Tredicesime dell’Amicizia

Maria, che a 87 anni può permettersi di accendere il riscaldamento solo un’ora al giorno. Nessuno la aiuta: aveva un marito violento e i suoi figli, travolti da droga e alcool, non ci sono più. Joseph, che ha perso ogni risparmio per scelte professionali sbagliate. E ora si trascina da una giornata all’altra: le gambe fanno male, il tempo non passa mai, le spese si moltiplicano. Ma la pensione è sempre la stessa: troppo bassa.

Gli anziani che sosteniamo con le Tredicesime dell’Amicizia sono fragili e sfortunati, come Joseph e Maria. La vita li ha messi in ginocchio e sono rimasti soli, con gli incubi di notte e il conto in rosso. Abitano nelle periferie più povere d’Italia, a Bari, Crotone, Roma e Palermo. Ma anche nel cuore di Sassari e Trieste, e accanto agli uffici e ai grattacieli di Milano. Non hanno più parenti oppure hanno famiglie così: divise da decenni, distrutte da disgrazie improvvise, angosciate da una povertà quotidiana. Per Natale vogliamo offrire loro la nostra Tredicesima, cioè un contributo di 300 euro, per pagare il riscaldamento e le spese più urgenti. Un regalo che dà speranza. L’unico regalo che riceveranno questi nonni dimenticati da tutti.

Le Tredicesime dell’Amicizia sono nate a Torino nel 1976 e da allora si ripetono puntuali ogni autunno. In 46 edizioni, insieme alla nostra fondazione sorella Specchio dei tempi, che opera in Piemonte, abbiamo già consegnato 76 mila sussidi, per un totale di 29,5 milioni di euro. Dal 2020 Specchio d’Italia porta l’iniziativa in altre otto regioni, grazie alla generosità dei lettori di Repubblica, Il Piccolo e La Nuova Sardegna. Il meccanismo è ovunque lo stesso. Gli anziani e gli enti che li assistono possono presentare richiesta (compilando il modulo qui). Ogni donazione che ci viene affidata diventa immediatamente un aiuto concreto. Più fondi raccogliamo, più nonni abbracciamo.

Un pulmino per Crotone

A Crotone serve un pulmino. Quello attuale, della cooperativa sociale “Shalom”, un nome scelto a fine Anni ’70 dai fondatori dell’organizzazione per ricordare, meglio e più di altri termini, la pace e l’augurio di prosperità, ha 17 anni e non ce la fa più. Trasportare disabili da e per il centro diurno del quartiere popolare di San Francesco, “è diventato un problema” racconta Renato Marino uno dei responsabili della coop attualmente formata da 5 persone attorno alle quali ruota una serie di volontari e collaboratori necessari per seguire, mediamente, 14-15 disabili. “Nella struttura che utilizziamo i posti sono 23 e prima della pandemia – racconta Marino – li impegnavamo quasi tutti”.

La cooperativa “Shalom” e la Fondazione Specchio d’Italia hanno trovato naturale collaborare in questa impresa, importante per una comunità di circa 60 mila abitanti, visto che, insieme, e per la prima volta in questo Natale, hanno portato anche nella città calabrese che si affaccia sul Mar Ionio il progetto della Tredicesima degli anziani. Iniziative raccontate e seguite anche dal giornale locale “Il Crotonese”.

Servirebbero almeno 19 mila euro – spiega Marino -. Il furgone che utilizziamo da sempre è anche sprovvisto della pedana per consentire una salita e una discesa agevoli a chi è obbligato a muoversi su una sedia a rotelle”. Il pulmino è uno strumento indispensabile per chi, ogni giorno, deve accompagnare i disabili da casa al centro diurno, ospitato in un edificio della Caritas, oppure per raggiungere i diversi centri fisioterapici della città calabrese.

La cooperativa Shalom, negli anni, s’è creata una solida competenza e svolge le sue attività in convenzione con il Comune di Crotone e partecipa a progetti nelle scuole ovviamente finalizzati all’inclusione dei disabili.