Doposcuola in Lucania

Le periferie non sono solo quelle delle metropoli. Ci sono angoli d’Italia che per la loro marginalità geografica diventano periferie essi stessi e dove anche organizzare un doposcuola è impresa originale. E’ quanto sta accadendo a Sant’Arcangelo di Lucania, 7 mila abitanti, dove i ragazzini che vivono nella parte più povera del centro storico, sono finalmente seguiti da educatrici, tre, organizzate dall’Associazione Art Digital Emotion, con sede nel vicino comune di Teana, e finanziata da Specchio d’Italia.

“Senza questo aiuto non avremmo potuto fare nulla” racconta la referente del gruppo, Benedetta Cironi dal Tirolo, in Austria, dove lavora come assistente d’Italiano in un Liceo. Vi stupite? Non dovete: il presidente dell’associazione, per dire, vive a Roma. Il progetto di Sant’Arcangelo ha le sue radici in una community di Facebook nata durante il lockdown, che vedeva Benedetta Cironi tra i protagonisti. “Ero a sant’Arcangelo in quel periodo – racconta l’insegnante – ed avevo come vicino di casa un ragazzino immigrato di 10 anni che frequentava con il progetto Sprar l’ultimo anno delle elementari e non sapeva né leggere né scrivere”.

Benedetta si è rivolta a “Digitali e Uguali”, l’iniziativa portata avanti da Specchio insieme al Gruppo Gedi per donare computer agli studenti bisognosi. Benedetta ha chiesto aiuto e abbiamo risposto, contribuendo a creare un progetto estivo che ha coinvolto durante la pandemia una ventina di bambini di Sant’Arcangelo per tre mesi. Finita l’estate, l’iniziativa è stata rifinanziata, riprogrammata, ed è stato coinvolto il Comune che ha messo a disposizione i locali della biblioteca civica: gli studenti coinvolti sono saliti a 30 (elementari e medie). Le maestre da due a tre. E ora? Pur essendo al telefono, sembra di vedere il sorriso di Benedetta: “Se Sant’Arcangelo è il primo esempio di doposcuola, ora guarderemo ai comuni limitrofi: Francavilla, Villa D’Agri. Vogliamo continuare a crescere”.

Il sogno di Richi

Il mio sogno? Avere una gamba bionica per poter fare una vita normale”. Riccardo Battista, per tutti Richi, capelli rasati per la chemio, una passione per la bicicletta, compirà 21 anni il 24 novembreNon ha più la gamba destra: gliel’hanno appena amputata. Una liberazione: “Il dolore era insopportabile – racconta – e dopo quasi quattro anni di sofferenza per il tumore che si è anche allargato ai polmoni, non ne potevo più”.

Lo dice con una calma che spiazza. Sta vivendo un calvario fatto di diagnosi severe, interventi chirurgici, più di cinquanta chemioterapie, un trapianto di cellule staminali, continui viaggi tra Sanremo e Pisa per seguire interminabili cure. E tanto dolore. Così i medici hanno deciso per l’amputazione: una notizia che nessun ragazzo e nessun genitore vorrebbe mai sentire, arrivata dopo che, sopra le cicatrici, è uscita un’escrescenza di carne. La gamba non si poteva più salvare.

Così Richi si è fatto coraggio pensando alla sua nuova gamba bionica. Ma servono 150 mila euro.

E la sua famiglia (papà Luigi è muratore, mamma Miriam faceva le pulizie in un centro commerciale, ma si è licenziata per seguire il figlio e la sorellina Silvia di 12 anni, che ha perso tanti giorni di scuola perché ha dovuto seguirli nei viaggi in ospedale). “Mi sento un peso, non esco più con gli amici: mi sarebbe piaciuto fare l’allenatore di mountain-bike per bambini. Ora spero solo di poter tornare a camminare e, magari, salire su una bicicletta”, dice Richi.

Un ginocchio gonfio: tutto è iniziato con quella che sembrava una banale caduta dalla bicicletta. Era l’aprile 2018: Richi aveva 17 anni e una passione per la bici downhill. Invece erano i primi sintomi di un osteosarcoma ad alto grado di malignità. Un tumore che ha messo fuori uso la gamba destra dopo due complicati innesti (prima con l’osso di un donatore, poi con una megaprotesi) per cercare di salvare la gamba. Le cellule tumorali si sono spostate anche nei polmoni. La sfortuna lo ha fatto crescere troppo in fretta e ora desidera solo tornare a vivere come un ragazzo della sua età.

Con mamma Miriam sempre al suo fianco, non si scoraggia e guarda avanti. Ha scelto la gamba dei suoi sogni. “E’ la Genium X3 – Richi la indica, sullo schermo del cellulare, e gli occhi gli si illuminano – Speriamo di riuscire a comprarla: costa di base più di centomila euro, ma con gli “accessori”, ossia il piede, l’articolazione della caviglia e la parte da collegare alla gamba, la cifra aumenta. Se aggiungiamo anche viaggi, visite e cure, si arriva a circa centocinquanta mila euro”. Richi abbassa gli occhi. “Da soli non ce la potremmo mai fare”.

L’amputazione è stata un duro colpo per la famiglia. “Un po’ ce lo aspettavamo – ancora la mamma – ma non si è mai pronti per queste cose. Il problema è nato dalla megaprotesi: andrebbe sostituita, non riesce a piegarla, neppure di pochi gradi, sia di notte che di giorno gli fa male. Ma non si può sostituire perché non ha più né tessuto né muscolatura. E’ importante per lui riuscire a rimettersi in piedi e poter tornare a camminare. Aiutiamo Richi a tornare a vivere come un ragazzo di 20 anni: ha già perso quasi 4 anni tra ospedali, chemioterapie e operazioni invasive. Questa amputazione dovrà esser vista da lui come segno di rinascita, anche se non sarà facile, visto che deve anche tenere sotto controllo i noduli nel polmone sinistro. E’ sempre stato un ragazzo pieno di vita: la sfortuna lo ha fatto crescere troppo in fretta”.

(di Daniela Borghi)

Trieste che riparte

Duemila euro per ogni piccola impresa che prova rialzarsi dopo il lockdown. Arriva anche a Trieste il bando di Specchio d’Italia: un progetto con cui la fondazione dei lettori de Il Piccolo e del Gruppo Editoriale Gedi ha già abbracciato centinaia di micro-aziende in tutto il Paese. Da Sassari a Venezia passando per il Piemonte, i sussidi a fondo perduto di Specchio sono un’iniezione di speranza per le attività che più hanno sofferto a causa del Covid.

Il bando Trieste che riparte offre 50 aiuti da duemila euro ciascuno, coperti grazie a 100 mila euro stanziati dalla fondazione. Ma l’obiettivo è far crescere il numero degli assegni disponibili: aziende, banche e privati, tutti possono sostenere la raccolta, e dare così un supporto concreto ad artigiani, commercianti e imprenditori travolti dalla pandemia. Ogni centesimo donato servirà per aumentare i premi in palio, che verranno assegnati e pagati entro un mese dal lancio dell’iniziativa. Senza perdere tempo, senza burocrazia, come piace a Specchio.

Candidarsi per richiedere un sussidio è semplicissimo, basta cliccare qui. Possono partecipare tutte le imprese di Trieste e provincia. Il bando apre il 19 ottobre e c’è tempo fino al 2 novembre. Poi in pochi giorni la giuria esaminerà le domande pervenute e sceglierà i vincitori, che saranno avvisati dal 13 novembre in avanti.

Intanto proseguono le iniziative che Specchio d’Italia ha attivato in città in collaborazione con il Piccolo: i progetti a sostegno degli anziani più fragili, avviati a inizio anno. I corsi di formazione sull’informatica di base rivolti ad over 60, in partenza nelle prossime settimane. E le Tredicesime dell’Amicizia, un contributo di 300 € agli anziani poveri e soli, che verrà distribuito a Natale.

Tutti gli interventi possono essere sostenuti anche con le tradizionali Elargizioni, che Specchio d’Italia gestisce da giugno per conto del giornale, offrendo un servizio di donazione online (qui disponibile) oltre agli storici sportelli Unicredit.

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Forza Nonni!

Un assegno per pagare le bollette più urgenti, una spesa per riempire il frigo rimasto vuoto, un aiuto nelle pulizie per chi è rimasto solo e non ce la fa più. “Forza nonni!” è un progetto nato dopo lo scoppio della pandemia. Quando ci si è improvvisamente resi conto che i più anziani erano diventati molto più fragili, e non soltanto – purtroppo – perché morivano. La loro vita si era improvvisamente complicata e tutto era diventato più difficile: dal ritirare un farmaco sino a mantenere un minimo di relazioni umane con i figli ed i nipoti.

Solitudini profonde, percorse dalla paura ma anche dalla disperazione. Così ci siamo messi in moto e abbiamo individuato gli “over 80” più fragili di Milano, Roma, Bari e Genova, verificando in modo puntuale ogni singola situazione, e controllando i modelli Isee. Un’esperienza già avviata negli scorsi mesi in Piemonte da Specchio dei tempi, che ora la fondazione Specchio d’Italia replica in altre cinque regioni: il progetto, infatti, è partito anche a Trieste.

Per sostenere i nostri anziani abbiamo avviato un programma di assistenza che prevede, per ogni beneficiario, tre diversi aiuti: la consegna delle Tredicesime dell’Amicizia (il sussidio da 300 euro che ogni Natale, dal 1976, offriamo a migliaia di anziani); la donazione di due spese al mese lasciate sullo zerbino in sicurezza; la assistenza per quattro ore al mese di una collaboratrice domestica. Ma anche una costante presenza telefonica con momenti di condivisione e, all’occorrenza, pure un supporto psicologico. Tutti modi per dire “Forza nonni: non siete soli!”. 

Tredicesime dell’Amicizia

Mirella, che a ottant’anni sogna un paio di scarpe nuove: un lusso che non si può permettere. Deve pagare le bollette arretrate e nessuno dei suoi figli lontani può pensarci. Joseph, che ha perso ogni risparmio per scelte professionali sbagliate. E ora si trascina da una giornata all’altra: le gambe fanno male, il tempo non passa mai, le spese si moltiplicano. Ma la pensione è sempre la stessa: troppo bassa.

Gli anziani che sosteniamo con le Tredicesime dell’Amicizia sono fragili e sfortunati, come Joseph e Mirella. La vita li ha travolti e sono rimasti soli, con gli incubi e il conto in rosso. Abitano nelle periferie più povere d’Italia, a Bari, Crotone, Roma e Palermo. Ma anche nel cuore di Sassari e Trieste, e accanto agli uffici e ai grattacieli di Milano. Non hanno più parenti oppure hanno famiglie così: divise da decenni, distrutte da disgrazie improvvise, angosciate da una povertà quotidiana. Per Natale vogliamo offrire loro la nostra Tredicesima, cioè un contributo di 300 euro, per pagare il riscaldamento e le spese più urgenti. Un regalo che dà speranza. L’unico regalo che riceveranno questi nonni dimenticati da tutti.

Le Tredicesime dell’Amicizia sono nate a Torino nel 1976 e da allora si ripetono puntuali ogni autunno. In 46 edizioni, insieme alla nostra fondazione sorella Specchio dei tempi, che opera in Piemonte, abbiamo già consegnato 76 mila sussidi, per un totale di 29,5 milioni di euro. Dal 2020 Specchio d’Italia porta l’iniziativa in altre otto regioni, grazie alla generosità dei lettori di Repubblica, Il Piccolo e La Nuova Sardegna. Il meccanismo è ovunque lo stesso. Gli anziani e gli enti che li assistono possono presentare richiesta (compilando il modulo qui). Ogni donazione che ci viene affidata diventa immediatamente un aiuto concreto. Più fondi raccogliamo, più nonni abbracciamo.

Terremoto in Centro Italia

Dopo il terremoto del 24 agosto 2016 in Centro Italia siamo stati subito operativi, prima con la fondazione Specchio dei tempi e ora con Specchio d’Italia. Abbiamo scelto Arquata del Tronto, il centro marchigiano più colpito, con 51 morti e devastazioni immani. Il lavoro è stato intenso, in perfetta intesa con l’amministrazione comunale e con la gente del posto con cui è nato un legame fatto di fiducia e di speranza.

Così la nostra nuova ecoscuola antisismica di Arquata ha aperto il 15 settembre 2017: si estende su una superficie di 1000 mq ed ospita materna, elementari e medie. E’ stata realizzata dalla Wolf Haus di Vipiteno, azienda leader nel settore. Pensata per garantire il massimo risparmio energetico ed il minor impatto ambientale, dispone, oltre che di aule, uffici e servizi, anche di una sala informatica, di una cucina industriale e di una mensa. Ogni classe è cablata e dotata di lavagna touch-screen. La struttura è coperta da una garanzia di 50 anni e ha un valore di 2,6 milioni di euro a cui vanno aggiunti i costi di urbanizzazione dell’area. 

Una volta completata la scuola, abbiamo realizzato una palestra proprio accanto, che è stata inaugurata a settembre 2018. È costruita con materiali testati in una “disaster room” che riproduce i più violenti terremoti mai registrati. Si tratta di uno spazio di circa 500 mq, dotato di campo regolamentare di basket e pallavolo, servizi e spogliatoi.

A contribuire sono stati oltre 16 mila donatori da tutto il mondo, ma anche aziende come Reale Foundation e Mail Boxes Etc. In totale sono stati raccolti circa 3,7 milioni di euro. E il nostro impegno per la ricostruzione continua: con un bando finanziato da Reale Immobili S.p.a. e destinato ai piccoli imprenditori, per far rinascere l’economia locale. E con piccoli aiuti concreti per la popolazione, come gli assegni per i nuovi nati: 2000 euro per ogni bimbo.

Doposcuola a Bastogi

Nell’ex residence Bastogi, che ufficialmente non ha nemmeno la destinazione d’uso abitativa, vivono 2000 persone: famiglie principalmente italiane in condizione di fragilità e difficoltà economica. Si stima che in queste palazzine della periferia romana crescano almeno 300 bambini e adolescenti, molti dei quali non sono mai andati a lezioneIn mezzo a queste case stiamo affrontando la nostra sfida più complicata: la lotta alla dispersione scolastica, alla micro e baby criminalità. Povertà, disagio sociale, abusivismo, violazione degli obblighi scolastici sono gli avversari da battere per dare a decine di bimbi un futuro più sereno, nella legalità.

Per essere vicini a questi ragazzi, durante l’Emergenza Coronavirus abbiamo distribuito 60 zainetti con prodotti di cancelleria e libri da leggere. Poi abbiamo ottenuto e realizzato un’aula per ospitare quattro pomeriggi di aiuto compiti a settimana. E l’abbiamo anche arredata secondo le più recenti norme anti-contagio. Il progetto è partito nella primavera 2020, con la preziosa logistica dell’associazione romana Amici dei Bimbi Onlus di Stefano Santini. E comincia a dare importanti risultati di inclusione. Sempre nell’area Bastogi stiamo sostenendo gli anziani in difficoltà con le Tredicesime dell’Amicizia, storica iniziativa con cui da 45 anni aiutiamo i nonni più soli e più poveri. Ognuno riceve un assegno da 300 euro e tutti possono fare richiesta compilando il modulo disponibile qui.

Contemporaneamente all’intervento a Bastogi sono stati finanziati altri due progetti romani: un’attività di pet therapy a favore dei bambini disabili delle scuole primarie (con Antas Onlus) ed un programma di donazione di parrucche alle donne costrette alla chemioterapia nell’Ospedale di Tor Vergata (con l’Arcobaleno della Speranza Onlus).

Scuola Bottega

“Scuola Bottega” è uno storico programma di scuola-lavoro per il recupero della licenza media, avviato 16 anni fa a Milano dalla Cooperativa La Strada e finanziato ora da Specchio d’Italia. L’obiettivo del progetto è recuperare ragazze e ragazzi a forte rischio di dispersione scolastica, contrastando l’abbandono degli studi e accompagnando i giovani alla licenza media. Il percorso didattico ha la durata di un anno e comprende anche esperienze di approccio al mondo del lavoro e laboratori, come quello di panificazione. 

Sono coinvolti 15 alunni tra i 14 e i 17 anni, che frequentano per tutto l’anno la sede della cooperativa e vengono segnalati dalle scuole del territorio, dove restano iscritti.

Il gruppo classe non è dunque omogeneo per età e cammini personali, ma condivide le stesse forti motivazioni e l’obiettivo finale: le singole storie e le competenze di base differenti confluiscono in esperienze comuni, in una quotidianità sempre orientata alla condivisione ed al rispetto, in modalità di apprendimento attivo che ciascuno acquisisce a partire dal proprio bagaglio esperienziale. 

In questo continuo “dialogo” tra la dimensione del gruppo classe e il percorso individuale (che ciascuno verifica presso la propria scuola di provenienza), il tutor, i docenti, persino i datori di lavoro incontrati nei tirocini sono le figure adulte in grado di insegnare competenze e guidare i ragazzi per aiutarli a diventare cittadini onesti e responsabili.

Doposcuola a Fegino

Il Covid ostacola la scuola, i ragazzi e le famiglie. Diventa sempre più difficile realizzare una didattica utile, a misura di bambino. Mancano spazi, tecnologie, persino le presenze umane. Così abbiamo pensato d’intervenire anche a Genova, per realizzare un progetto, avviato a settembre, che è di aiuto compiti e doposcuola, ma che vuole anche essere una concreta presenza accanto ai giovani studenti, ora più che mai soli.

L’iniziativa è stata sviluppata con la collaborazione del Ceis Genova che ha scelto di operare, con Specchio d’Italia che finanzia il progetto, nella zona di Fegino, all’interno del Municipio V Valpolcevera. 

Il crollo del Ponte Morandi prima e la pandemia di Covid-19 poi, hanno messo in grossa difficoltà il quartiere, che fino a qualche anno fa ospitava importanti attività produttive e che adesso ha bisogno di essere sostenuto per non perdere terreno rispetto al resto della città. Fegino è un’area a rischio, con una edilizia a tratti cadente ed a tratti selvaggia. Un’area che ha bisogno di aiuto. 

Nell’oratorio della Chiesa di Sant’Ambrogio di Fegino stiamo sviluppando le prime attività: l’aiuto-compiti per bambini e ragazzi della scuola del primo e secondo ciclo, e i laboratori tematici. Ma a Fegino stiamo abbracciando anche gli anziani più poveri e soli, con le “Tredicesime dell’Amicizia”, che offrono sostegno economico a Natale. E con il progetto “Forza Nonni”, che accompagna gli over80 tutto l’anno, con la consegna della spesa a domicilio, un servizio di pulizia e un supporto quotidiano per chi non ha nessuno.

Per i bimbi e i nonni di Bari

Specchio d’Italia è arrivato a Bari nell’autunno dello scorso anno. Forte dell’esperienza maturata in 65 anni da Specchio dei tempi, la fondazione gemella che ha sede a Torino. E ci è arrivata consegnando 20 “Tredicesime dell’amicizia”, cioè altrettanti assegni da 300 euro, ad anziani della Parrocchia San Sabino.

Ma i progetti di Specchio d’Italia a Bari vanno oltre queste due prime iniziative. La fondazione sostiene infatti ormai da mesi le attività dell’Associazione Eden e dell’Associazione Touplay.  

Nel primo caso, quello dell’Associazione Eden, nel quartiere Japigia, si tratta di sostenere le spese per l’accesso al doposcuola ed all’aiuto compiti a favore di una ventina di bambini che frequentano le scuole primarie, oltre ad una fornitura di 10 tablet per aiutare l’alfabetizzazione digitale dei più piccoli.

Nel secondo caso, quello dell’Associazione Touplay nel quartiere Libertà, Specchio è attivo nel garantire la copertura dei costi dei locali che ospitano le attività di doposcuola e quelle dei laboratori che ogni giorno accolgono una quarantina di bambini delle primarie.

Sempre a Bari, la Fondazione Specchio d’Italia ha avviato il progetto FORZA NONNI! che prevede assistenza ed aiuti agli anziani, prevalentemente over 80, più in difficoltà. Si tratta di due borse della spesa al mese, 4 ore di una colf, telefonate solidali del nostro staff di volontari, disponibilità di una psicologa.

Durante l’estate, la fondazione ha sostenuto le attività dei centri estivi per oltre 110 bambini. Tra queste, il Pirate Camp, dove le attività sono ispirare al mondo dei pirati, e i bimbi crescono tra tesori, burrasche e viaggi di fantasia, imparando a stare insieme come in una vera ciurma.

Bari che riparte

Duemila euro per ogni piccola impresa che prova rialzarsi dopo il lockdown. Arriva anche a Bari il bando di Specchio d’Italia: un progetto con cui la fondazione dei lettori di Repubblica e del Gruppo Editoriale Gedi ha già abbracciato centinaia di micro-aziende in tutto il Paese. Da Sassari a Venezia passando per il Piemonte, i sussidi a fondo perduto di Specchio sono un’iniezione di speranza per le attività che più hanno sofferto a causa del Covid.

Il bando Bari che riparte offre 50 aiuti da duemila euro ciascuno, coperti grazie a 100 mila euro stanziati dalla fondazione. Ma l’obiettivo è far crescere il numero degli assegni disponibili: aziende, banche e privati, tutti possono sostenere la raccolta, e dare così un supporto concreto ad artigiani, commercianti e imprenditori travolti dalla pandemia. Ogni centesimo donato servirà per aumentare i premi in palio, che verranno assegnati e pagati entro un mese dal lancio dell’iniziativa. Senza perdere tempo, senza burocrazia, come piace a Specchio.

Candidarsi per richiedere un sussidio è semplicissimo, basta cliccare qui. Possono partecipare tutte le imprese di Bari e provincia che nel 2020 hanno avuto ricavi inferiori ai 40 mila euro. Il bando apre il 20 settembre e c’è tempo fino al 5 ottobre. Poi in pochi giorni la giuria esaminerà le domande pervenute e sceglierà i vincitori, che saranno avvisati dal 15 ottobre in avanti. Durante il bando, e nei mesi successivi, il lavoro di Specchio d’Italia a Bari proseguirà nei quartieri di Japigia e Libertà, dove la fondazione opera ormai da un anno, sostenendo gli anziani soli e i ragazzi più bisognosi.

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Forza Bimbi!

Giorgia, che a dieci anni non era mai andata a scuola: in pochi mesi le abbiamo insegnato a leggere e a scrivere. Federica, che vive rinchiusa con i genitori agli arresti domiciliari. E al nostro centro estivo ha scoperto la libertà di giocare con gli altri. Marco, che era un ragazzino violento. Veniva al doposcuola per distruggere tutto, ora si ferma a riordinare e ad aiutare i compagni. Poi Gianluca, che è arrivato dallo Sri Lanka a 15 anni senza niente, e ora nella nostra scuola-bottega insegue un sogno: diventare un cuoco, cucinare ricette italiane e cingalesi.

I ragazzi del progetto ForzaBimbi abitano in sperduti paesini calabresi, in mezzo alla Lucania. Ma anche nelle periferie più povere di Bari, Genova, Roma e Milano, a pochi minuti da uffici e aziende dove il mondo corre veloce: mentre loro rischiano di rimanere indietro. Sono bambini e adolescenti nati in quartieri svantaggiati, cresciuti tra disoccupazione, micro-delinquenza e palazzi fatiscenti, in una corsa a ostacoli dove traguardi come il diploma, la laurea e il primo lavoro, sembrano irraggiungibili.

Non è giusto: tutti meritano le stesse opportunità. Per questo ogni giorno siamo accanto a migliaia di Gianluca, Marco, Federica e Giorgia. Li seguiamo nei compiti con nostri educatori; forniamo libri, tablet e cancelleria alle famiglie più bisognose; offriamo laboratori sportivi e teatrali e facciamo educazione civica con i giochi di squadra. A maggio abbiamo consegnato centinaia di computer con il progetto Digitali e Uguali. A giugno e luglio abbiamo accolto nei nostri centri estivi i bimbi che non potevano andare in vacanza. E per tutto l’anno organizziamo gite e uscite didattiche. Portiamo i nostri ragazzi fuori dalle loro periferie, perché possano incontrare altri giovani e altre strade.

Li sosteniamo nello studio perché possano immaginare un futuro diverso. Li aiutiamo a diventare buoni cittadini, perché imparino ad occuparsi degli altri e di chi è più in difficoltà. E magari, un giorno, possano tornare a dare una mano ai bimbi dei loro quartieri.

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