“Trieste che riparte”, arriva il bando che aiuta le piccole imprese

Il Piccolo, 06/10/2021

100.000 euro i fondi disponibili. 50 i sussidi finanziati.

Duemila euro per ogni piccola impresa che prova a rialzarsi dopo il lockdown. Arriva anche a Trieste il bando di Specchio d’Italia: un progetto con cui la fondazione del Gruppo Editoriale GEDI ha già sostenuto centinaia di micro-aziende in tutto il Paese. Da Sassari a Venezia passando per il Piemonte, i sussidi a fondo perduto stanziati da Specchio sono un’iniezione di speranza per le attività che più hanno sofferto a causa del Covid.

Artigiani, commercianti e imprenditori: tutti possono candidarsi, se nel 2020 hanno avuto ricavi inferiori ai 40 mila euro. Il bando apre il 19 ottobre e c’è tempo fino al 2 novembre. Per partecipare basterà compilare un modulo online, allegando i documenti richiesti.  Poi in pochi giorni la giuria esaminerà le domande pervenute e sceglierà i vincitori, che saranno avvisati dal 13 novembre in avanti. Ne saranno premiati 50, grazie alle donazioni già pervenute (ma la raccolta fondi continua) e ogni centesimo servirà per aumentare il numero degli assegni disponibili. Gli aiuti saranno erogati entro un mese dal lancio dell’iniziativa, perché chi si trova in vera difficoltà non può aspettare e Specchio d’Italia lo sa bene.

La fondazione è nata durante la pandemia dall’esperienza di Specchio dei tempi, una ONLUS che da sessant’anni opera in contesti di emergenza e povertà. A Trieste Specchio d’Italia ha avviato un progetto a sostegno degli anziani più fragili e a breve darà il via a corsi di formazione sull’informatica di base rivolti ad over 60. A Natale donerà le Tredicesime dell’Amicizia, un contributo di 300 € agli anziani poveri e soli.

Da giugno 2021 è braccio solidale de Il Piccolo, con la gestione delle tradizionali elargizioni, ora possibili anche online.

Sarà possibile partecipare al bando a partire dal 19 ottobre

Il bando è realizzato in collaborazione con

Nasce un portale online per le Elargizioni de Il Piccolo

Gianpaolo Sarti
Il Piccolo di Trieste, 03/05/2021

Le elargizioni del Piccolo si rinnovano, fedeli a una grande storia iniziata più di cent’anni fa, ed entrano nella grande famiglia della Fondazione “Specchio d’Italia”. Da oggi fare beneficenza attraverso il quotidiano diventa più agevole: il lancio del portale ilpiccolo.specchioditalia.org consente di versare direttamente online. E diventa fiscalmente vantaggioso: gli importi si possono detrarre dalle tasse. Nulla cambia, però, per chi è abituato a recarsi allo sportello: il tradizionale servizio rimane immutato.

Dona online

C’è un’altra novità, come spiega il vicepresidente operativo di “Specchio d’Italia” Angelo Conti, ed è l’avvio a Trieste di veri e propri progetti di beneficenza da affidare a una onlus del territorio. Si comincerà con “Forza nonni”, dedicato agli anziani che hanno bisogno di sostegno, e con “Forza ragazzi”, riservato al dopo scuola degli studenti.

Conti, il Piccolo è anche solidarietà, un ponte tra i lettori e chi ha bisogno di aiuto.

«Sì, esatto. Il Piccolo continuerà a fare da tramite tra i triestini che desiderano aiutare un ente, un ospedale o un’associazione e quell’ente, quell’ospedale, quell’associazione. Il giornale, come è sempre stato, si impegna a trasferire in breve tempo il denaro versato al destinatario finale».

Sono somme importanti.

«Negli ultimi dieci anni 250 realtà hanno beneficiato delle elargizioni al quotidiano. L’anno scorso sono stati donati 180 mila euro, mentre la media dell’ultimo decennio si aggira attorno ai 250 mila».

Cosa cambia adesso?

«Il Piccolo elargizioni entra nel coordinamento di “Specchio d’Italia”, la fondazione solidale del gruppo Gedi per le testate del Gruppo. Si porta avanti così il concetto di “giornale di comunità”, nello spirito dello “Specchio dei tempi” della Stampa di Torino, con una gestione più razionale e strutturata del flusso di denaro. Ma soprattutto mettiamo in campo due novità: la prima è la deducibilità fiscale delle donazioni, la seconda e che nascerà un sistema di donazioni online all’indirizzo ilpiccolo.specchioditalia.org. Si potrà quindi versare attraverso il web utilizzando ad esempio la carta di credito o Paypal».

In quali città, oltre a Torino, siete operativi?

«Siamo operativi a Milano, Roma, Genova e Bari. Ci sono progetti anche a Sassari e a Venezia a fianco delle piccole imprese colpite dall’emergenza Covid. Come “Specchio d’Italia” abbiamo aiutato 760 aziende erogando circa 2 milioni e 500 mila euro».

A Trieste avete l’intenzione di promuovere direttamente alcuni progetti sul territorio?

«Ora stiamo lavorando per individuare un partner locale serio e affidabile con cui collaborare per realizzare “Forza nonni”, a favore delle persone anziane, e “Forza ragazzi”, per il dopo scuola degli studenti. Si comincia entro l’estate proprio con gli anziani della città che aiuteremo offrendo borse della spesa, assistenti familiari e supporto psicologico. Ci sarà inoltre la possibilità di attivare alcuni volontari che seguiranno personalmente le persone più sole e in difficoltà con colloqui telefonici anche quotidiani. Con questo progetto possiamo partire non appena individuiamo il partner».

E “Forza ragazzi”?

«È pensato in particolare per i giovani che vivono situazioni di disagio e marginalità. Il primo esperimento è stato attuato a Torino, sei anni fa, nell’ex villaggio Olimpico occupato da famiglie di migranti. Era una sorta di terra di nessuno. Noi siamo entrati in questo contesto riuscendo ad attuare iniziative e attività per i bambini e i ragazzi. Ma con i giovani lavoriamo anche a Genova, a Fegino, a Roma nei quartieri di San Basilio e Bastogi. Così a Japigia a Bari. Ora dunque si lavora su Trieste: inizialmente saremo noi, come fondazione, a sostenere i progetti. Poi i lettori triestini potranno contribuire personalmente con le loro elargizioni».

La Fondazione “Specchio d’Italia” è presente anche all’estero con iniziative di solidarietà internazionali.

«Esattamente. Siamo presenti in quattro Paesi: in Sri Lanka, dove seguiamo varie scuole; in Somaliland, nel Corno D’Africa, dove abbiamo costruito un ospedale pediatrico; in Ruanda, a Kigali, esiste invece un progetto per i bimbi che vivono nella foresta e non possono andare a scuola. Siamo anche presenti in Myanmar con una onlus specializzata nei servizi ambulatoriali mobili su jeep e barche. Al confine con la Thailandia aiutiamo i profughi in fuga».

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