Aiuti agli anziani in difficoltà, “Forza Nonni” sbarca a Trieste

Linda Caglioni
Il Piccolo, 04/07/2021

È nato all’inizio della pandemia e, dopo essersi esteso a diverse città italiane, approda adesso anche a Trieste. Si tratta del progetto “Forza Nonni!”, un’iniziativa che offre agli anziani over75 non solo un supporto economico, ma anche amicizia, attenzione e condivisione.

«Proporla a Trieste, in sinergia con una testata di grandi tradizioni come Il Piccolo e con il gruppo editoriale Gedi, è per “Specchio d’Italia” un momento di orgoglio. Sapremo essere vicini anche alla comunità giuliana», spiega Lodovico Passerin d’Entreves, presidente della Fondazione Specchio d’Italia, la realtà benefica del gruppo editoriale Gedi che ha sviluppato, a livello nazionale, le attività della Fondazione Specchio dei tempi, attiva da 65 anni in Piemonte ma anche a livello mondiale con progetti di cooperazione in Asia, Africa ed America latina.

L’obiettivo pratico è tendere una mano in aiuto degli anziani che, per età o per condizioni di salute, si sono ritrovati ai margini della società e magari anche della loro stessa famiglia. In che modo? Attraverso un elemento molto semplice: quello della presenza costante in caso di bisogno. I volontari di “Specchio d’Italia” si offrono infatti di stare accanto alle persone anziane anche solo attraverso una telefonata, mostrandosi pronti a intervenire di fronte a situazioni critiche, che richiedono un aiuto immediato, come l’acquisto di un paio di occhiali, di un tutore o di un medicinale non passato dalla mutua.

La forza di questa iniziativa sta anche in altre due misure che hanno il vantaggio di dare un riscontro immediato: la borsa della spesa che ogni due settimane l’anziano riceve a casa sua e il supporto previsto per quattro ore mensili di una collaboratrice domestica. Per chi abbia voglia di sfogarsi, un altro aspetto prezioso è rappresentato dalla messa a disposizione di una psicologa specializzata nelle tematiche della Terza Età, con cui possono essere concordati consulti telefonici.

Quando le vacanze natalizie si avvicinano, tutti gli anziani coinvolti nel progetto “Forza Nonni!” ricevono poi un assegno da 500 euro, pensato come un contributo alle spese di riscaldamento. Trattasi di servizi gratuiti, destinati agli over 75 residenti nel comune di Trieste che abbiano un Isee inferiore a 12 mila euro. Le richieste possono essere inoltrate (con dichiarazione Isee, copia di un documento di identità e numero telefonico) all’indirizzo info@specchioditalia.org.

Nel capoluogo giuliano, “Specchio d’Italia” gestisce attualmente le elargizioni effettuate dai lettori del Piccolo, sia attraverso il canale tradizionale degli sportelli del gruppo Unicredit sia attraverso il portale online occupandosi anche dell’inoltro dei versamenti agli enti beneficiati.

Nasce un portale online per le Elargizioni de Il Piccolo

Gianpaolo Sarti
Il Piccolo di Trieste, 03/05/2021

Le elargizioni del Piccolo si rinnovano, fedeli a una grande storia iniziata più di cent’anni fa, ed entrano nella grande famiglia della Fondazione “Specchio d’Italia”. Da oggi fare beneficenza attraverso il quotidiano diventa più agevole: il lancio del portale ilpiccolo.specchioditalia.org consente di versare direttamente online. E diventa fiscalmente vantaggioso: gli importi si possono detrarre dalle tasse. Nulla cambia, però, per chi è abituato a recarsi allo sportello: il tradizionale servizio rimane immutato.

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C’è un’altra novità, come spiega il vicepresidente operativo di “Specchio d’Italia” Angelo Conti, ed è l’avvio a Trieste di veri e propri progetti di beneficenza da affidare a una onlus del territorio. Si comincerà con “Forza nonni”, dedicato agli anziani che hanno bisogno di sostegno, e con “Forza ragazzi”, riservato al dopo scuola degli studenti.

Conti, il Piccolo è anche solidarietà, un ponte tra i lettori e chi ha bisogno di aiuto.

«Sì, esatto. Il Piccolo continuerà a fare da tramite tra i triestini che desiderano aiutare un ente, un ospedale o un’associazione e quell’ente, quell’ospedale, quell’associazione. Il giornale, come è sempre stato, si impegna a trasferire in breve tempo il denaro versato al destinatario finale».

Sono somme importanti.

«Negli ultimi dieci anni 250 realtà hanno beneficiato delle elargizioni al quotidiano. L’anno scorso sono stati donati 180 mila euro, mentre la media dell’ultimo decennio si aggira attorno ai 250 mila».

Cosa cambia adesso?

«Il Piccolo elargizioni entra nel coordinamento di “Specchio d’Italia”, la fondazione solidale del gruppo Gedi per le testate del Gruppo. Si porta avanti così il concetto di “giornale di comunità”, nello spirito dello “Specchio dei tempi” della Stampa di Torino, con una gestione più razionale e strutturata del flusso di denaro. Ma soprattutto mettiamo in campo due novità: la prima è la deducibilità fiscale delle donazioni, la seconda e che nascerà un sistema di donazioni online all’indirizzo ilpiccolo.specchioditalia.org. Si potrà quindi versare attraverso il web utilizzando ad esempio la carta di credito o Paypal».

In quali città, oltre a Torino, siete operativi?

«Siamo operativi a Milano, Roma, Genova e Bari. Ci sono progetti anche a Sassari e a Venezia a fianco delle piccole imprese colpite dall’emergenza Covid. Come “Specchio d’Italia” abbiamo aiutato 760 aziende erogando circa 2 milioni e 500 mila euro».

A Trieste avete l’intenzione di promuovere direttamente alcuni progetti sul territorio?

«Ora stiamo lavorando per individuare un partner locale serio e affidabile con cui collaborare per realizzare “Forza nonni”, a favore delle persone anziane, e “Forza ragazzi”, per il dopo scuola degli studenti. Si comincia entro l’estate proprio con gli anziani della città che aiuteremo offrendo borse della spesa, assistenti familiari e supporto psicologico. Ci sarà inoltre la possibilità di attivare alcuni volontari che seguiranno personalmente le persone più sole e in difficoltà con colloqui telefonici anche quotidiani. Con questo progetto possiamo partire non appena individuiamo il partner».

E “Forza ragazzi”?

«È pensato in particolare per i giovani che vivono situazioni di disagio e marginalità. Il primo esperimento è stato attuato a Torino, sei anni fa, nell’ex villaggio Olimpico occupato da famiglie di migranti. Era una sorta di terra di nessuno. Noi siamo entrati in questo contesto riuscendo ad attuare iniziative e attività per i bambini e i ragazzi. Ma con i giovani lavoriamo anche a Genova, a Fegino, a Roma nei quartieri di San Basilio e Bastogi. Così a Japigia a Bari. Ora dunque si lavora su Trieste: inizialmente saremo noi, come fondazione, a sostenere i progetti. Poi i lettori triestini potranno contribuire personalmente con le loro elargizioni».

La Fondazione “Specchio d’Italia” è presente anche all’estero con iniziative di solidarietà internazionali.

«Esattamente. Siamo presenti in quattro Paesi: in Sri Lanka, dove seguiamo varie scuole; in Somaliland, nel Corno D’Africa, dove abbiamo costruito un ospedale pediatrico; in Ruanda, a Kigali, esiste invece un progetto per i bimbi che vivono nella foresta e non possono andare a scuola. Siamo anche presenti in Myanmar con una onlus specializzata nei servizi ambulatoriali mobili su jeep e barche. Al confine con la Thailandia aiutiamo i profughi in fuga».

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Il sogno di Mirella: due scarpe nuove

Angelo Conti
La Repubblica, 03/05/21

“Il Papa e Specchio d’Italia: i soli che hanno pensato a me, in questi anni di povertà e solitudine”. Mirella ha 80 anni, vive a Roma, a Bastogi “il quartiere dove non vorrei proprio abitare”. È una degli over 80 che Specchio d’Italia ha adottato nella capitale, per offrire a loro una vecchiaia un poco più serena. E Mirella si commuove quando ringrazia per quella borsa della spesa che arriva ogni 15 giorni e per la Tredicesima dell’Amicizia che quest’anno ha conosciuto per la prima volta: “Ci voleva proprio. Ero spaventata da una maxi bolletta della luce, che non sarei riuscita a pagare”. Poi aggiunge: “Aspetto già il prossimo Natale: con la vostra Tredicesima stavolta mi comprerò un paio di scarpe nuove, sono anni che non lo posso fare”.

E ricorda anche l’aiuto del Papa che, ogni anno, fa avere una piccola somma ai più poveri di quella parrocchia di periferia. “Nessun altro, oltre a Specchio d’Italia ed al Papa, pensa a me e vivere con una pensione di 600 euro al mese è proprio difficile”. Quella di Mirella è stata una vita minata fin dal primo minuto: “Mentre nascevo l’ostetrica ha sbagliato qualcosa: mi sono ritrovata con l’omero spezzato in tre punti, praticamente paralizzato, e con danni irreversibili al nervo ottico, danneggiato anche lui durante il parto”. Un’esistenza in salita, comunque affrontata con coraggio, fra un lavoro e l’altro, tutti in nero, senza l’ombra di un contributo. “Ho fatto la fioraia ambulante, la commessa e la donna delle pulizie. Era difficile pulire le scale con il braccio destro paralizzato, ma sono arrivata a farne persino 19 al giorno. Avevo sei figli da crescere…”.

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Di quei sei figli ne sono rimasti cinque. “Ne ho persa una che aveva 40 anni. Mi ha lasciato quattro nipoti. L’ultimo ha voluto farlo nascere rifiutando la chemioterapia ed ha pagato con la morte l’enorme affetto verso un figlio che non ha poi visto crescere”. La famiglia di Mirella è numerosissima con 9 pronipoti e 27 nipoti. “Tanti, ma in realtà sono sola. Ho un figlio che abita a Roma e che mi viene a trovare quando sto male, ma gli altri sono sparsi per l’Italia. Ho ancora un fratello che mi vuole bene, ma lavora e vive in Olanda, troppo lontano”.

A Bastogi, forse il quartiere più difficile di Roma, è arrivata per quello che doveva essere un passaggio di un anno, nel 1994. “Ero in emergenza abitativa. Ho subito fatto domanda per una casa popolare in un quartiere più vivibile, ma sono 26 anni che l’aspetto. A Roma può succedere…”. E racconta di notti di paura, con qualcuno che cercava di forzare la sua porta: “Ho fatto montare un’inferriata ed ora vivo un poco più tranquilla, in giornate sempre uguali”. Senza televisione “perché sono stufa di notizie tristi”, e con il telefonino sempre in mano “perché mi piacciono ancora i giochi, quelli semplici, con le palline, i birilli ed i colori. Un modo per non pensare al mondo là fuori, che non è più il mio”.

Da giugno i nostri progetti arrivano a Trieste

Angelo Conti

Trieste sarà la settima città italiana ad ospitare progetti di Specchio d’Italia. La scorsa settimana abbiamo infatti incontrato il direttore della testata giuliana, Omar Monestier, mettendo le basi di una prossima collaborazione. Da inizio giugno ci occuperemo di ottimizzare le donazioni dei triestini verso gli enti locali e subito dopo lanceremo su Trieste il progetto “Forza Nonni”, in aiuto degli over 80 più fragili.

Dopo Roma, Milano, Genova, Bari, Venezia e Sassari è ora la volta di questa città, meravigliosa per il suo stile e la sua eleganza, ma colma di ricordi anche tristi. Fieri di essere presto anche qua.

#ForzaNonni a Roma, per gli anziani di Bastogi

Angelo Conti

A Roma, nel difficilissimo quartiere di Bastogi, Specchio d’Italia assiste una decina di anziani, in condizioni molto precarie. Due volte al mese una spesa, la disponibilità di una colf, l’assistenza telefonica costante, un aiuto psicologico a richiesta, la Tredicesima dell’amicizia a Natale. Tutti modi per dire ai nostri nonni “non siete soli”. Anche a Roma.

Con il supporto logistico di “Amici dei bimbi onlus”.

Bari, così da sei mesi doniamo speranza

Angelo Conti

Specchio d’Italia è arrivato a Bari nell’autunno dello scorso anno. Forte dell’esperienza maturata in 65 anni da Specchio dei tempi, la fondazione gemella che ha sede a Torino. E ci è arrivata consegnando  20 “Tredicesime dell’amicizia”, cioè altrettanti assegni da 300 euro, ad anziani della Parrocchia San Sabino.

Ma i progetti di Specchio d’Italia a Bari vanno oltre queste due prime iniziative. La fondazione sostiene infatti ormai da mesi le attività dell’Associazione Eden e dell’Associazione Touplay.  

Nel primo caso, quello dell’Associazione Eden, nel quartiere Japigia, si tratta di sostenere le spese per l’accesso al doposcuola ed all’aiuto compiti a favore di una ventina di bambini che frequentano le scuole primarie, oltre ad una fornitura di 10 tablet per aiutare l’alfabetizzazione digitale dei più piccoli.

Nel secondo caso, quello dell’Associazione Touplay  nel quartiere Libertà, Specchio è attivo nel garantire la copertura dei costi dei locali che ospitano le attività di doposcuola e quelle dei laboratori che ogni giorno accolgono una quarantina di bambini delle primarie.

Sempre a Bari, la Fondazione Specchio d’Italia ha avviato il progetto FORZA NONNI! che prevede assistenza ed aiuti agli anziani, prevalentemente over 80, più in difficoltà. Si tratta di due borse della spesa al mese, 4 ore di una colf, telefonate solidali del nostro staff di volontari, disponibilità di una psicologa.

Da oggi #ForzaNonni arriva a Bari

Angelo Conti

Specchio d’Italia inaugura oggi il suo progetto “Forza nonni!” anche a Bari. La fondazione che rappresenta il brand nazionale di “Specchio dei tempi”, la sigla della generosità piemontese vicina alla Fondazione Agnelli ed al Gruppo Editoriale Gedi, ha iniziato ad operare nel barese nell’autunno scorso ed ha gradatamente implementato le sue attività.

Primo passo è stato il sostegno economico a due attività contro la dispersione scolastica (che replicano analoghe iniziative di Specchio d’Italia a Torino, Milano, Geova e Roma) nello Spazio 13 nel quartiere Libertà e nei locali dell’Associazione Eden di viale Japigia. Con un team barese, Specchio d’Italia ha avviato anche lo sviluppo di un gioco educativo di ruolo per favorire l’inclusione dei bambini, specie stranieri, che frequentano le scuole elementari, avviandoli ad una più profonda conoscenza del territorio ed educandoli ai principi di una corretta cittadinanza.

A dicembre c’era stato il primo intervento a favore degli anziani più fragili con la distribuzione, in occasione del Natale,  di trenta aiuti economici (300 euro ciascuno) ad altrettanti anziani in particolare difficoltà, che vivono nella zone di Punta Perotti. Da oggi scatta invece “Forza Nonni” che ha come obiettivo quello di sostenere un gruppo di over 80 nelle difficoltà di ogni giorno. Una iniziativa resa concreta dalla consegna di due spese gratuite a settimana, dalla disponibilità per 4 ore al mese di una collaboratrice domestica, dall’assistenza settimanale telefonica da parte di un volontario dedicato, dalla possibilità di attivazione  rapida di una psicologa specialista nell’assistenza alla Terza Età, dalla disponibilità a condividere (e se possibile a risolvere) ogni tipo di problema.

Forza Nonni, non siete soli

Angelo Conti

“Forza nonni!” è un progetto della Fondazione Specchio d’Italia nato dopo lo scoppio della pandemia. Quando ci si è improvvisamente resi conto che i più anziani erano diventati molto più fragili, e non solo – purtroppo – perché morivano. La loro vita si era improvvisamente complicata e tutto era diventato più difficile: dal fare la spesa a ritirare un farmaco, sino a mantenere un minimo di relazioni umane con i figli ed i nipoti. Solitudini profonde, percorse dalla paura ma anche dalla disperazione. La Fondazione Bersezio ci è stata subito vicina, con un importante contributo, condividendo il progetto con entusiasmo.

E così Specchio d’Italia si è messo in moto individuando gli  “over 80” più deboli e più soli, avviando un programma di assistenza a Milano, Roma, Genova, Bari e Torino che si è concretizzato con la consegna delle Tredicesime dell’Amicizia a dicembre (un assegno da 300 euro per rendere meno triste il Natale), la donazione di due spese al mese lasciate sullo zerbino, l’assistenza per 4 ore al mese di una collaboratrice domestica, una costante presenza telefonica garantita dal gruppo volontari di Specchio d’Italia e, all’occorrenza, anche un supporto psicologico. Inoltre, nell’ambito del programma di Alternanza Scuola-Lavoro, gli studenti degli indirizzi comunicazione di alcuni licei classici raccoglieranno in un volume le “memorie” degli anziani assistiti, così da non disperdere questo prezioso patrimonio di conoscenza ed esperienza. Tutti modi per continuare a dire “Forza nonni! Non siete soli!”. 

Il Presidente di Specchio d’Italia, Lodovico Passerin d’Entreves, ha sottolineato la validità dell’iniziativa: “L’obiettivo non è tanto quello di offrire un supporto economico, che pure viene fornito ed è importante, quanto soprattutto quello di condividere le difficoltà di persone che, troppo spesso, dopo una vita intensa e di lavoro si ritrovano sole. La consegna di una spesa ogni due settimane, la disponibilità di una colf, le telefonate dei volontari, la disponibilità di una psicologa sono tutti elementi capaci di cambiare la vita a persone che non devono sentirsi emarginate”.