento. Non si può pertanto usufruire della detrazione per donazioni in contanti o per donazioni non tracciate.

Se si opta per la deduzione l’importo massimo deducibile è il 10% del reddito complessivo. Se si opta per la detrazione l’importo massimo detraibile è il 30% della spesa sostenuta, per un importo complessivo non superiore a 30.000 euro. Di conseguenza chi applica un’aliquota massima superiore al 30% (redditi superiori ad € 28.000) avrà una convenienza ad optare per la deduzione, al contrario chi applica un’aliquota inferiore al 30% (redditi da € 15.000 a € 28.000) avrà una convenienza ad optare per la detrazione.

Per detrarre una donazione a Specchio d’Italia è necessario conservare le ricevute di pagamento. Sulla base di queste ricevute il consulente fiscale applicherà le percentuali sopra indicate. I donatori di Specchio d’Italia possono richiedere alla fondazione una ricevuta, scrivendo a info@specchioditalia.org. Per le donazioni effettuate online sul nostro sito non è necessario richiedere la ricevuta: viene automaticamente inviata via mail pochi secondi dopo la donazione.

Se il donatore è una persona fisica può scegliere tra due tipi di agevolazione fiscale:
• deduzione della donazione, senza limiti assoluti, ma entro il 10% del reddito complessivo dichiarato;
• detrazione del 30% della donazione fino ad un massimo di euro 30.000.
Esempio: se una persona fisica dona 100 euro può scegliere tra diminuire il proprio reddito imponibile di 100 euro e quindi pagare l’imposta su un reddito più basso, oppure togliere dall’imposta dovuta 30 euro (30% di 100).

Se il donatore è un’azienda, può dedurre le donazioni senza limiti assoluti fino ad un massimo del 10% del reddito complessivo dichiarato. La spesa sostenuta per la donazione può essere considerata come un costo che diminuisce l’utile su cui si pagano le imposte.

Le erogazioni liberali sono delle donazioni spontanee che il contribuente può effettuare in favore di Onlus e altri soggetti con la finalità di sostenere economicamente l’impegno sociale portato avanti dalle Onlus. Le erogazioni liberali possono avvenire anche in natura: l’obbligo è che le erogazioni siano utilizzate esclusivamente per lo svolgimento delle attività statutarie e per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Con i limiti di importo sopra indicati, anche le erogazioni liberali in natura possono essere portate in deduzione o in detrazione. Con il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 28/11/2019 sono state individuate le tipologie di beni che danno diritto alla detrazione dall’imposta o alla deduzione dalla base imponibile ai fini delle imposte sui redditi. Per essere legittima, la donazione in natura deve essere accompagnata da una documentazione scritta da parte del donatore contenente la descrizione analitica dei beni e l’indicazione dei relativi valori. A sua volta, il ricevente (donatario) deve predisporre una dichiarazione con l’impegno ad utilizzare direttamente i beni per lo svolgimento dell’attività statutaria e per l’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Le erogazioni liberali, più semplicemente dette donazioni sono una delle modalità con cui l’ente di terzo settore può raccogliere fondi o beni in natura da destinare alle proprie attività di interesse generale. Ai sensi del codice civile, si ha donazione quando una parte (donante), per spirito di liberalità, arricchisce l’altra (donatario), disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione. Quindi non deve esserci uno scambio, bensì una volontà da parte di uno di compiere un atto di generosità nei confronti dell’altro. Il codice del terzo settore introduce detrazioni e deduzioni per coloro che effettuano erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore. Le donazioni possono essere sia in denaro che in natura e non costituiscono reddito per gli enti del terzo settore.

Con “Riforma del Terzo settore” si indica il complesso di norme che ha ridisciplinato il no profit e l’impresa sociale. Ad oggi, l’intervento legislativo non è stato ancora completato, in quanto non sono stati emanati tutti gli atti previsti dai decreti legislativi di attuazione della legge delega 106/2016. La legge delega 106/2016 definisce il Terzo settore come il complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d’interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi, in coerenza con le finalità stabilite nei rispettivi statuti o atti costitutivi. La riforma del Terzo settore ha riservato particolare attenzione alla razionalizzazione e incentivazione del sistema delle agevolazioni fiscali riconosciute ai soggetti che scelgono di sostenere finanziariamente gli enti del Terzo settore, favorendo l’afflusso verso enti particolarmente meritevoli di beni e risorse finanziarie derivanti da liberalità che, notoriamente, costituiscono una delle fonti principali di sostentamento degli enti del Terzo settore. La riforma del Terzo settore ha consentito a partire dal 2018 di fruire di maggiori benefici rispetto a quelli riconosciuti dalla disciplina previgente. Per le persone fisiche ha istituito una detrazione IRPEF pari al 30% dei valori erogati, sia in denaro che in natura, a favore delle Onlus, per un importo complessivo non superiore a euro 30.000 in ciascun periodo d’imposta. In alternativa al regime di detrazione, ha istituito la possibilità di dedurre la liberalità effettuata, dal reddito complessivo nel limite del 10% del reddito dichiarato. Qualora la deduzione superi il reddito complessivo, l’eccedenza può essere portata in avanti nei quattro periodi d’imposta successivi, fino a concorrenza del suo ammontare. Entrambi i regimi di detrazione/deduzione non sono cumulabili né fra loro, né con altre analoghe agevolazioni fiscali, previste a fronte delle medesime erogazioni liberali. Inoltre nell’ipotesi in cui il soggetto erogatore sia un ente o una società, l’unico regime agevolativo riconosciuto è quello della deducibilità delle erogazioni in denaro o in natura. Anche in questo caso, qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo netto, l’eccedenza potrà essere computata dal donante in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto e fino a concorrenza del suo ammontare.

La normativa di riferimento sulle donazioni è rappresentata da:
• decreto legislativo del 3 luglio 2017 n. 117 “Codice del Terzo settore”: art. 7,33,38,77 comma 5, 79, 82, 83;
• Decreto del 28 novembre 2019 “Erogazioni liberali in natura a favore degli Enti del Terzo Settore”;
• Art. 10 comma 1 del TUIR;
• ART.15 comma 1 del TUIR.

Sono previsti incentivi fiscali per i soggetti che effettuano erogazioni liberali, in denaro o in natura, a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza Coronavirus.

L’articolo 66 del DPCM 17 marzo 2020, n. 18, dispone che:

1. Per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche in favore di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro, e, pertanto, l’importo massimo di donazione agevolabile è pari a 100.000 euro.

Esempio. Se una persona fisica dona 1000,00 € può diminuire il proprio reddito imponibile di 1000 € (ma nel massimo del 30% del complessivo dichiarato) e quindi, a seconda dello scaglione IRPEF applicabile, andare a ottenere un risparmio che aumenta all’aumentare del reddito

2. Per le erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19, effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa:

A. Si applica l’articolo 27 della legge 13 maggio 1999, n. 133 e cioè le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati, per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti sono deducibili dal reddito d’impresa integralmente e non sono soggetti all’imposta sulle donazioni.

B. Ai fini Irap, tali erogazioni sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il versamento. Di conseguenza già da quest’anno.

Esempio. Se un’azienda dona 1000,00 € può considerare questa cifra un costo e diminuire di conseguenza l’utile su cui si pagano le imposte dell’intera donazione, senza limiti. Non sono quindi previsti limiti all’importo deducibile.In sintesi:
– donazioni di privati: detrazione del 30% fino a 30.000 euro
– donazioni di imprese: deducibili integralmente dal reddito d’impresa senza limiti + deducibili dall’IRAP già quest’anno

Affinché il contribuente possa portare in deduzione o detrazione la somma erogata è necessario che questa sia transitata da un intermediario finanziario, cioè si sia utilizzato o il canale postale (bollettini, ad esempio) o quello bancario (bonifico, assegno, carte di credito, di debito, pagamenti online). Ciò che bisognerà portare al proprio commercialista o al CAF è l’evidenza postale o bancaria (inclusi estratti conti postali, bancari e della carta di credito). Non si può pertanto usufruire di agevolazioni fiscali per donazioni in contanti e per donazioni non tracciate. I donatori di Specchio d’Italia possono richiedere alla fondazione una ricevuta, scrivendo a info@specchioditalia.org. Per le donazioni effettuate online sul nostro sito non è necessario richiedere la ricevuta: viene automaticamente inviata via mail pochi secondi dopo la donazione (controllare anche la casella Spam).

La deduzione riduce l’imponibile e agisce dunque prima del calcolo dell’imposta. Con la riforma per le donazioni effettuate dal 1° gennaio 2018 a favore di Onlus, (art. 83 del Dlgs 117/2017), se il donatore è una persona fisica può dedurre la donazione, senza limiti assoluti, ma entro il 10% del reddito complessivo dichiarato.

Esempio. Se una persona fisica dona 100,00 € può diminuire il proprio reddito imponibile di 100 € (ma nel massimo del 10% del complessivo dichiarato) e quindi, a seconda dello scaglione IRPEF applicabile, andare a ottenere un risparmio che aumenta all’aumentare del reddito

Se il donatore è una azienda può dedurre senza limiti assoluti fino ad un massimo del 10% del reddito complessivo dichiarato. La stessa agevolazione è prevista per la donazione tra associazioni e, in generale, per le donazioni a onlus da parte di società. Nel caso in cui il reddito complessivo dichiarato venga decurtato da ulteriori deduzioni in misura tale che la deduzione di cui si avrebbe diritto (per la donazione) non può essere interamente goduta, l’azienda donatrice può portarsi in deduzione quanto non utilizzato negli anni successivi fino al quarto successivo alla prima dichiarazione.

Esempio. Se un’azienda dona 1000,00 € può considerare questa cifra un costo e diminuire di conseguenza l’utile su cui si pagano le imposte.

I versamenti in contanti e i versamenti anonimi non sono deducibili fiscalmente. Per godere delle agevolazioni è necessario che la donazione sia effettuata con bonifico bancario, bancomat o carta di credito, assegni bancari e circolari, conto corrente postale oppure con un versamento online. Ciò che bisognerà portare al proprio commercialista o al CAF è l’evidenza postale o bancaria (inclusi estratti conti postali, bancari e della carta di credito). Non si può pertanto usufruire di agevolazioni fiscali per donazioni in contanti e per donazioni non tracciate. I donatori di Specchio d’Italia possono richiedere alla fondazione una ricevuta, scrivendo a info@specchioditalia.org. Per le donazioni effettuate online sul nostro sito non è necessario richiedere la ricevuta: viene automaticamente inviata via mail pochi secondi dopo la donazione (controllare anche la casella Spam).

La detrazione riduce l’imposta: si agisce quindi sull’imposta lorda calcolata e si arriva all’imposta netta dovuta. Con la riforma per le donazioni effettuate dal 1° gennaio 2018 a favore di onlus (art. 83 del Dlgs 117/2017) è consentito alle persone fisiche scegliere tra due differenti ed alternativi incentivi fiscali. La deduzione, oppure la detrazione dall’IRPEF del 30% della donazione fino ad un massimo di € 30mila (cioè 100.000 € di donazione).

Esempio. Se una persona fisica dona 100,00 € può togliere dalle tasse dovute 30,00 €

Meglio dedurre o detrarre? Per redditi superiori a 29mila euro è più conveniente applicare la deduzione.

I versamenti in contanti e i versamenti anonimi non sono detraibili. Per godere delle agevolazioni fiscali è necessario che la donazione sia effettuata con bonifico bancario, bancomat o carta di credito, assegni bancari e circolari, conto corrente postale oppure con un versamento online. Ciò che bisognerà portare al proprio commercialista o al CAF è l’evidenza postale o bancaria (inclusi estratti conti postali, bancari e della carta di credito). Non si può pertanto usufruire di agevolazioni fiscali per donazioni in contanti e per donazioni non tracciate. I donatori di Specchio d’Italia possono richiedere alla fondazione una ricevuta, scrivendo a info@specchioditalia.org. Per le donazioni effettuate online sul nostro sito non è necessario richiedere la ricevuta: viene automaticamente inviata via mail pochi secondi dopo la donazione (controllare anche la casella Spam).

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