Ucraina, il villaggio di Cernivci è operativo

Il Piccolo, 05/04/22

È operativo in Ucraina il Villaggio Profughi, costruito dalla fondazione del Gruppo Gedi, editore di questo giornale. Costruito in due settimane dalla fondazione Specchio d’Italia a Cernivci, il campo aiuta mille profughi di guerra ogni giorno. Si tratta di una struttura da oltre mille metri quadrati, dotata di cucina, mensa, area bambini, brandine e ambulatori medici.

Il Villaggio è stato realizzato in Ucraina per dare una mano a chi fugge dalle città bombardate dall’esercito russo, ma vuole restare nel proprio paese. Si tratta di uno dei progetti che la Fondazione Specchio d’Italia (attiva sin dal primo giorno dopo l’invasione quando ha lanciato una raccolta fondi sulle testate del Gruppo Gedi), ha messo in atto per assisterete vittime della guerra, grazie a oltre 6 mila donazioni.

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«Dopo aver pensato, per i primi giorni, a sostenere i viaggi dei profughiverso l’Italia- spiega il presidente Lodovico Passerin d’Entreves– abbiamo cominciato a notare una diversa propensione di questa gente. Che oggi solo in parte pensa ad espatriare, mentre una fetta importante, forse la maggioranza, preferisce chiedere di fermarsi in quelle zone dell’Ucraina toccate solo marginalmente dalla guerra, e lì attendere il raggiungimento della pace o almeno di un cessate il fuoco e, con essi, la possibilità di ritornare alle proprie case ed al proprio lavoro».

Dove si trova Cernivci

Cernivci è una città della Bogovina del Nord, baricentrica fra Kiev, Odessa e Leopoli, a una quarantina di chilometri dalla Romania. Il Comune di Cernivci ha immediatamente sottoscritto un memorandum con cui ha messo a disposizione una piazza ed una scuola, la prima per attrezzare il campo profughi e la seconda per la logistica e i magazzini. Specchio d’Italia ha acquistato due tensostrutture.

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Sabato è cominciata la distribuzione dei pasti, attualmente 700 al giorno, ed è stata arredata come mensa la prima tensostruttura da 500 metri quadrati. Nelle prossime ore verrà completata, con l’invio di decine di brandine Ferrino, anche la seconda tensostruttura.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Ucraina, la nostra solidarietà in zona di guerra

Angelo Conti
Il Secolo XIX

Specchio d’Italia raddoppia il suo impegno in Ucraina, anche in territorio di guerra dove sono pochissime le onlus in grado di operare: oltre al villaggio profughi di Cernivci nella regione della Bogovina, supporterà con importanti interventi anche la nascita di un secondo villaggio profughi, questo sul lato ovest del Paese, nel comune di Mostyska, non lontano da Leopoli.

Entrambi gli interventi vengono effettuati con la collaborazione logistica delle onlus Remar Spagna e su richiesta delle amministrazioni locali, preoccupate del flusso – in rapido aumento – di ucraini che lasciano le città bombardate, ma che vogliono restare nel loro Paese, in aree relativamente più sicure perché vicine ai confini occidentali. Cernivci è infatti a circa 40 chilometri dalla frontiera rumena e Mostyska è ad una trentina di chilometri dalla frontiera polacca.

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Intanto dall’Italia continuano a partire tir: l’ultimo carico di derrate alimentari, prodotti per la cura della persona (circa 15.000 confezioni di shampoo), decine di migliaia di bottiglie di acqua minerale (di cui c’è gran bisogno perché l’acqua degli acquedotti è insufficiente per via della aumentata richiesta) e pavimentazioni per oltre 1500 metri così da completare le tensostrutture.

Che cosa abbiamo fatto in un mese

Dall’inizio del conflitto, Specchio d’Italia ha già trasferito in Ucraina e lungo i suoi confini circa 120 tonnellate di aiuti, ha sostenuto economicamente circa 450 famiglie e trasportato in Italia circa 550 profughi.

Intanto la raccolta di Specchio d’Italia e Specchio dei tempi, le due fondazioni vicine al Gruppo Editoriale Gedi, ha superato ieri quota 1,3 milioni di euro grazie a circa 6000 donatori, di tutte le regioni italiane.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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La sclerosi e le bombe a 16 anni: la storia di Vlad

Angelo Conti

Nei giorni scorsi Specchio d’Italia ha anche raggiunto Vlad, un profugo di 16 anni colpito dalla sclerosi multipla che era stato trasferito in Italia da uno dei pulmini della fondazione, che si trova ora ospite del Polo della Protezione civile di Bussoleno, vicino a Torino.

Abbiamo offerto un sostegno alla mamma Natascia e regalato a Vlad un tablet perché si senta meno solo.

Un villaggio in Ucraina per aiutare chi non vuole partire

Angelo Conti

Specchio d’Italia, la fondazione vicina alle testate del Gruppo GEDI, è attiva dal 27 marzo a sostegno del popolo ucraino: circa 5.100 donazioni per 1.120.000 euro che sono stati sinora tradotti in una fitta spola di pullman, pullmini, furgoni e autotreni dall’Italia ai confini di Polonia e Romania. Tutto questo ha consentito di muovere quasi 100 tonnellate di aiuti offrendo a 600 persone (circa 400 i bambini) l’opportunità di venire in Italia.

Questa attività non si è fermata e non si fermerà, ma è destinata a registrare numeri in discesa. Perché dopo la prima ondata (composta da ucraini che sapevano già dove andare, cioè a casa di parenti e conoscenti che vivono in Italia) e la seconda (quelli che sono partiti con il terrore delle bombe che stavano cadendo sulle città) si assiste ora ad un cambiamento di rotta.

Melissa e Oksana, due volontarie partite da Milano

Perché costruiamo un villaggio in Ucraina

Sono sempre più gli ucraini che non vogliono partire: “Preferiamo stare qui, sui confini, ad aspettare che la guerra finisca. Poi dovremo ricostruire, ma questo non ci spaventa. Avvertiamo la solidarietà del mondo. Magari impiegheremo mesi a ritornare nelle nostre case, purtroppo tante sono danneggiate, ma alla fine torneremo ad una vita normale”.

Specchio d’Italia ha subito recepito queste nuove istanze ed ha risposto aumentando gli aiuti ai campi profughi in Polonia ed in Romania (in Ungheria c’è una valida assistenza dello Stato ed in Moldova il flusso di profughi è molto ridotto, stante anche qualche frizione di vecchia data con quel popolo). Ma da qualche giorno abbiamo anche accettato un’altra sfida: costruire un villaggio profughi a Cernivci, in Ucraina, a circa 30 chilometri dal confine con la Romania, in un’area baricentrica fra Odessa e Leopoli ed inoltre raggiungibile (bombe permettendo) anche da Kiev con circa 7 ore di viaggio. Un villaggio in Ucraina, dunque, per ospitare gli ucraini che non vogliono lasciare il loro Paese.

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1500 mq di tensostrutture

Non è un progetto facile, ma siamo già partiti con il supporto logistico di Remar Spagna, una ONLUS affidabile e ben conosciuta dallo staff di Specchio: il montaggio della maxi tensostruttura è in corso e la municipalità locale, con la quale è stato sottoscritto un memorandum, ci ha messo a disposizione una scuola dotata anche anche di rifugio antiaereo.

Entro una settimana avremo circa 1.500 metri coperti da tensostrutture con area accoglienza, ambulatori e cucine. Ci stiamo lavorando, giorno e notte.

Questo è Specchio d’Italia e, se vuoi, puoi darci una mano.

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Il nuovo D di Repubblica sostiene la raccolta per l’Ucraina

Rita Balestriero
La Repubblica

Ci è riuscita Anja Rubik. La modella e attivista polacca è entrata in Ucraina ed è arrivata a Leopoli insieme alla ong Pcpm (Polish Center for International Aid). Lo riferisce il suo agente, di più non sa, le comunicazioni sono ovviamente complicate. Nella lunga chiacchierata che trovate in edicola sul nuovo D, il settimanale di Repubblica completamente rinnovato, Rubik ne parla con il giornalista Filip Niedenthal che firma l’intervista. Si conoscono dalla prima copertina di Vogue Polonia, quando lui – da direttore – le chiese di posare davanti allo stalinista Palazzo della cultura e della scienza, monumento simbolo di Varsavia, lugubre promemoria di un’epoca oscura che già nel 2017 minacciava di tornare.

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«Sto raccogliendo fondi da amici in tutto il mondo, organizzando una raccolta di materassi insieme a mia madre, trovando alberghi. Sto cercando di fare tutto quello che posso, come chiunque in Polonia in questo momento», ha spiegato da Parigi, dove era andata per sfilare e da dove si era affrettata a partire per tornare in Polonia e organizzare la missione d’aiuto in Ucraina. Era l’ottavo giorno della guerra scatenata dall’invasione russa, oltre 500 mila persone erano già fuggite in Polonia. Oggi siamo al ventitreesimo e nei giornali di tutto il mondo si parla di crimini di guerra. «Bisogna far uscire le persone dall’Ucraina», diceva Rubik a Niedenthal. Ora quella sua frase vale più che mai.

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Intanto, nel suo profilo Instagram, sotto l’immagine della cover di D di domani invita a sostenere la fondazione Specchio d’Italia per proteggere e assistere i profughi ucraini, un progetto sostenuto da tutte le testate del gruppo Gedi.

 

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Oppure tramite il conto corrente postale n. 1051722237. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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La raccolta per i profughi ucraini supera il milione di euro

Angelo Conti

 

Un milione di euro, il traguardo è stato superato ieri.  Dal 27 febbraio, in 15 giorni, la sottoscrizione di Specchio dei tempi e di Specchio d’Italia ha registrato oltre 4.500 donazioni. E’ stata una sottoscrizione prevalentemente popolare: a parte i 100.000 euro donati inizialmente dalle due fondazioni, non ci sono state altre cifre a 5 zeri e quelle a 4 zeri sono state poche. Questa è infatti una sottoscrizione sostenuta dalla gente, da chi è rimasto colpito dalle atrocità della guerra ed ha offerto un aiuto economico colmo di solidarietà ed anche di speranza.

A questi fondi devono essere aggiunti (e ringraziati) i tanti che hanno invece partecipato alle nostre raccolte di derrate alimentari, di farmaci, di arredi per le strutture di emergenza. 

Aiuti umanitari in partenza per il confine polacco

Come stiamo usando le donazioni per l’Ucraina

Cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo con queste risorse? Innanzitutto abbiamo immediatamente attivato le navette verso i confini dell’Ucraina. Prima in Polonia, nella zona di Jaroslaw, e poi anche in Romania, al valico di frontiera di Siret. I pullmini sono stati decine, poi affiancati anche da pullman da 54 e 66 posti. Sono circa 500 le persone che abbiamo ospitato sui nostri mezzi. Le partenze hanno cadenza quotidiana e continueranno, ogni giorno, anche per tutta la settimana in corso e per la prossima.

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Specchio d’Italia interviene, in caso di situazioni famigliari particolarmente complesse, anche con immediati contributi economici.

Un villaggio per i profughi a Cernivci

Ma gli ucraini abbandonano malvolentieri il loro Paese. La stragrande maggioranza vorrebbe restare là, possibilmente nella zona dell’Ucraina non ancora interessata dai bombardamenti, o in alternativa sui confini. E così abbiamo studiato anche interventi mirati a questo scopo. Da lì l’idea di costruire si Cernivci, una città piena di storia, a 30 chilometri dal confine rumeno, un complesso di tensostrutture che si appoggerà anche ad una ex scuola, concessaci dall’amministrazione locale per ospitare il magazzino ed i volontari.

Il villaggio in costruzione vicino al confine rumeno

I lavori sono già iniziati e il polo assistenziale sarà completamente operativo entro i prossimi 10 giorni. L’intervento è completamente finanziato dalla nostra onlus sorella Specchio d’Italia e si avvale della collaborazione logistica di Remar Spagna, una onlus che da tempo collabora con le nostre due fondazioni anche in Italia.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Oppure tramite il conto corrente postale n. 1051722237. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Ucraina, a Cernivci sono iniziati i lavori per il “Villaggio Specchio d’Italia”

Angelo Conti

Martedì abbiamo deciso di farlo, mercoledì lo abbiamo pagato e oggi sono iniziati i lavori. Il villaggio “Specchio d’Italia”, a Cernivci, in Ucraina, a 30 chilometri dal confine rumeno, polo di passaggio di migliaia di ucraini in fuga, comincia a prendere forma. Si tratterà di un complesso di tensostrutture e di una scuola concessaci dall’amministrazione locale. Sarà operativo in 8 giorni.

L’intervento è finanziato da Specchio d’Italia e dalla fondazione gemella Specchio dei tempi.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

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Korczowa, il campo profughi nel centro commerciale

Angelo Conti

Korczowa è un villaggio della provincia di Jaroslav in Polonia. E’ a meno di 2 chilometri dal confine ucraino. Lì sono giunti nei giorni scorsi i nostri volontari. Con loro anche Alberto Giachino, fotografo ed operatore dell’Agenzia Reporters che realizza servizi per La Stampa e il gruppo editoriale Gedi.

All’interno del supermercato

Ci racconta: “Siamo in mezzo ad una confusione terribile. Migliaia di persone ammassate dentro ed intorno ad un supermercato. E’ gente forte, convinta che la guerra durerà poco e che sarà possibile rientrare presto nelle loro case. Qui mancano soprattutto materassi e cuscini, la gente non sa dove dormire. Fra poco ripartiremo verso l’Italia con un gruppo di profughi, ma dovremo pensare a mandare altri rifornimenti presto”.

Uno dei tanti scatti di Alberto Giachino
Uno dei tanti scatti di Alberto Giachino

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui con carta di credito o Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Oppure tramite il conto corrente postale n. 1051722237. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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A Chernovtsy, in Ucraina, nascerà il “Villaggio Specchio d’Italia”

Angelo Conti

Specchio d’Italia realizzerà il primo villaggio italiano in Ucraina destinato ad assistere ed ospitare i profughi della guerra. Una struttura da 1000 metri quadrati da erigere a Chernovtsy, una cittadina a 30 chilometri dal confine rumeno. Verrà utilizzato da un migliaio di profughi al giorno. L’acquisto è stato perfezionato ieri, il trasporto dei materiali avverrà fra lunedì e martedì e la struttura sarà operativa nel successivo fine settimane.  L’intervento, richiesto dalla locale amministrazione pubblica, con la quale è stato sottoscritto un documento di impegno, viene realizzato in partnership operativa con Remar Spagna, una onlus la cui affidabilità è stata testata anche in altre esperienze.

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Più nel dettaglio Specchio d’Italia sostiene tutte le spese di acquisto e costruzione della struttura e si impegna ad attivare un canale preferenziale di aiuti. Proprio stamattina alle 9,30 è prevista la partenza di un primo carico da Fossano (Cuneo) e ne seguiranno altri a cadenza quasi giornaliera. Remar si occuperà invece della gestione, anche attraverso la presenza di un folto gruppo di volontari.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

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Mezzo milione di euro donato per l’Ucraina

La Repubblica, 08/03/22

Oltre 505.000 euro raccolti da 2.215 donatori. Questa la fotografia di queste ore per la sottoscrizione lanciata da Specchio d’Italia e da Specchio dei tempi, le due fondazioni benefiche legate al gruppo Gedi. Tra le prime ad aver aperto la raccolta a favore dei profughi ucraini, già nella mattinata di domenica 27 febbraio, con un versamento di fondi propri per 100.000 euro, hanno poi gestito una lunga serie di interventi.

Un centro di accoglienza raggiunto dai nostri volontari, al confine polacco

La prima emergenza è apparsa quella sui confini polacco e ungherese. In poche ore Specchio d’Italia ha contattato, in quei paesi, associazioni di volontariato, autorità locali e giornalisti delle testate locali per capire bene. Ed è apparso che mentre sul confine ungherese non esistevano criticità (la macchina dell’accoglienza ungherese è efficiente e copre tutte le necessità di chi arriva) ben diversa era la situazione sulle direttrici verso Polonia, Romania e Moldova. E verso queste zone si sono mosse le prime navette finanziate e sostenute dalle nostre fondazioni.

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Dopo pochi giorni i primi profughi sono arrivati in Italia, raggiungendo prima Brescia, poi Modena, Milano, Roma e Torino. Da quel momento il collegamento di navette è diventato quotidiano: pullmini da 9 posti ma anche un pullman da 54 posti, partito sabato e rientrato ieri notte in Piemonte.

Dimitri, 6 anni, a bordo del bus rientrato ieri

Ovviamente questi mezzi hanno cominciato ad effettuare anche trasporti di genere di prima necessità: soprattutto cibo a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale, materassi, brandine, cuscini, farmaci e materiale sanitario vario (con particolare richiesta per siringhe, bende, cerotti, disinfettanti).

Gradatamente la sfera di intervento si è allargata anche all’Ucraina: i pullmini delle due fondazioni hanno infatti raggiunto a più riprese anche Leopoli, portando viveri e tornando con il carico di speranza rappresentato dai profughi.

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Intanto Specchio d’Italia ha iniziato a offrire assistenza anche ai profughi arrivati in altre città italiane. A Palermo è stato consegnato un importante contributo economico alla famiglia di una bambina di 8 anni gravemente disabile appena arrivata da Kiev (foto sotto). E proprio questo intervento ha fatto scattare un’altra iniziativa volta a consentire l’approvvigionamento di farmaci rari e cari (ad esempio gli anti epilettici) per i bambini disabili ancora in Ucraina.

Sempre Specchio d’Italia sta aprendo in queste ore, al confine con la Romania, una tendopoli per la primissima accoglienza di chi arriva e da domani sosterrà anche le spese di una catena di partenze con pullman da 60 posti verso Milano, Roma e Torino.

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Come stiamo usando le donazioni per gli ucraini

Angelo Conti

Vicini all’Ucraina, vicini davvero. Specchio d’Italia è stata tra le prime fondazioni italiane a lanciare una sottoscrizione a favore dell’Ucraina, già domenica 27 febbraio. Contemporaneamente, a sostegno della raccolta, si è subito mossa anche la fondazione gemella, Specchio dei tempi, che ha oltre 60 anni di esperienza negli aiuti umanitari in caso di emergenza. Aprendo la sottoscrizione le due fondazioni hanno messo a disposizione, con fondi propri, 100.000 euro, ai quali hanno cominciato da subito ad aggiungersi le donazioni private di tutti: cittadini, famiglie, scuole, aziende. La raccolta ha ormai superato i 440.000 euro.

Cosa abbiamo fatto per aiutare gli ucraini? La prima emergenza è apparsa quella delle centinaia di migliaia di profughi che stavano superando i confini polacco e ungherese. In poche ore abbiamo contattato, in quei paesi, associazioni di volontariato, autorità locali e giornalisti delle testate locali per capire bene. Ed è apparso che mentre sul confine ungherese non esistevano criticità (la macchina dell’accoglienza ungherese era efficiente e copriva tutte le necessità di chi arrivava) ben diversa era la situazione sulle due principali direttrici Ucraina-Polonia. E verso queste zone si sono mosse, già lunedì, le prime navette finanziate e sostenute dalla nostra fondazione. E già mercoledì notte i primi profughi sono arrivati in Italia, raggiungendo prima Brescia e poi Torino.

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Da quel momento il collegamento di navette è diventato quotidiano: pullmini da 9 poste ma anche un pullman da 54 posti, partito proprio oggi e che utilizzeremo spesso anche la prossima settimana.  Ovviamente questi mezzi hanno cominciato ad effettuare anche trasporti di generi di prima necessità: soprattutto cibo a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale, farmaci e materiale sanitario vario (con particolare richiesta per siringhe, bende, cerotti, disinfettanti).

Intanto, a Palermo abbiamo consegnato un importante contributo economico alla famiglia di una bambina di 8 anni (Elisabetta Pastux) gravemente disabile, appena arrivata da Kiev. E proprio questa disabilità ha fatto scattare un’altra iniziativa volta a consentire l’approvvigionamento di farmaci rari e cari (ad esempio gli antiepilettici) per i bambini disabili ancora in Ucraina.

Il programma della prossima settimana prevede l’intensificazione dei collegamenti con i confini per trasportare in Italia i profughi, ma anche l’invio di materiale sanitario e viveri a chi ha deciso di restare in Ucraina, chi a combattere, chi impossibilitato a muoversi per ragioni di salute, chi per attaccamento verso la propria terra.

Noi continueremo ad essere vicini al popolo ucraino. Tutti ci possono dare una mano per essere ancora più incisivi e più capaci di portare conforto a gente disperata.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Ucraina, domani aperitivo solidale a Roma con il Rotaract

Lucia Caretti

La prima “inviata podcast” al fronte. Il più limpido talento emergente del giornalismo italiano. Un fenomeno social da 100 mila follower, che ogni sera racconta la guerra in Ucraina ad altrettanti ascoltatori. Cecilia Sala, romana, 27 anni, è la prova che «esistono nuove forme di giornalismo, capaci di parlare a tutti e capaci di farsi ascoltare anche dalle generazioni che hanno perso l’abitudine di comprare i quotidiani». Parola di Mario Calabresi.

Domani, sabato 5 marzo, Cecilia è stata invitata all’aperitivo benefico organizzato dal Rotaract Club LGC per sostenere la raccolta fondi di Specchio d’Italia a favore dei profughi ucraini. L’appuntamento è alle 19,30 alle Officine BeaT, in via degli Equi 29 a Roma (consumazione 15 euro). La reporter cercherà di partecipare in video-collegamento, compatibilmente con la difficilissima situazione in cui si trova. A condurre la serata ci sarà il giornalista Lorenzo Santucci. Il dibattito, dedicato al conflitto in corso in Europa, si potrà ascoltare anche in diretta su Instagram.

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Firma de Il Foglio, e autrice di Stories, podcast gratuito che ogni giorno propone una storia dal mondo, dal 24 febbraio Cecilia sta documentando il dramma degli ucraini, raccogliendo interviste, rumori e voci. Il suo racconto – spiega l’ex direttore di Repubblica Calabresi – «è comprensibile a tutti, perché ha la voglia, la curiosità e il piacere di spiegare le cose, senza dare nulla per scontato. Senza allarmismi, iperboli, drammatizzazioni, ma con la potenza dell’immersione della vita quotidiana della gente».

Lorenzo Santucci, classe 1995, romano, scrive da anni per Rivista Contrasti e ha collaborato con HuffPost Italia, Formiche.net e Le Grand Continent. Si occupa di Esteri e tecnologia.

Come useremo i fondi raccolti

Abbiamo attivato un servizio di navetta verso il confine fra Polonia e Ucraina. I mezzi partono dalla nostra sede di Torino carichi di aiuti umanitari e rientrano accompagnando nel nostro Paese i profughi in fuga dalla guerra. Stiamo inoltre offrendo aiuti economici immediati alle famiglie più fragili già arrivate in Italia. Ecco come  donare per i profughi dell’Ucraina. 

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