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1 Dicembre 2023

Mario, la povertà dopo il palcoscenico

Giancarlo Zattoni

Mario è una persona che ha vissuto l’incongruenza dell’esistenza nel desiderio di affermarsi con le sue sole forze, ma che ha pagato di persona la sua indipendenza, spesso suscettibile verso le figure dell’autorità. Si presenta, tuttavia, in piena umiltà: nonostante il suo passato di regista teatrale di successo ancora lo investa di momenti di gloria, che alterna a giorni d’oblio e di disincanto che caratterizzano la realtà odierna.

“Nato 73 anni fa a Imperia, da sempre vivo a Genova. Risiedo nella zona molo al porto antico. Sono stato sposato, ho avuto alcune convivenze, ma ora sono solo. Avevo un fratello che ho perduto nel 2011. Nessuno si occupa di me, a parte alcune amiche che mi dedicano il loro aiuto”. Quest’anno a Natale Mario, grazie alla Fondazione Specchio d’Italia e al progetto “Buon Natale Nonni”, si sentirà meno solo: riceverà un aiuto di 300 euro con il quale potrà pagare le salate bollette invernali.

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Mario continua a raccontarci la sua vita. Il padre era pilota aeronautico, ebbe un incidente gravissimo rimanendo invalido. La madre casalinga. Mario era la testa matta di famiglia, difficile da gestire, nella tanta voglia di vivere e affermarsi seguendo i suoi sogni.

“Ho giocato 15 anni a rugby, arrivando con il Cus Genova alla serie B. Ero mediano di mischia. Tante botte. Ne pago ancora le conseguenze nel fisico”. 

A scuola era un discolaccio senza disciplina, mal visto dai professori che non ne comprendevano le doti. Dopo tanti indirizzi sbagliati, sceglie psicologia che approfondisce da autodidatta, prima di dedicarsi completamente al teatro. “Ho vissuto una carriera nel solco della sperimentazione e dell’avanguardia, con la mia compagnia Oltre l’immagine. Nel 1985 ho presentato alla Biennale di Venezia un importante spettacolo.

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Negli anni successivi inizia un lento declino. Mario è comunque protagonista di molte produzioni sperimentali, da lui create per i più prestigiosi teatri di Genova, riscuotendo grande successo. Ma il denaro non basta più: per rimanere indipendente e finanziare gli spettacoli Mario vende la sua casa e arriva al punto di non versare i contributi per se.

Oggi percepisco una pensione sociale che è un miracolo arrivare a fine mese. Menomale che mi sono rivolto a Specchio d’Italia, che mi ha generosamente accolto nel programma Buon Natale Nonni!. Riceverò un bel contributo che mi darà una boccata di ossigeno. Chissà. Tra i tanti donatori ci potrebbero essere anche molti affezionati spettatori che in tutti questi anni mi hanno applaudito sulla scena”.                              

La storia di Mario è solo una delle oltre 250 che la Fondazione aiuta grazie al supporto dei lettori e della comunità che ogni anno dona per il progetto “Buon Natale Nonni”.

Più fondi raccogliamo, più nonni abbracciamo.

Come donare per gli anziani di “Buon Natale Nonni!”

Si può versare qui con carta di credito e Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ETS codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056 oppure con bollettino postale sul conto corrente postale numero 1051722237 intestato a Fondazione Specchio d’Italia, via Brentano 2, 20121, Milano.

Causale: “Buon Natale Nonni!”

Tutti i versamenti, eccetto quelli in contanti, sono fiscalmente deducibili.

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