Un Natale sereno a Giuseppina, 92 anni, grazie al progetto “Buon Natale Nonni!”

Giancarlo Zattoni,
La Repubblica, 5/11/2023

“Come è dura la vecchiaia. Sto a malapena in piedi. Mia figlia mi deve sostenere quando andiamo dal fisioterapista, ma il bastone non lo lascio, finché posso non voglio usare la carrozzina. Ho 92 anni: mi sento fragile in casa e insicura quando mi fanno uscire. Il Giambellino è ormai un quartiere pericoloso per i continui furti e le aggressioni. Mi spaventa”.

Giuseppina possiede una notevole lucidità mentale: racconta e ricorda con trasporto una Milano che non c’è più. La vita di ringhiera. Le piccole case di periferia abitate da gente povera, ma laboriosa, unita attorno al nucleo familiare: il piccolo mondo dove ci si prepara ad affrontare le sfide della vita. Sono gli anni confusi e inquieti che precedono il secondo conflitto mondiale, appena celati da una nebbia che si taglia col coltello.

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“Ho sempre vissuto con mamma e papà, e con i miei fratelli che ora non ci sono più. Nata a Lodi, avevo otto anni quando ci siamo trasferiti a Milano, al Ponte Lambro, quartiere operaio, famoso allora per i suoi lavandai. Il periodo della guerra è stato veramente duro. Non si mangiava dal mattino alla sera. Avevamo paura di non esserci da un giorno all’altro, a causa dei bombardamenti”. Nel dopoguerra la svolta. Si torna a vivere e la famiglia al completo si trasferisce nel quartiere del Giambellino. Giuseppina viene assunta da una ditta di telefoni. Vi lavorerà per dieci anni fino alla nascita della figlia avuta dall’amato Giuseppe, sposato dopo lungo fidanzamento.

Mio marito era operaio e guadagnava il minimo necessario per vivere. Nonostante ciò, decidemmo alla nascita della bimba che il mestiere di mamma veniva prima di tutto. Per accudirla lasciai il posto e persi così la possibilità di maturare la pensione. Non me ne sono mai pentita. Nonostante le ristrettezze, abbiamo vissuto una vita allietata dall’armonia familiare”. Nel 1990 scopre il dolore, sempre attuale, di avere perso un figlio spentosi troppo presto. Ora che anche il marito l’ha lasciata, Giuseppina si ritrova a vivere da sola. “La solidarietà di Specchio d’Italia, che mi segue con il progetto “Buon Natale Nonni!”, mi aiuta non solo a pagare le bollette, ma a sentire vicino il cuore gentile e sensibile dei tanti benefattori”.

DONA ORA

Come donare per gli anziani di “Buon Natale Nonni!”

Si può versare qui con carta di credito e Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ETS codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056 oppure con bollettino postale sul conto corrente postale numero 1051722237 intestato a Fondazione Specchio d’Italia, via Brentano 2, 20121, Milano.

Causale: “Buon Natale Nonni!”

Tutti i versamenti, eccetto quelli in contanti, sono fiscalmente deducibili.

Scuola Bottega a Milano, nuova chance per incontrare il mondo del lavoro

Elisabetta Rosso

“Mi ha scritto proprio oggi uno dei nostri ex allievi. Un ragazzo sveglio ma difficile, bocciato due volte. Ora sta facendo il secondo anno di aeronautica, vuole diventare pilota, e mi ha inviato le foto del suo primo volo”, racconta Patrizia Viraghi, educatrice di riferimento di Scuola Bottega. “Il nostro obiettivo è proprio questo”, aggiunge Ilaria Dardano referente del progetto, “aiutare i ragazzi a scoprire le proprie abilità”. Scuola Bottega è un percorso formativo che consente ai ragazzi di ottenere l’esame di licenza media.

Non solo, attraverso laboratori, lezioni, e visite didattiche aiuta i giovani a ritrovare la fiducia nelle proprie capacità, a riprendere gli studi, e orientarsi verso il mondo del lavoro con maggior consapevolezza e nuove competenze. Il progetto è rivolto ai giovani tra i 14 e i 17 anni a rischio di dispersione scolastica. Le segnalazioni partono dalle scuole, dai servizi sociali territoriali, dalla famiglia e dalle comunità educative. Inizia così un nuovo percorso per i 15 ragazzi selezionati.

Giovedì mattina, alle 11.30, abbiamo consegnato insieme al Direttore Paolo Larghi i diplomi e i cappellini da laureato nel cortile della nostra sede in via Piazzetta 2 a Milano – spiega Ilaria Dardano – abbiamo festeggiato la fine di un percorso insieme ai nostri ragazzi”. Più un arrivederci che un addio. Scuola Bottega infatti a partire da quest’anno ha attivato un servizio di monitoraggio, “nei mesi di settembre e dicembre chiameremo i nostri ex allievi per avere aggiornamenti. Un modo per seguirli a distanza e continuare a supportarli nel loro percorso di autorealizzazione”, sottolinea Ilaria Dardano.

Scuola Bottega da due anni è sostenuta da Specchio d’Italia, un progetto che si inserisce in un orizzonte di azione più ampio. La Fondazione infatti è da sempre sensibile al tema della dispersione scolastica, e si sta impegnando a supportare progetti formativi per i giovani in tutto il Paese. Specchio d’Italia è attivo in tredici città, Scuola bottega, insieme a Fuori dai Guai, è il secondo progetto milanese che la Fondazione sostiene. Un modo per investire nel futuro, e permettere ai giovani di dire: “Ce l’ho fatta”!

Milano, avvocati e psicologhe in classe: «Insegniamo ai ragazzi il rispetto»

Lucia Caretti

I nativi digitali sono così, come questi ragazzi della Seconda A. Sanno cos’è un server, come funzionano i video-game in rete, cosa può fare «un malintenzionato bravo al computer». Hanno 12 anni e un telefono pieno di notifiche. Leggono i commenti ai balletti su Tik Tok e temono di essere travolti dall’odio online. «Non siete soli – li rassicura l’avvocato Beatrice Tenucci – siamo qui per aiutarvi a rispettare gli altri e a farvi rispettare, sui social, su WhatsApp e in ogni ambito della vostra vita».

Scuola Media Lombardini, Istituto comprensivo Marcello Candia, quartiere Corvetto. È una mattinata speciale. Niente storia o matematica, tutti in cerchio intorno a tre prof d’eccezione: una civilista e due psicologhe per venti allievi. S’impara a non insultare, non giudicare, accogliere le differenze. Il progetto si chiama Fuori dai guai e offre agli studenti un percorso di tre incontri, per ragionare sul confine tra regole e libertà, e sui rischi di Internet. L’iniziativa favorisce la cultura della legalità e della cittadinanza attiva, lo sviluppo dell’empatia e della gentilezza. È realizzata dalla fondazione Specchio d’Italia (la onlus vicina al Gruppo Gedi) e finanziata dalla Fondazione Baggi Sisini Onlus.

La proposta educativa è curata dal team di psicologhe dello Studio Crescere Insieme: Evelina Molinari, Stefania Ravasi, Elisa Anderloni e Annapaola Primavesi. Con loro, lo studio legale Beatrice Tenucci. Nelle classi coinvolte (due alla Lombardini e due all’Istituto Maffucci), 100 studenti si confrontano con le esperte in piccoli gruppi, attraverso giochi e dibattiti. «Stiamo piantando un seme tra questi banchi di periferia» continua l’avvocato, che da trent’anni si occupa di diritto di famiglia e minorile.

«La metodologia è quella dell’educazione tra pari, per la prevenzione di comportamenti negativi attraverso meccanismi di influenza sociale ed emozionale» chiarisce la psicologa Molinari, che è specializzata sulla scuola. «I ragazzi che lo vorranno andranno nelle altre classi per raccontare questa esperienza e diffondere una cultura inclusiva» prosegue Tenucci. «Nel quartiere c’è un problema di integrazione e i nostri allievi sono molto attenti a questi temi». Basta ascoltarli: sognano un mondo in cui nessuno si deve vergognare per il colore della pelle, per la forma del corpo, per i vestiti che indossa, per il cibo che mangia. Sognano un mondo con meno prese in giro, anche se a volte non sanno come interrompere gli sfottò.

«Ognuno di voi può essere di esempio per gli altri –spiegano le psicologhe ai giovani – abbiate il coraggio di intervenire quando un vostro compagno viene preso di mira in chat. Fermate l’escalation. Voi potete cambiare le cose». «Quando invece qualcuno vi offende –incalza l’avvocato – ricordatevi che farvi rispettare è un diritto ed esistono delle leggi che vi tutelano. Per questo le regole sono importanti: ci danno protezione e se le viviamo in modo positivo ci fanno sentire bene, ci rendono fieri di noi».

Essere in pace con se stessi, pensare prima di agire o condividere qualcosa, per non trovarsi a disagio quando è troppo tardi. Durante le lezioni ci si sofferma su valori ed emozioni, ma anche su consigli pratici, per evitare pericoli sui social e per conoscere i fondamentali del diritto. Perché la teoria non basta: «Il rispetto non ha parole – interviene un alunno di origini asiatiche – se dici una cosa, non vale niente. Il rispetto lo devi dimostrare ogni giorno con i fatti».

Milano, 170 spese donate insieme a Banca Reale

Redazione

Centosettanta spese, per donare centosettanta sorrisi ad altrettanti anziani fragili. A Milano, negli scorsi giorni, Specchio d’Italia ha distribuito 170 pacchi alimentari in collaborazione con Banca Reale. Il progetto è stato realizzato grazie alla generosità dei dipendenti, che hanno voluto destinare la loro strenna natalizia ai nonni più soli.

Un modo per offrire aiuti concreti a chi rischiava di passare persino le feste con la dispensa vuota. Un modo per condividere la gioia del Natale: grazie all’iniziativa, infatti, ogni lavoratore ha potuto “adottare un nonno”. Ogni anziano coinvolto ha ricevuto uno scatolone con 8 kg di beni di prima necessità, tra cui pasta, olio, legumi, pelati. E la visita dello staff di Specchio.

Anche la tua azienda può aiutarci!

A scuola di rispetto per stare «Fuori dai guai»

Francesca Giannotti

Fuori dai Guai, un progetto nato dallo Studio Crescere Insieme, per portare la legalità nelle scuole e insegnare ai ragazzi l’importanza di conoscere le regole ed i propri diritti. Il progetto pilota è stato portato all’interno di due istituti milanesi (Istituto Comprensivo Marcello Candia e l’istituto comprensivo Maffucci) e vede coinvolte due classi medie che attraverso delle figure professionali (una psicologa specializzata nell’età evolutiva, ed un avvocato specializzata nei diritti dei minori) andranno ad esplorare tramite delle attività che coinvolgeranno in maniera attiva i ragazzi, argomenti come il rispetto, la regola, l’empatia, l’inclusione, il cyber bullismo, con l’obiettivo di favorire la cultura del rispetto tra i giovani.

L’approccio peer-to-peer (condivisione tra pari) facilita il coinvolgimento dei ragazzi, i quali porteranno nelle altre classi dell’istituto il know-how acquisito. Il progetto è partito a novembre nell’istituto Marcello Candia di Milano dove, in una prima fase, sono stati coinvolti sia i professori che i genitori con degli incontri conoscitivi. La seconda fase, la ricaduta, verrà invece attivata nel secondo semestre.

In parallelo lo stesso progetto viene portato all’interno dell’istituto Maffucci dove le attività di gruppo con i ragazzi sono programmate per gennaio. L’obiettivo di Specchio d’Italia è quello di portare questo progetto in più istituti per dare ai ragazzi tutti gli strumenti per favorire la cultura del rispetto sia per sé che per gli altri.

Scuola Bottega, obiettivo licenza media

Francesca Giannotti

Famiglie con un passato difficile, povertà, immigrazione, è da qui che arrivano i ragazzi di Scuola Bottega, un progetto di scuola-lavoro che permette ai giovani del quartiere di Corvetto, a Milano, di ricevere il diploma di terza media e che gli offre gli strumenti necessari per approcciarsi al mondo del lavoro.

Ogni anno, le scuole del quartiere segnalano alla Cooperativa La Strada i ragazzi a rischio di espulsione che, dopo un’attenta selezione, fatta tramite dei colloqui individuali e con i genitori, formano una classe di 15 ragazzi da portare al traguardo. Il 18 ottobre di quest’anno, per il secondo anno consecutivo, Specchio d’Italia ha visto entrare in classe un gruppo di giovani, compresi tra i 13 e i 17 anni, provenienti da famiglie e culture molto diverse tra loro, per iniziare questo nuovo anno di sfide.

Il programma prevede non solo un percorso didattico paritario, con l’obiettivo di raggiungere il diploma di terza media, ma offre loro l’opportunità di mettersi alla prova con dei laboratori di falegnameria e panificazione, iniziati rispettivamente l’11 e il 15 di novembre. Queste attività hanno la funzione di aiutare i ragazzi a mettere in pratica la teoria appresa in classe.

Quest’anno è un anno ricco di novità per Scuola Bottega! Per la prima volta, il team di educatori della Cooperativa La Strada, ha deciso di introdurre nelle classi un nuovo approccio visivo per aiutare i ragazzi a visualizzare come il loro comportamento influisce sul loro rendimento scolastico, con l’obiettivo di far capire loro con più facilità dove e come migliorarsi.

Altra novità: si è aggiunto un sedicesimo studente che segue però solo i laboratori, il percorso didattico invece viene proseguito nella sua scuola di origine. Questo esperimento vuole dare la possibilità a ragazzi, non del tutto a rischio di espulsione, di mettere alla prova le proprie capacità mettendo in pratica quanto studiato sui banchi di scuola.

Non mancano ovviamente i colloqui individuali tra ragazzi e gli educatori, essenziali per aiutare i ragazzi più piccoli (9 studenti) nella scelta del liceo più giusto per loro, e i ragazzi più grandi (quest’anno sono 6) che dovranno capire quale tirocinio è più adatto. Il team di educatori e di docenti de La Strada giocano un ruolo essenziale in questo progetto e nell’aiutare questi ragazzi a trovare la propria via.

 

“Scuola Bottega” e “Fuori dai guai”, un futuro per i ragazzi di Milano

La Repubblica, 02/10/2021

Quattro scalini, un portone e una scritta: “Quando non vedi la via, puoi trovare la strada”. È qui, a Scuola Bottega in via Piazzetta 2, che la Fondazione Specchio d’Italia, in collaborazione con l’Associazione La Strada, accoglierà tra qualche settimana una classe di giovani studenti tra i 14 e i 18 anni, segnalati dai dirigenti delle loro scuole di appartenenza.

Questi ragazzi faticano a frequentare i percorsi scolastici tradizionali, lontani dal loro contesto di provenienza e non sempre in grado di comprendere i loro bisogni. Per questo è nata Scuola Bottega, realtà che affianca teoria e pratica, costruendo percorsi formativi ad hoc per ciascuno ragazzo e offrendo tirocini in aziende del territorio.

Lo scorso anno sono stati 12 gli studenti che grazie al progetto sono riusciti a prendere il diploma di terza media e hanno imparato a lavorare il legno, il pane e qualche nozione di meccanica. Tra qualche settimana suonerà di nuovo la campanella: il progetto continua e sarà nuovamente finanziato da Specchio d’Italia, grazie anche alle donazioni dei lettori de la Repubblica.

La Fondazione Specchio d’Italia ha sede a Milano, ma opera a livello nazionale e sostiene rapidamente chi ha più bisogno. Rappresenta l’espressione solidale del Gruppo Editoriale GEDI ed è attiva sin dall’inizio dell’Emergenza Coronavirus ha consegnato decine di migliaia di spese gratuite alle famiglie e agli anziani bisognosi e durante l’estate ha offerto migliaia di pranzi ai bambini dei centri estivi del quartiere Corvetto. Al centro delle attività di Specchio ci sono bambini e ragazzi in difficoltà.

Per questo nasce “Forza Bimbi”, un’iniziativa che la Fondazione sviluppa non solo a Milano, ma anche a Bari, Genova, Roma e a Sant’Arcangelo di Lucania, un piccolo comune della Basilicata, e che ha l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica accompagnando centinaia di giovani e bambini dei quartieri più difficili di queste città.

Specchio a Milano è presente non solo a Corvetto, ma grazie all’iniziativa “Fuori dai guai” a partire da ottobre accompagnerà oltre cento studenti delle classi seconde delle scuole medie con laboratori di educazione civica con l’intento di diffondere precocemente una cultura della legalità per sensibilizzare e contrastare i fenomeni di devianza minorile.

La squadra dei diplomati di Scuola Bottega

Lucia Caretti
La Repubblica, 01/07/2021

Gianluca ha diciotto anni e un sogno negli occhi: “Da grande vorrei aprire un ristorante, che faccia cucina italiana e cingalese, pasta e riso”. I suoi due piatti preferiti, i suoi due mondi. Gianluca è nato qui, è cresciuto a Colombo, la capitale dello Sri Lanka, ed è tornato a Milano tre anni fa, con i suoi genitori e due fratelli. “Il diploma? Lo dedico a mamma e papà. Credo che saranno orgogliosi di me. Adesso andrò a lavorare per aiutarli e per potermi pagare un corso da cuoco”.

Famiglie travolte dalla povertà, storie di malattia, immigrazione o separazione. I ragazzi di Scuola Bottega hanno tutti la stessa voglia di rialzarsi che ha Gianluca: arrivano da Paesi lontani (Egitto, Bangladesh, Romania, Albania) oppure da periferie vicine. Avevano abbandonato gli studi e finalmente ce l’hanno fatta. Nei giorni scorsi tutti e dodici hanno superato l’esame di terza media, dopo che per un anno intero docenti ed educatori della cooperativa La Strada li hanno presi per mano, con lezioni individuali, esercitazioni in classe e laboratori tecnici. Un progetto contro la dispersione scolastica che ha ormai 16 anni di storia e da settembre 2020 è finanziato dalla Fondazione Specchio d’Italia Onlus.

“Quando non vedi la via, puoi trovare la strada” si legge all’ingresso della scuola in via Piazzetta 2. Ed è proprio qui, in queste aule colorate del quartiere Corvetto, che Gianluca ha scoperto i suoi talenti: durante il corso di panificazione si è innamorato dei fornelli, e grazie al tirocinio in una officina ora avrà un impiego. “Presto inizierà in una carrozzeria, così potrà raggiungere il suo primo obiettivo: l’autonomia economica” racconta la responsabile del progetto Ilaria Dardano. “Ma a lui, come a tutti gli studenti, abbiamo ripetuto tante volte anche un’altra domanda: che cosa ti rende davvero felice?”. La risposta è scritta sull’attestato che ieri Gianluca ha ricevuto durante la cerimonia finale. Niente voti, ma un messaggio personalizzato dai prof, diverso per ciascun allievo: “Ti auguriamo di diventare un grande chef”.

“Qui mi vogliono tutti bene, ormai mi sento a casa” spiega commosso il giovane italo-cingalese. “Andare a Scuola Bottega mi mancherà”. A settembre si attendono i nuovi allievi: il progetto continua e sarà nuovamente finanziato da Specchio d’Italia, grazie anche alle donazioni dei lettori di Repubblica.

La fondazione, nata dall’esperienza della onlus piemontese Specchio dei tempi, è attiva a Milano sin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus: ha consegnato migliaia di spese gratuite alle famiglie e agli anziani bisognosi e ogni giorno offre 120 pranzi ai bambini dei centri estivi del quartiere Salomone.

Milano, ogni giorno 120 pranzi ai bimbi del quartiere Salomone

Lucia Caretti

Salomone è un quartiere complesso, come tutte le periferie di Milano. Qui la Fondazione Specchio d’Italia sta donando oltre 120 pasti ai bambini dei centri estivi, grazie al sostegno dei lettori di Repubblica e di tutto il gruppo Gedi.

A Milano Specchio opera da più di un anno, donando spese agli anziani e alle famiglie in difficoltà, e finanziando il progetto “Scuola Bottega” della Cooperativa La Strada: un percorso per aiutare gli studenti che hanno abbandonato la scuola a raggiungere la licenza media.

Partiti i centri estivi: ogni giorno in sei città

Angelo Conti

Stare vicini ai bambini vuol dire starci sempre. E così Specchio non interrompe le sue attività nel periodo estivo, anzi le incrementa per offrire a tanti ragazzi che non possono andare in vacanza una alternativa alla noia ed ai pericoli delle grandi città. Sono oltre 300 i bambini coinvolti nelle nostre iniziative.

A Milano, ogni giorno, forniamo 120 pasti ad altrettanti bambini che frequentano un’area di svago in via Salomone. A Roma continuiamo a lavorare (con Amici dei Bimbi Onlus) fra i ragazzi del difficile quartiere Bastogi. A Sant’Arcangelo in Lucania abbiamo infine avviato un progetto sperimentale, pensato per un comune in un’area marginale dl nostro paese, che raccoglie una ventina di bambini a cui viene offerta la possibilità di seguire corsi ed attività ludiche in collaborazione con un gruppo di giovani locali.

A Torino dove si accentua sempre più l’operatività di Specchio dei tempi, la nostra fondazione sorella, abbiamo triplicato gli spazi nell’area dell’ex Moi-Borgo Filadelfia (dove funziona da 4 anni il nostro centro di aggregazione “Il Villaggio che cresce”) ed ampliato, grazie alla disponibilità del liceo Einstein, l’area destinata ai bambini nella zona dei Giardini Saragat (dove continuiamo il progetto Stella Polare).

Due centri sono anche a Bari (Spazio Eden e Area Tooplay), il primo destinato ai bambini delle primarie con difficoltà di apprendimento, il secondo ai ragazzi di primarie e secondario che amano i giochi, da tavola e di ruolo. Anche a Genova i centri sono due, entrambi nel quartiere di Fegino, in collaborazione con Bozzo Costa Onlus.

L’attività a Roma, Bari, Milano e Sant’Arcangelo è gestita direttamente da Specchio d’Italia, mentre quella a Torino e Genova, che non è solo estiva ma che terminerà a dicembre, è sostenuta anche da un importante contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia – Presidenza del consiglio dei ministri, nel quadro del Bando Educare 2020.

Le attività di Torino e Genova, rivolte ai bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, consistono prevalentemente in laboratori di musica, teatro, radio e video, scrittura, sport, riciclo, orti urbani, scoperta della storia e memoria del quartiere, uso consapevole delle tecnologie e del web, prevenzione e salute. A Bari, Roma, Milano e Sant’Arcangelo invece l’attività sarà soltanto estiva ed avrà anche una componente didattica, nell’ottica di una positiva ripresa della scuola a settembre.

Che cosa abbiamo fatto in nove mesi a Milano

Angelo Conti

Specchio d’Italia è a Milano dalla scorsa estate quando, in piena pandemia, ha curato la distribuzione di oltre 3.000 borse della spesa gratuite ad altrettante famiglie in difficoltà. Ma non si è fermato qui attivando subito dopo altre iniziative, fra cui la consegna a domicilio di oltre 15.000 cene solidali nel periodo natalizio. Sempre a Milano Specchio d’Italia ha attivato il progetto delle “Tredicesime dell’Amicizia” con l’obiettivo di consegnare a Natale un aiuto da 300 auro a 50 anziani poveri e soli, mentre è in fase di sviluppo “Forza nonni!” che durerà per tutto il 2021.

Ma l’intervento più importante è stato sinora quello a sostegno del progetto “Scuola Bottega”, realizzato dall’Associazione La Strada nel quartiere Corvetto. Il progetto è dedicato a quei ragazzi che si trovano in difficoltà nel seguire il normale programma nel corso delle scuole medie. D’accordo con le scuole d’origine, 14 ragazzi ed 1 ragazza, hanno cambiato il loro percorso di avvicinamento alla licenza media, frequentando l’ultimo anno scolastico con un programma dedicato. Questo prevede, accanto ai normali corsi di didattica, anche laboratori (panificazione e falegnameria) oltre ad un tirocinio in aziende di vario tipo, in cui i ragazzi potranno cominciare ad entrare in contatto col mondo del lavoro. A giugno, per tutti, l’esame di licenza media, così da concludere questa esperienza in modo positivo ed utile per il loro futuro.

Inaugurato il progetto Scuola Bottega

Angelo Conti, da specchiodeitempi.org

Specchio d’Italia ha inaugurato stamattina a Milano il progetto “Scuola Bottega”. Il primo che la nuova fondazione, nata da una costola di Specchio dei tempi, realizza nel capoluogo lombardo, grazie all’importante contributo di un donor milanese.

“Scuola Bottega” è uno storico percorso di scuola-lavoro per il recupero della licenza media, dedicato a ragazze e ragazzi a forte rischio di dispersione scolastica. Avviato sedici anni fa dalla Cooperativa La Strada, ha la finalità di contrastare l’abbandono della scuola, quando gli studenti si trovano ad un passo dalla licenza media. In una stretta collaborazione con lo staff de “La Strada”, Specchio d’Italia si trova ora a sostenere e sviluppare questa iniziativa, per dare speranza ai giovani più fragili.

Il percorso didattico, capace anche di offrire esperienze di approccio al mondo del lavoro, ha la durata di un anno scolastico (ottobre-giugno). Gli alunni, segnalati dalle scuole e successivamente selezionati, rimangono formalmente iscritti alle scuole di provenienza ma frequentano per tutto l‘anno la sede della cooperativa. Il programma coinvolge 15 ragazzi di età compresa fra 14 e 17 anni. Le segnalazioni dei 14/15enni, ancora in obbligo scolastico, arrivano unicamente dalle scuole medie (istituti secondari di primo grado) attraverso la definizione di un progetto individualizzato che prevede il mantenimento dell’iscrizione e l’esame di licenza media presso l’istituto inviante che mantiene la titolarità del percorso scolastico e formativo, garantendo il monitoraggio e la valutazione conclusiva. Le segnalazioni dei 16/17enni giungono da diversi soggetti del territorio: scuole, comunità di accoglienza sul territorio milanese (spesso di tratta di minori stranieri non accompagnati), altri enti che intercettano ragazzi in ambito educativo e assistenziale.

Essendo decaduto l’obbligo scolastico, i ragazzi di questo gruppo vengono iscritti presso il Centro Territoriale Permanente di Zona e, attraverso una specifica convenzione, avranno la possibilità di sostenere l’esame di Licenza Media. Il gruppo classe non è dunque omogeneo per età e percorsi personali, ma condivide le stesse forti motivazioni e l’obiettivo finale: le singole storie e le competenze di base differenti confluiscono in esperienze comuni, in una quotidianità sempre orientata alla condivisione ed al rispetto, in modalità di apprendimento attivo che ciascuno acquisisce a partire dal proprio bagaglio esperienziale. In questo continuo “dialogo” tra la dimensione del gruppo classe e il percorso individuale (che ciascuno verifica presso la propria scuola di provenienza), il tutor, i docenti, persino i datori di lavoro incontrati nei Tirocini sono le figure adulte in grado di insegnare ma anche di guidare verso l’obiettivo.