La storia di Nasta: “Canto per Kiev e per i nostri eroi”

Elisabetta Rosso

“Prima guarda”. Nasta gira lo schermo, scorre le foto. Parchi, ristoranti, festival, le grosse vie di Kharkiv traboccanti di negozi. “Qui andavo a mangiare il venerdì sera, questa è la mia scuola, quell’angolo era il punto di ritrovo dei miei amici. Ora è così”. Cambiano le immagini, sono tutte grigie, fumose, con pezzi di rovine sparpagliati per le strade.

Nasta vuole mostrare la guerra che ha imbruttito tutti i suoi luoghi. “È scoppiata la prima bomba e siamo fuggiti il più lontano possibile, per non sentire più quel rumore” dice, e di riflesso copre le orecchie con le mani. Ha 19 anni e vuole fare la cantante. “Ascolta”, si mette al centro della stanza, e mi dice “ora canto una canzone per Kiev”.

Come donare per Nasta e i profughi Ucraini

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Ucraina, la storia di Ana: “Un giorno tornerò a pescare”

Elisabetta Rosso

È seduta con un cappellino azzurro e bianco al lungo tavolo in legno della mensa di Cernivci. Ana sta aspettando il pranzo, accanto a lei c’è suo padre. Sono scappati da Mykolayiv. Un pomeriggio hanno bombardato un appartamento del loro quartiere e così sono fuggiti, “probabilmente ora anche casa nostra è distrutta”, dice stringendo le spalle.

Quando le chiedo se c’è anche sua madre al campo Ana abbassa gli occhi, guarda da un’altra parte, e scuote la testa. Dopo alcuni secondi di silenzio sussurra, “mi manca pescare sul fiume Inhul, ma tornerò a farlo”. Il papà, seduto al suo fianco, le stringe la mano e dice, “guarda sta arrivando la polenta”. Ana abbozza un sorriso.

Come donare per Ana e i profughi Ucraini

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Sul bus verso l’Ucraina: le storie di chi torna a casa

Alessio Campana, La Repubblica

«Parto per stare vicino alla mia famiglia, torno da mio papà che è al fronte». Sale i gradini del pullman Anastasya, vent’anni e borsa in spalla. A quattro mesi dall’inizio della guerra sta facendo ritorno in Ucraina, il suo Paese d’origine. Con lei altre cinquantacinque persone, tra cui ventotto bambini e un cagnolino. Sono partiti ieri mattina da Roma, stazione Tiburtina, a bordo di un bus gratuito che li condurrà a Leopoli grazie all’organizzazione della fondazione Specchio d’Italia. Una parte dei profughi arrivati nel nostro Paese a inizio marzo, infatti, adesso ha il forte desiderio di tornare in Ucraina, nelle città dove prima dell’inizio del conflitto vivevano con i loro cari.

Quando gli viene chiesto il motivo per cui hanno deciso di mettersi in viaggio, le risposte sono sempre le stesse: «famiglia», «lavoro» e «nostalgia». Già, perché sono essenzialmente tre le ragioni per cui gli ucraini decidono di tornare in patria: la prima è affettiva, molti di loro non vedono le famiglie da mesi; la seconda riguarda l’occupazione, chi ha contratti privati e pubblici teme che la lontananza possa fargli perdere il lavoro e la terza è il desiderio di tornare nei posti del Paese non colpiti dalle bombe.

«Molti che sono scappati sull’onda emotiva – spiega Angelo Conti, il vicepresidente della fondazione – tornano in Ucraina. Sono stato nel Paese pochi giorni fa, adesso c’è molta meno paura rispetto all’inizio. Il segno che dà il senso della guerra è il coprifuoco, ma in diverse città si ha una vita normale».

Mancano però servizi di linea strutturati verso il confine fra Polonia ed Ucraina e, sul mercato nero, un posto su un pullmino viene venduto anche a oltre 150 euro. Le persone partite ieri lo hanno potuto fare gratuitamente. «L’iniziativa della fondazione – ha voluto sottolineare Oleksandr Kapustin, il segretario generale dell’Ambasciata Ucraina Roma – viene incontro ad una richiesta sempre più diffusa fra i profughi che si sono rifugiati in Italia. 1160% di loro vuole tornare in patria e non ha i mezzi per farlo. Grazie».

La Fondazione Specchio d’Italia è stata la prima, in Ucraina, a costruire un villaggio (a Cernivci) che accoglie ogni giorno 1800 profughi interni (quasi tutti del Donbass) e fornisce loro pasti caldi. 11 1 luglio partirà un nuovo bus, dopo che altre cento persone sono partite da Torino. «Progetti resi possibili spiegano dalla fondazione – dai lettori delle testate del Gruppo Gedi e da migliaia di donatori».

Come donare per i profughi dell’Ucraina e per i rimpatri

Tutti possono sostenere il rientro in patria delle famiglie ucraine. Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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MET Energia Italia sostiene la raccolta fondi per gli ucraini

Redazione

MET Energia Italia lancia una raccolta fondi a sostegno del popolo ucraino insieme alla Fondazione Specchio d’Italia Onlus. Per ogni euro donato sulla piattaforma Rete del Dono, MET Energia Italia aggiungerà un euro.

MET Energia Italia ha deciso di avviare, in accordo con METGROUP, una campagna di donazioni per manifestare la propria vicinanza al popolo ucraino in questo momento di grande sofferenza. I fondi raccolti andranno a supporto delle iniziative promosse dalla fondazione Specchio d’Italia che da sempre lavora nel territorio nazionale e internazionale con tempestività e trasparenza per aiutare le popolazioni in difficoltà.

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Specchio d’Italia invia giornalmente navette, pullman e tir carichi di viveri, medicinali, beni di prima necessità al confine polacco e al confine rumeno. Al ritorno tutti i veicoli accompagnano in Italia le famiglie in fuga. Inoltre, a Cernivci, sul confine tra Ucraina e Romania, la Fondazione ha costruito il “Villaggio di Specchio d’Italia”, una tensostruttura da 1.000 mq che accoglie mille profughi al giorno e fornisce loro accoglienza immediata

Secondo Giuseppe Rebuzzini, Amministratore Delegato di MET Energia Italia, “ci sono momenti in cui gli individui e le organizzazioni devono mettere da parte le proprie legittime aspirazioni e rivolgere il proprio pensiero e le proprie forze verso l’aiuto a chi soffre: ebbene, questo è uno di quei momenti. Il Team di MET Energia Italia, i nostri partner commerciali ed i nostri clienti stanno attivamente supportando la Fondazione Specchio d’Italia Onlus nella sua opera tesa ad alleviare le sofferenze del popolo ucraino in questo difficile momento. Confido che molti altri – singoli individui ed organizzazioni – si aggiungano presto allo sforzo nostro e di Specchio d’Italia”.

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Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Ucraina, il villaggio di Cernivci è operativo

Il Piccolo, 05/04/22

È operativo in Ucraina il Villaggio Profughi, costruito dalla fondazione del Gruppo Gedi, editore di questo giornale. Costruito in due settimane dalla fondazione Specchio d’Italia a Cernivci, il campo aiuta mille profughi di guerra ogni giorno. Si tratta di una struttura da oltre mille metri quadrati, dotata di cucina, mensa, area bambini, brandine e ambulatori medici.

Il Villaggio è stato realizzato in Ucraina per dare una mano a chi fugge dalle città bombardate dall’esercito russo, ma vuole restare nel proprio paese. Si tratta di uno dei progetti che la Fondazione Specchio d’Italia (attiva sin dal primo giorno dopo l’invasione quando ha lanciato una raccolta fondi sulle testate del Gruppo Gedi), ha messo in atto per assisterete vittime della guerra, grazie a oltre 6 mila donazioni.

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«Dopo aver pensato, per i primi giorni, a sostenere i viaggi dei profughiverso l’Italia- spiega il presidente Lodovico Passerin d’Entreves– abbiamo cominciato a notare una diversa propensione di questa gente. Che oggi solo in parte pensa ad espatriare, mentre una fetta importante, forse la maggioranza, preferisce chiedere di fermarsi in quelle zone dell’Ucraina toccate solo marginalmente dalla guerra, e lì attendere il raggiungimento della pace o almeno di un cessate il fuoco e, con essi, la possibilità di ritornare alle proprie case ed al proprio lavoro».

Dove si trova Cernivci

Cernivci è una città della Bogovina del Nord, baricentrica fra Kiev, Odessa e Leopoli, a una quarantina di chilometri dalla Romania. Il Comune di Cernivci ha immediatamente sottoscritto un memorandum con cui ha messo a disposizione una piazza ed una scuola, la prima per attrezzare il campo profughi e la seconda per la logistica e i magazzini. Specchio d’Italia ha acquistato due tensostrutture.

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Sabato è cominciata la distribuzione dei pasti, attualmente 700 al giorno, ed è stata arredata come mensa la prima tensostruttura da 500 metri quadrati. Nelle prossime ore verrà completata, con l’invio di decine di brandine Ferrino, anche la seconda tensostruttura.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Ucraina, la nostra solidarietà in zona di guerra

Angelo Conti
Il Secolo XIX

Specchio d’Italia raddoppia il suo impegno in Ucraina, anche in territorio di guerra dove sono pochissime le onlus in grado di operare: oltre al villaggio profughi di Cernivci nella regione della Bogovina, supporterà con importanti interventi anche la nascita di un secondo villaggio profughi, questo sul lato ovest del Paese, nel comune di Mostyska, non lontano da Leopoli.

Entrambi gli interventi vengono effettuati con la collaborazione logistica delle onlus Remar Spagna e su richiesta delle amministrazioni locali, preoccupate del flusso – in rapido aumento – di ucraini che lasciano le città bombardate, ma che vogliono restare nel loro Paese, in aree relativamente più sicure perché vicine ai confini occidentali. Cernivci è infatti a circa 40 chilometri dalla frontiera rumena e Mostyska è ad una trentina di chilometri dalla frontiera polacca.

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Intanto dall’Italia continuano a partire tir: l’ultimo carico di derrate alimentari, prodotti per la cura della persona (circa 15.000 confezioni di shampoo), decine di migliaia di bottiglie di acqua minerale (di cui c’è gran bisogno perché l’acqua degli acquedotti è insufficiente per via della aumentata richiesta) e pavimentazioni per oltre 1500 metri così da completare le tensostrutture.

Che cosa abbiamo fatto in un mese

Dall’inizio del conflitto, Specchio d’Italia ha già trasferito in Ucraina e lungo i suoi confini circa 120 tonnellate di aiuti, ha sostenuto economicamente circa 450 famiglie e trasportato in Italia circa 550 profughi.

Intanto la raccolta di Specchio d’Italia e Specchio dei tempi, le due fondazioni vicine al Gruppo Editoriale Gedi, ha superato ieri quota 1,3 milioni di euro grazie a circa 6000 donatori, di tutte le regioni italiane.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Dove donare aiuti per l’Ucraina: i nostri centri di raccolta a Bari

Angelo Conti

Ogni giorno un mezzo di Specchio d’Italia parte per l’Ucraina ed i suoi confini con Polonia e Romania, per portare gli aiuti umanitari raccolti nel nostro Paese ai profughi della guerra. Lassù migliaia e migliaia di famiglie hanno bisogno di conforto e di aiuto. Fra loro c’è chi vuole partire, ma ci sono anche tanti che chiedono di restare, per rientrare appena possibile nelle loro case. Per questo stiamo costruendo un villaggio a Cernivci, in Ucraina, dove daremo assistenza a 1000 persone ogni giorno. Per rifornire il villaggio, stiamo raccogliendo beni di prima necessità in tutta Italia. Anche a Bari. 

 Cosa raccogliamo per l’Ucraina

  • Farmaci, materiale sanitario e kit di primo soccorso
  • Cibo a lunga conservazione (verdure e carne in scatola, tonno,  pasta, riso, pelati, biscotti,…)
  • Alimenti e materiale per l’infanzia (latte in polvere, omogeneizzati, pannolini,…)
  • Coperte e cuscini in buono stato
  • Stoviglie usa e getta, sacchi della spazzatura
  • Prodotti per l’igiene personale (dentifricio, bagnoschiuma, spazzolini, assorbenti, …)

Non servono invece vestiti

Centri di raccolta di Specchio a Bari

Ecco indirizzi e orari dei nostri punti raccolta dove si possono consegnare gli aiuti:

  • Centro Mongolfiera in Piazza della Pace, Japigia, Casina sul tetto lato via Toscanini. Il lunedì dalle 17 alle 19; il martedì e il giovedì dalle 10 alle 12.
  • Associazione Eden, Viale Japigia 135, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui con carta di credito o Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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Il nuovo D di Repubblica sostiene la raccolta per l’Ucraina

Rita Balestriero
La Repubblica

Ci è riuscita Anja Rubik. La modella e attivista polacca è entrata in Ucraina ed è arrivata a Leopoli insieme alla ong Pcpm (Polish Center for International Aid). Lo riferisce il suo agente, di più non sa, le comunicazioni sono ovviamente complicate. Nella lunga chiacchierata che trovate in edicola sul nuovo D, il settimanale di Repubblica completamente rinnovato, Rubik ne parla con il giornalista Filip Niedenthal che firma l’intervista. Si conoscono dalla prima copertina di Vogue Polonia, quando lui – da direttore – le chiese di posare davanti allo stalinista Palazzo della cultura e della scienza, monumento simbolo di Varsavia, lugubre promemoria di un’epoca oscura che già nel 2017 minacciava di tornare.

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«Sto raccogliendo fondi da amici in tutto il mondo, organizzando una raccolta di materassi insieme a mia madre, trovando alberghi. Sto cercando di fare tutto quello che posso, come chiunque in Polonia in questo momento», ha spiegato da Parigi, dove era andata per sfilare e da dove si era affrettata a partire per tornare in Polonia e organizzare la missione d’aiuto in Ucraina. Era l’ottavo giorno della guerra scatenata dall’invasione russa, oltre 500 mila persone erano già fuggite in Polonia. Oggi siamo al ventitreesimo e nei giornali di tutto il mondo si parla di crimini di guerra. «Bisogna far uscire le persone dall’Ucraina», diceva Rubik a Niedenthal. Ora quella sua frase vale più che mai.

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Intanto, nel suo profilo Instagram, sotto l’immagine della cover di D di domani invita a sostenere la fondazione Specchio d’Italia per proteggere e assistere i profughi ucraini, un progetto sostenuto da tutte le testate del gruppo Gedi.

 

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Oppure tramite il conto corrente postale n. 1051722237. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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La raccolta per i profughi ucraini supera il milione di euro

Angelo Conti

 

Un milione di euro, il traguardo è stato superato ieri.  Dal 27 febbraio, in 15 giorni, la sottoscrizione di Specchio dei tempi e di Specchio d’Italia ha registrato oltre 4.500 donazioni. E’ stata una sottoscrizione prevalentemente popolare: a parte i 100.000 euro donati inizialmente dalle due fondazioni, non ci sono state altre cifre a 5 zeri e quelle a 4 zeri sono state poche. Questa è infatti una sottoscrizione sostenuta dalla gente, da chi è rimasto colpito dalle atrocità della guerra ed ha offerto un aiuto economico colmo di solidarietà ed anche di speranza.

A questi fondi devono essere aggiunti (e ringraziati) i tanti che hanno invece partecipato alle nostre raccolte di derrate alimentari, di farmaci, di arredi per le strutture di emergenza. 

Aiuti umanitari in partenza per il confine polacco

Come stiamo usando le donazioni per l’Ucraina

Cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo con queste risorse? Innanzitutto abbiamo immediatamente attivato le navette verso i confini dell’Ucraina. Prima in Polonia, nella zona di Jaroslaw, e poi anche in Romania, al valico di frontiera di Siret. I pullmini sono stati decine, poi affiancati anche da pullman da 54 e 66 posti. Sono circa 500 le persone che abbiamo ospitato sui nostri mezzi. Le partenze hanno cadenza quotidiana e continueranno, ogni giorno, anche per tutta la settimana in corso e per la prossima.

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Specchio d’Italia interviene, in caso di situazioni famigliari particolarmente complesse, anche con immediati contributi economici.

Un villaggio per i profughi a Cernivci

Ma gli ucraini abbandonano malvolentieri il loro Paese. La stragrande maggioranza vorrebbe restare là, possibilmente nella zona dell’Ucraina non ancora interessata dai bombardamenti, o in alternativa sui confini. E così abbiamo studiato anche interventi mirati a questo scopo. Da lì l’idea di costruire si Cernivci, una città piena di storia, a 30 chilometri dal confine rumeno, un complesso di tensostrutture che si appoggerà anche ad una ex scuola, concessaci dall’amministrazione locale per ospitare il magazzino ed i volontari.

Il villaggio in costruzione vicino al confine rumeno

I lavori sono già iniziati e il polo assistenziale sarà completamente operativo entro i prossimi 10 giorni. L’intervento è completamente finanziato dalla nostra onlus sorella Specchio d’Italia e si avvale della collaborazione logistica di Remar Spagna, una onlus che da tempo collabora con le nostre due fondazioni anche in Italia.

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Korczowa, il campo profughi nel centro commerciale

Angelo Conti

Korczowa è un villaggio della provincia di Jaroslav in Polonia. E’ a meno di 2 chilometri dal confine ucraino. Lì sono giunti nei giorni scorsi i nostri volontari. Con loro anche Alberto Giachino, fotografo ed operatore dell’Agenzia Reporters che realizza servizi per La Stampa e il gruppo editoriale Gedi.

All’interno del supermercato

Ci racconta: “Siamo in mezzo ad una confusione terribile. Migliaia di persone ammassate dentro ed intorno ad un supermercato. E’ gente forte, convinta che la guerra durerà poco e che sarà possibile rientrare presto nelle loro case. Qui mancano soprattutto materassi e cuscini, la gente non sa dove dormire. Fra poco ripartiremo verso l’Italia con un gruppo di profughi, ma dovremo pensare a mandare altri rifornimenti presto”.

Uno dei tanti scatti di Alberto Giachino
Uno dei tanti scatti di Alberto Giachino

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui con carta di credito o Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, codice Iban IT82 F030 6909 6061 0000 0176 056, Banca Intesasanpaolo. Oppure tramite il conto corrente postale n. 1051722237. Nella causale indicare “Per la gente dell’Ucraina”.

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A Chernovtsy, in Ucraina, nascerà il “Villaggio Specchio d’Italia”

Angelo Conti

Specchio d’Italia realizzerà il primo villaggio italiano in Ucraina destinato ad assistere ed ospitare i profughi della guerra. Una struttura da 1000 metri quadrati da erigere a Chernovtsy, una cittadina a 30 chilometri dal confine rumeno. Verrà utilizzato da un migliaio di profughi al giorno. L’acquisto è stato perfezionato ieri, il trasporto dei materiali avverrà fra lunedì e martedì e la struttura sarà operativa nel successivo fine settimane.  L’intervento, richiesto dalla locale amministrazione pubblica, con la quale è stato sottoscritto un documento di impegno, viene realizzato in partnership operativa con Remar Spagna, una onlus la cui affidabilità è stata testata anche in altre esperienze.

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Più nel dettaglio Specchio d’Italia sostiene tutte le spese di acquisto e costruzione della struttura e si impegna ad attivare un canale preferenziale di aiuti. Proprio stamattina alle 9,30 è prevista la partenza di un primo carico da Fossano (Cuneo) e ne seguiranno altri a cadenza quasi giornaliera. Remar si occuperà invece della gestione, anche attraverso la presenza di un folto gruppo di volontari.

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Come stiamo usando le donazioni per gli ucraini

Angelo Conti

Vicini all’Ucraina, vicini davvero. Specchio d’Italia è stata tra le prime fondazioni italiane a lanciare una sottoscrizione a favore dell’Ucraina, già domenica 27 febbraio. Contemporaneamente, a sostegno della raccolta, si è subito mossa anche la fondazione gemella, Specchio dei tempi, che ha oltre 60 anni di esperienza negli aiuti umanitari in caso di emergenza. Aprendo la sottoscrizione le due fondazioni hanno messo a disposizione, con fondi propri, 100.000 euro, ai quali hanno cominciato da subito ad aggiungersi le donazioni private di tutti: cittadini, famiglie, scuole, aziende. La raccolta ha ormai superato i 440.000 euro.

Cosa abbiamo fatto per aiutare gli ucraini? La prima emergenza è apparsa quella delle centinaia di migliaia di profughi che stavano superando i confini polacco e ungherese. In poche ore abbiamo contattato, in quei paesi, associazioni di volontariato, autorità locali e giornalisti delle testate locali per capire bene. Ed è apparso che mentre sul confine ungherese non esistevano criticità (la macchina dell’accoglienza ungherese era efficiente e copriva tutte le necessità di chi arrivava) ben diversa era la situazione sulle due principali direttrici Ucraina-Polonia. E verso queste zone si sono mosse, già lunedì, le prime navette finanziate e sostenute dalla nostra fondazione. E già mercoledì notte i primi profughi sono arrivati in Italia, raggiungendo prima Brescia e poi Torino.

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Da quel momento il collegamento di navette è diventato quotidiano: pullmini da 9 poste ma anche un pullman da 54 posti, partito proprio oggi e che utilizzeremo spesso anche la prossima settimana.  Ovviamente questi mezzi hanno cominciato ad effettuare anche trasporti di generi di prima necessità: soprattutto cibo a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale, farmaci e materiale sanitario vario (con particolare richiesta per siringhe, bende, cerotti, disinfettanti).

Intanto, a Palermo abbiamo consegnato un importante contributo economico alla famiglia di una bambina di 8 anni (Elisabetta Pastux) gravemente disabile, appena arrivata da Kiev. E proprio questa disabilità ha fatto scattare un’altra iniziativa volta a consentire l’approvvigionamento di farmaci rari e cari (ad esempio gli antiepilettici) per i bambini disabili ancora in Ucraina.

Il programma della prossima settimana prevede l’intensificazione dei collegamenti con i confini per trasportare in Italia i profughi, ma anche l’invio di materiale sanitario e viveri a chi ha deciso di restare in Ucraina, chi a combattere, chi impossibilitato a muoversi per ragioni di salute, chi per attaccamento verso la propria terra.

Noi continueremo ad essere vicini al popolo ucraino. Tutti ci possono dare una mano per essere ancora più incisivi e più capaci di portare conforto a gente disperata.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

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