Tredicesime dell’Amicizia

Mirella, che a ottant’anni sogna un paio di scarpe nuove: un lusso che non si può permettere. Deve pagare le bollette arretrate e nessuno dei suoi figli lontani può pensarci. Joseph, che ha perso ogni risparmio per scelte professionali sbagliate. E ora si trascina da una giornata all’altra: le gambe fanno male, il tempo non passa mai, le spese si moltiplicano. Ma la pensione è sempre la stessa: troppo bassa.

Gli anziani che sosteniamo con le Tredicesime dell’Amicizia sono fragili e sfortunati, come Joseph e Mirella. La vita li ha travolti e sono rimasti soli, con gli incubi e il conto in rosso. Abitano nelle periferie più povere d’Italia, a Bari, Crotone, Roma e Palermo. Ma anche nel cuore di Sassari e Trieste, e accanto agli uffici e ai grattacieli di Milano. Non hanno più parenti oppure hanno famiglie così: divise da decenni, distrutte da disgrazie improvvise, angosciate da una povertà quotidiana. Per Natale vogliamo offrire loro la nostra Tredicesima, cioè un contributo di 300 euro, per pagare il riscaldamento e le spese più urgenti. Un regalo che dà speranza. L’unico regalo che riceveranno questi nonni dimenticati da tutti.

Le Tredicesime dell’Amicizia sono nate a Torino nel 1976 e da allora si ripetono puntuali ogni autunno. In 46 edizioni, insieme alla nostra fondazione sorella Specchio dei tempi, che opera in Piemonte, abbiamo già consegnato 76 mila sussidi, per un totale di 29,5 milioni di euro. Dal 2020 Specchio d’Italia porta l’iniziativa in altre otto regioni, grazie alla generosità dei lettori di Repubblica, Il Piccolo e La Nuova Sardegna. Il meccanismo è ovunque lo stesso. Gli anziani e gli enti che li assistono possono presentare richiesta (compilando il modulo qui). Ogni donazione che ci viene affidata diventa immediatamente un aiuto concreto. Più fondi raccogliamo, più nonni abbracciamo.